Nel 1953 Romano Scarpa iniziò la sua collaborazione con la Mondadori (allora editrice italiana dei fumetti Disney) come disegnatore. Gli venne subitto affidata una storia lunga, “Biancaneve e Verde Fiamma”, su testi di Guido Martina.

Solo in un secondo momento Scarpa, insoddisfatto di alcune sceneggiature che aveva ricevuto e desideroso di maggiore libertà creativa, iniziò a scrivere autonomamente anche i testi, dalla metà degli anni Cinquanta. Secondo un’opinione diffusa tra gli appassionati di fumetti Disney il “periodo d’oro” di Romano Scarpa come autore completo (sceneggiatore e disegnatore) va tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni Sessanta. In seguito Scarpa ridusse progressivamente la sua attività di sceneggiatore per concentrarsi sul disegno (spesso su testi di Guido Martina), un cambiamento dovuto anche a ragioni economiche e familiari. Nel frattempo, però, aveva realizzato alcune tra le storie più belle della Disney italiana.


1956 – Paperino e i gamberi in salmì

Questa storia è cruciale perché segna il momento in cui Romano Scarpa inizia a sviluppare il suo stile narrativo. Sebbene anche nelle storie che aveva solo disegnato uno zampino nella trama lo avesse messo, questa è la prima storia su cui esercita un controllo creativo totale. Zio Gedeone de’ Paperoni, fratello di Paperone e direttore del quotidiano “Il Grillo Parlante”, manda Paperino a investigare su uno strano cuoco appena arrivato in città.

Durante le indagini il cuoco viene rapito davanti a Paperino (che riesce solo a filmare i rapitori), e i sequestratori chiedono come riscatto 500mila porzioni di gamberi in salmì, da qui il titolo bizzarro. Per questa storia Scarpa si ispirò ai film thriller Quando la città dorme di Fritz Lang e L’asso nella manica di Billy Wilder, confezionando un giallo-avventura-commedia a base di ritmo vivace, colpi di scena, gag comiche e umorismo surreale.


1957 – Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante

Questa storia è considerata la vetta della produzione di Romano Scarpa come autore completo. La vicenda inizia con Paperone che, per alleviare la noia e la depressione, decide di comprare un uccellino esotico di nome Kaibì, che si ciba solo di mezza sardina alla settimana. Quando le sardine spariscono dal mercato, Paperone si mette in viaggio con Paperino e i nipoti per cercare una soluzione.
Durante la ricerca, scoprono che dietro la scomparsa delle sardine c’è un
misterioso e antico personaggio: lo Scozzese Volante.
La storia combina
avventura, umorismo e un tocco di leggenda ispirata alla tradizione dell’Olandese Volante. A un certo punto della storia una strana pioggia comincia a cadere dal cielo: sono sardine. Potrebbe sembrare la fantasiosa trovata di uno spirito creativo e invece è un vero fenomeno naturale documentato.


1958 – Topolino e l’unghia di Kalì

Una delle storie più amate di Romano Scarpa che rappresenta uno splendido esempio di giallo/noir con mistero, tensione, humour e una risoluzione brillante. Nella classifica del database internazionale Inducks la storia ha valutazioni molto alte.
Topolino viene chiamato,  per l’insistenza di Minni, a indagare sul furto di un oggetto bizzarro: l’unghia di una statuetta della divinità indù Kalì, preziosa rarità nella collezione di un amico. Una delle principali sospettate del furto dell’unghia è l’attrice Mayne Mansfield, ispirata alla nota Jayne Mansfield, che proprio in quegli anni stava raggiungendo l’apice della celebrità.


1959 – Topolino e la dimensione Delta

Si tratta di un mystery fantascientifico che fonde avventura, umorismo e temi legati al progresso tecnologico. La storia si apre con eventi strani a Topolinia: durante l’estate cadono fiocchi che sembrano neve, ma sono fatti di zucchero filato e fosforo. Un misterioso ricattatore chiede un milione di dollari come riscatto, altrimenti la neve successiva sarà di cianuro.
Topolino viene raggiunto da uno strano personaggio:
Atomino Bip Bip, un atomo umanoide ingrandito due birilliardi di volte, che lo teletrasporta nella cosiddetta Dimensione Delta, una realtà parallela dove Topolino incontra il Professor Enigm.
La storia esplora la possibilità della tecnologia di alterare i fenomeni naturali, riflettendo sugli usi sbagliati del progresso scientifico.  Scarpa riprende il personaggio del Professor Enigm, creato da
Floyd Gottfredson negli anni Trenta, per riflettere sull’uso responsabile della scienza.


1959 – Paperino e l’uomo di Ula-Ula

La vicenda si apre con Zio Paperone, Paperino e i nipotini che giungono su una misteriosa isola tropicale apparentemente deserta, popolata però da animali pericolosi e ricca di ambienti ostili.
Invece di seguire una trama lineare,
Scarpa utilizza una struttura narrativa a flashback: i personaggi raccontano a turno la propria versione di come e perché si trovano sull’isola. Zio Paperone spiega di essere partito perché un suo cervello elettronico funzionava bene solo con chi gli era simpatico. Paperino, nel suo racconto, rivela i bizzarri tentativi di rendersi simpatico all’apparecchio. La storia resta impressa per il perfetto mix tra avventura, suspense e comicità.


