In alto: “Le vie della gloria”, Howard Hawks 1938. Sotto: “Orizzonti di gloria”, Stanley Kubrick 1958. Molti film sono stati girati sulla Prima guerra mondiale, alcuni già durante il conflitto, come Charlot soldato (1918), regia di Charlie Chaplin, e Cuori del mondo, dello stesso anno, di Griffith. Entrambi ambientati in Francia. Due tra i migliori poi raccontano la Grande guerra sempre dalla parte dell’esercito francese. Il primo è Le vie della gloria, diretto nel 1936 da Howard Hawks. È un regista che tra l’altro si è occupato della guerra del ’15-’18 in altre occasioni (La squadriglia dell’aurora, Il sergente York). Il secondo film è Orizzonti di gloria, del 1958, di Stanley Kubrick. Sono accomunati dal termine glory/gloria nel titolo, dall’inno nazionale francese che accompagna i titoli di testa, nonché da qualche situazione non di poco conto. In entrambi al reparto francese protagonista viene ordinato di avanzare: in Hawks più genericamente “fino a conquistare tutti i vostri obiettivi”, in Kubrick l’ordine è di attaccare e conquistare il Formicaio, un avamposto “chiave della difesa tedesca”. Pur con differenti soluzioni narrative e sviluppi, sia in Le vie della gloria che in Orizzonti di gloria un soldato getta una bomba a mano credendo di trovarsi di fronte il nemico e invece uccide uno dei suoi. Soprattutto, li accomuna la sequenza, piuttosto simile, dell’attacco a una postazione tedesca. Nel film del 1936 la sequenza inizia al minuto 01:08:43 ed è preceduta da una carrellata laterale da sinistra a destra sulla trincea francese, con i soldati schierati mentre l’esercito tedesco effettua un massiccio bombardamento con i cannoni. Vediamo i cannoni sparare e gli ufficiali francesi (tra cui i due protagonisti, il capitano Paul La Roche e il tenente Michel Denet) attendere l’ora zero, per far partire l’attacco. I soldati del reggimento di La Roche si preparano sotto l’imperversare del fuoco nemico. Il capitano guarda l’orologio, conta i secondi poi dà il segnale. I soldati escono dalla trincea. Hawks stacca tre volte, da un piano ravvicinato passa a uno medio, quindi a un campo lungo sui soldati che cominciano l’avanzata. Corrono, mentre le esplosioni si susseguono e nuvole di fumo denso e scuro punteggiano il cielo nella parte alta dell’inquadratura. Una carrellata laterale da destra a sinistra segue i soldati che corrono imbracciando il fucile. Vediamo il tenente che esorta i soldati ad avanzare (01:09:13). Lo stesso fa La Roche. Tra i personaggi del film ha un ruolo di rilievo Papà La Roche, l’anziano padre del capitano. Per l’età avanzata l’uomo è stato esonerato ma, disattendendo l’ordine e con uno stratagemma, Papà La Roche è riuscito a rimanere e il figlio dopo un’azione del padre meritevole di elogio, lo reintegra. Ora Papà La Roche avanza anche lui tra i soldati, fiero e almeno in apparenza sprezzante del pericolo (ma sarà proprio lui, successivamente all’attacco, preso dal panico, a gettare la bomba che ferisce mortalmente un compagno). Hawks mentre i soldati avanzano inquadra il cielo grigio e tempestato di esplosioni, poi con un’inquadratura dal basso riprende un obice che spara. I soldati francesi si buttano a terra quando il colpo arriva segno. Quindi riprendono a correre (01:09:46). Di nuovo il capitano fa segno agli uomini di procedere e lui stesso corre mentre un proiettile esplode alle sue spalle (01:10:00). Alcuni soldati vengono colpiti ma la truppa continua ad avanzare. Le esplosioni si susseguono costringendo i soldati a ripararsi in un fossato. Il capitano tuttavia non smette di incitarli a proseguire (01:10:35). A un certo punto anche lui si rende conto che avanzare sotto il bombardamento tedesco mette solo a repentaglio la vita dei suoi uomini. Ordina perciò di allontanarsi e di tirare le bombe a mano contro l’avamposto nemico. Hawks mostra per la prima volta alcuni soldati tedeschi che si ritirano (01:11:18) nella loro postazione, tra gli edifici semidistrutti di un villaggio. Li vediamo che dall’interno di un edificio sparano con la mitragliatrice. I francesi, entrati nel villaggio e bersagliati dal fuoco nemico, gettano le bombe. Ancora i tedeschi con le mitragliatrici. Papà La Roche getta una bomba (01:12:41). Poi insieme ad altri due soldati si mette al riparo (01:13:03). Dice: “La paura non è che un frutto dell’immaginazione, un uomo ha molto più coraggio di quanto crede di averne.” I compagni gli chiedono di smettere di parlare della paura. La sequenza dell’attacco finisce (01:13:42). La scena successiva è ambientata in una chiesa, dove è stato allestito un ospedale da campo. Un prete sta celebrando la messa per i soldati. Vediamo poi La Roche parlare alla radio con il comando, dicendo che sono radunati nel villaggio e circondati dai tedeschi. In Orizzonti di gloria, prima della sequenza dell’attacco, dal minuto 00:27:13, una carrellata a precedere alternata a una in soggettiva, mostra il colonnello Dax che percorre la trincea tra i soldati, le esplosioni e il suono ossessivo, lacerante e quasi assordante che producono. Nuvole di fumo scuro si alzano fuori dalla trincea. I soldati lo guardano passare. Dax controlla l’orologio (00:28:13). Il fumo provocato dalle esplosioni, mentre il colonnello continua a camminare, a un certo punto lo precede formando una nebbia color cenere che invade la trincea. Il sergente controlla anch’egli l’orologio e comincia a scandire i secondi. Dax estrae la pistola, guarda i soldati e allo zero pronunciato dal sergente mette il fischietto in bocca, sale sulla scaletta che conduce fuori dalla trincea e arma in pugno, inquadrato dal basso, ordina ai soldati di uscire. Inizia l’attacco (00:29:13). Kubrick con un campo lungo inquadra dall’alto i soldati che escono dalla trincea, il terreno su cui cominciano a correre e più lontane le nuvole di fumo bianco e denso sollevate dai colpi sparati dai tedeschi (in alto nell’inquadratura). Vediamo poi ripreso di spalle in mezza figura Dax che si volta verso la truppa invitando gli uomini fischiando. Davanti a lui le esplosioni si susseguono. Un totale del terreno accidentato su cui corrono i soldati, con dossi e avvallamenti, poi un’inquadratura ad altezza d’uomo, con i soldati che superano gli avvallamenti. Segue una carrellata laterale, da destra a sinistra, sulla truppa che avanza, tra continue esplosioni e il fischio ininterrotto di Dax. Uno stacco e un piano più ravvicinato su alcuni soldati e su Dax che arma in pugno fischia per incitare i suoi uomini. Prosegue la carrellata, con l’inquadratura che si allarga, poi di nuovo stringe su Dax. Stacco, di nuovo un campo lungo (00:30:04). Il fumo delle esplosioni invade l’inquadratura. Un piano più ravvicinato su tre soldati che superano un avvallamento. Dax torna al centro dell’inquadratura, mentre prosegue la carrellata. Il colonnello viene coperto da altri soldati più vicini alla macchina da presa e dal fumo denso e scuro provocato da un’esplosione. Dax continua ad avanzare impugnando la pistola, incitando con un cenno del braccio i suoi a seguirlo. Stacco, di nuovo un totale ad altezza uomo, vediamo il campo di battaglia fino all’orizzonte, alcuni soldati cadono colpiti a morte. Il fumo di un’esplosione oscura l’inquadratura (00:30:45). Dax prosegue la sua avanzata, cade in un fossato, riprende ad avanzare. Un soldato ferito gli crolla addosso, Dax supera un avvallamento, sempre seguito con una carrellata laterale da destra a sinistra. Si ferma, fischia, poi prosegue. Altri soldati cadono in un fossato allagato. Dax si volta a guardare i suoi uomini che avanzano. In un’inquadratura dal basso, attraversata orizzontalmente dal filo spinato, vediamo i soldati avanzare e alcuni cadere. Nella inquadratura successiva al centro vediamo il cadavere di un soldato, stacco, un’esplosione, un’altra solleva una nuvola nera, altra esplosione, poi un soldato che imbraccia il fucile viene colpito e crolla a terra. Campo lungo su Dax che guida i soldati, si volta e fischia mentre l’inquadratura stringe su di lui fino al primo piano (minuto 00:31:34). Guarda lontano e l’inquadratura successiva è un campo lungo con il Formicaio all’orizzonte. Altre esplosioni lo coprono in parte. Il campo dell’inquadratura si allarga e vediamo alcuni soldati che avanzano. Altre esplosioni e in un crescendo parossistico il cadavere di un soldato decapitato in figura intera è l’immagine dell’orrore della battaglia. I soldati continuano a correre intorno al compagno morto. Mezza figura di Dax che ancora esorta i suoi ad avanzare fischiando. Poi si volta verso il sergente e gli chiede dov’è la compagnia B: “Non lo so”, risponde il soldato. Dax allora si alza e esce dall’inquadratura. La sequenza dell’attacco finisce qui. La scena successiva ha per protagonista il generale Mireau, comandante della divisione, che dopo aver guardato con il cannocchiale il campo di battaglia, urla che i soldati non avanzano e ordina di sparare contro i suoi stessi uomini. Schede film Le vie della gloria (The Road to Glory, Usa 1936) Regia: Howard Hawks; sceneggiatura: William Faulkner, Joel Sayre; musica: Louis Silvers; fotografia: Gregg Toland a.s.c.; montaggio: Edward Curtiss; scenografia: Hans Peters; costumi: Gwen Wakeling; interpreti: Fredrick March, Warner Baxter, June Lang, Lionel Barrymore, Gregory Ratoff, Victor Kilian, John Qualen; produzione: Darryl F. Zanuck e Nunnally Johnson per National Telefilm Associates, Inc.; durata: 103′ Orizzonti di gloria (Paths of Glory, Usa 1958) Regia: Stanley Kubrick; sceneggiatura: S. Kubrick, Calder Willingham, Jim Thompson (dal romanzo omonimo di Humphrey Cobb); musica: Gerald Fried; fotografia: George Kraus; montaggio: Eva Kroll; scenografia: Ludwig Reiber; costumi: Jlse Dubois; interpreti: Kirk Douglas, Ralph Meeker, Adolphe Menjou, George Macready, Wayne Morris, Timothy Carey, Richard Anderson, Joseph Turkel, Susanne Christian; produzione: James B. Harris per Harris-Kubrick Pictures e Bryna Productions; durata: 88′ Navigazione articoli LO SGUARDO DI THEO ANGELOPOULOS