1959 – Topolino e Bip-Bip alle sorgenti mongole

La storia inizia in modo piuttosto semplice ma intrigante: Topolino, aiutato da Orazio, scopre nel suo giardino una misteriosa fiaschetta contenente undici semi di sambuco, che sembrano risalire a oltre 8000 anni fa.
Topolino e
Atomino Bip Bip portano il reperto dall’antiquario Nataniele Ragnatele, che interpreta i simboli e afferma che i semi sono la chiave per trovare le leggendarie “sorgenti mongole”, un luogo nascosto in Alaska dove gli antichi popoli asiatici avrebbero lasciato un tesoro prima di colonizzare le Americhe. Scarpa inserisce questo elemento storico in una trama avventurosa sospesa tra leggenda e mistero. La presenza di Atomino Bip Bip dà alla storia un tono unico, inserendo elementi di fantascienza leggera nel mondo Disney.


1960 – Paperino e le lenticchie di Babilonia

L’episodio si apre con un Zio Paperone incredibilmente povero, costretto a suonare come musicista ambulante per guadagnarsi da vivere. Da qui parte un lungo flashback che racconta come sia giunto alla miseria: tutto ha avuto origine da una scoperta archeologica.
La
Banda Bassotti ha rinvenuto in un sito vicino a Babilonia una grande quantità di lenticchie antiche assai gustose. Paperone, per comprarsi la società che commercia le lenticchie, arriverà a svendere tutto il suo immenso patrimonio, convinto di ottenere enormi guadagni da questo business.
Scarpa usa una struttura a
flashback con più salti narrativi per costruire un racconto pieno di ironia e suspense. La storia non è solo comica, ma contiene anche una critica alle operazioni finanziarie, alla pubblicità e al consumismo, mostrando come speculazioni e mercati possano portare a risultati assurdi e imprevedibili.


1960 – Topolino e la collana Chirikawa

Questa avventura costituisce il terzo capitolo della cosiddetta Saga di Atomino (personaggio ricorrente nell’opera scarpiana). Durante un periodo di riposo nella casa di campagna della zia Topolinda, Topolino cerca di saperne di più sulla “collana degli Apache Chirikawa”, un gioiello che apparteneva alla zia. La zia rivela che quando Topolino era neonato venne rapito, e come riscatto i rapitori vollero proprio la collana Chirikawa. Topolino, rivivendo il trauma, ricorda che furono proprio i giovani Gambadilegno e la sua compagna Trudy a rapirlo.
Scarpa prende ispirazione dal
cinema di Alfred Hitchcock per dare profondità psicologica a Topolino e per costruire sequenze narrative intense. La storia introduce il tema della memoria sepolta e del trauma infantile, gestito in modo originale e coinvolgente per i tempi.


1961 – Topolino imperatore della Calidonia

La vicenda ha un antefatto di fine Ottocento, quando il bandito Topo the Kid salva la vita del ministro J. B. Svanch e, in cambio, ottiene da lui un atto legale che gli assegna il dominio su un vasto territorio chiamato Calidonia.
Circa
cent’anni dopo, a Topolinia, arrivano lettere in cui qualcuno reclama affitti sui terreni privati come se fossero proprietà di un fantomatico imperatore della Calidonia. Topolino e Atomino Bip Bip scoprono che il misterioso imperatore è proprio… Topolino, ma apprendono anche che il documento di assegnazione contiene una clausola fondamentale secondo la quale il titolo ha una validità di 100 anni. Così, pur essendo il legittimo “Imperatore della Calidonia”, Topolino scopre che il suo potere dura solo fino alla mezzanotte dello stesso giorno. La storia è una riflessione comica sul desiderio di potere e gloria: Topolino, da sempre simbolo di onestà e moderazione, si trova a sfiorare la possibilità di governare uno Stato intero.


1962 – Paperino e la farfalla di Colombo

La vicenda ha inizio con Brigitta, che ha avviato a Paperopoli una fabbrica tessile innovativa, creando stoffe dai disegni coloratissimi. Per ottenerli, Paperino e i nipotini catturano farfalle tropicali in Costa Rica, fotografando gli schemi delle loro ali per ispirare i motivi delle stoffe.
Il grande successo dell’impresa di Brigitta spaventa
Zio Paperone, che vede la propria attività concorrente in pericolo e decide di richiamare Paperino a Paperopoli per assumerlo come investigatore: deve scoprire come Brigitta ottenga cotanta creatività.
La storia miscela un avventura classica in stile “caccia al tesoro” con gag e colpi di scena ironici, tipici dell’umorismo di Scarpa. Molti lodano l’abilità di Scarpa nel tessere più fili narrativi riportandoli in un unico racconto coerente, mantenendo ritmo e divertimento. Brigitta è usata come antagonista creativa, Zio Paperone come competitor spietato ma vulnerabile, e i nipotini come scatenati esploratori
, in una dinamica che funziona perfettamente.

Un pensiero su “I CAPOLAVORI DISNEY DI ROMANO SCARPA”
  1. Meravigliose! Tra quelle dell’epoca segnalerei anche “Paperino e il colosso del Nilo” e “Topolino e il gigante della pubblicità”.

    A me, però, piace anche lo Scarpa anni ’80 e ’90: “Paperolimpiadi” e “Topolino in: Ciao Minnotchka” sono due capolavori assoluti.

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