La nascita dell’Uomo Ragno è uno degli episodi più discussi della storia del fumetto americano. Per decenni il merito della creazione è stato attribuito a Stan Lee e Steve Ditko, ma negli anni è emerso un dettaglio importante: prima che Ditko entrasse in scena, l’incaricato di sviluppare il personaggio fu Jack Kirby.

Nel 1962 Lee aveva in mente un nuovo tipo di supereroe: un ragazzo con poteri legati ai ragni, molto diverso dagli adulti muscolosi che popolavano i fumetti dell’epoca. Almeno è quello che lui crede di ricordare. Come accadeva spesso alla Marvel, il primo a ricevere l’incarico fu Kirby, il disegnatore più importante della casa editrice. Kirby preparò alcune tavole e una copertina preliminare per quello che avrebbe dovuto essere il primo numero della serie.



Il risultato, però, non convinse Lee. Il protagonista immaginato da Kirby era un eroe atletico, sicuro di sé e già perfettamente inserito nella tradizione dei supereroi. Il costume, la postura e persino il tono della storia ricordavano molto altri personaggi che Kirby aveva realizzato negli anni precedenti. Almeno è quello che Lee crede di ricordare.

In realtà il problema era la forte somiglianza con The Fly (La Mosca), un personaggio pubblicato dalla Archie Comics e creato proprio da Joe Simon e Jack Kirby nel 1959. Anche lì un ragazzo acquisiva straordinari poteri grazie a un elemento misterioso, trasformandosi in un eroe in costume. Sebbene i poteri fossero diversi, l’impostazione risultava troppo vicina a quella già vista in The Fly. In conclusione forse il personaggo non era stato pensato per primo da Lee, ma da Kirby come riciclo del suo personaggio-mosca che aveva come nemico principale… un uomo ragno!

Stan Lee quindo passò il progetto a Steve Ditko, il cui stile era molto più nervoso, essenziale e forse più adatto a raccontare un adolescente impacciato, pieno di dubbi e problemi quotidiani.

Il primo probabile cambiamento di Ditko riguardò Peter Parker. Se nella versione di Kirby il protagonista aveva l’aspetto di un eroe, Ditko lo trasformò in un ragazzo mingherlino, impacciato e dall’aria timida. Era il tipo di adolescente che passava inosservato nei corridoi della scuola, più a suo agio con i libri che con lo sport.



Anche il costume subì una trasformazione. Ditko ideò una figura snella, completamente avvolta dalla maschera, con una ragnatela che copriva l’intero costume e grandi occhi bianchi capaci di renderne espressive le emozioni pur senza mostrare il volto. Fu inoltre lui a immaginare i lanciaragnatele meccanici nascosti ai polsi, un dettaglio che rafforzava l’idea di Peter come giovane genio della scienza invece che come semplice uomo dotato di poteri.

La copertina di Amazing Fantasy n. 15 rappresenta bene questo momento di passaggio. L’impostazione generale deriva dalle matite preparate da Kirby: Spider-Man oscilla tra i grattacieli stringendo un criminale sotto il braccio. Tuttavia, la figura del protagonista era stata creata da Ditko, che gli conferì quella leggerezza e quell’agilità destinate a diventare il suo marchio di fabbrica. È uno dei rari casi in cui due grandi autori lasciano entrambi un’impronta evidente sulla stessa immagine.

Secondo molti storici del fumetto, Ditko potrebbe aver attinto all’immaginario dei personaggi mascherati degli anni Trenta e Quaranta, come gli eroi pulp (uno dei quali si chiamava The Spider…) caratterizzati da figure snelle, movimenti furtivi e un forte senso dell’ombra. Non mancano nemmeno riferimenti alla passione di Ditko per il cinema noir e per le atmosfere cariche di tensione, elementi che si ritrovano nelle prime avventure dell’Uomo Ragno.

Quando i lettori iniziarono a chiedere spiegazioni sulla nascita grafica di Spider-Man, Ditko evitò quasi sempre di rispondere. Riteneva che fosse il fumetto a dover parlare da solo e non amava alimentare il mito dell’autore. Questo atteggiamento riservato ha contribuito a rendere ancora più misteriosa l’origine di uno dei costumi più celebri della storia dei comics.

Qualunque siano state le sue fonti d’ispirazione, il risultato fu straordinario. Ditko prese un’idea promettente e le diede un’identità visiva inconfondibile, creando un supereroe agile, vulnerabile e profondamente umano.

Per molti anni si è pensato che la prima versione dell’Uomo Ragno realizzata da Jack Kirby fosse andata completamente perduta. In realtà, una persona affermò di averla letta prima che sparisse dagli archivi della Marvel: Jim Shooter.

Shooter entrò alla Marvel nel 1966, quando aveva poco più di quindici anni, e qualche anno dopo divenne uno degli autori più importanti della casa editrice, fino a ricoprire il ruolo di Editor-in-Chief. Durante la sua permanenza negli uffici ebbe accesso a numerosi materiali interni, compresi vecchi disegni e progetti mai pubblicati.

Secondo il suo racconto, tra quei documenti c’era anche la storia che Jack Kirby aveva realizzato per Spider-Man prima dell’intervento di Steve Ditko. Shooter raccontò di averla letta personalmente e di esserne rimasto colpito, anche perché il protagonista era diverso da quello che il pubblico aveva imparato a conoscere.



Nella versione di Kirby, spiegò Shooter, il giovane eroe non era il timido Peter Parker creato da Lee insieme a Ditko. Il protagonista otteneva i poteri grazie a un espediente legato a un misterioso anello e si trasformava in un eroe atletico. Una struttura che in effetti ricordava da vicino The Fly, il personaggio che Kirby aveva creato qualche anno prima.

Il racconto di Shooter è diventato una delle testimonianze più importanti dell’intera vicenda, ma presenta anche un limite evidente: quelle tavole non sono mai state ritrovate. Nessun archivio pubblico le conserva e nessun collezionista ha mai dimostrato di possederle. Per questo motivo gli storici del fumetto considerano la sua testimonianza preziosa, ma non verificabile in ogni dettaglio.

Shooter raccontò di aver letto quel materiale quasi per caso, senza immaginare che un giorno sarebbe diventato oggetto di uno dei più grandi dibattiti della storia della Marvel. All’epoca era semplicemente in uno dei tanti faldoni conservati negli uffici editoriali. Solo anni dopo, quando scoppiò la discussione sui meriti della creazione di Spider-Man, si rese conto di essere probabilmente una delle ultime persone ad aver visto quella versione perduta.

Oggi le dichiarazioni di Jim Shooter rappresentano un tassello importante nella ricostruzione delle origini dell’Uomo Ragno. Pur non risolvendo definitivamente il dibattito tra Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko, confermano che il personaggio attraversò una fase iniziale diversa da quella che arrivò in edicola nell’agosto del 1962. Ma se quelle tavole riemergessero un giorno, potrebbero riscrivere uno dei capitoli più affascinanti della storia del fumetto americano.

 

(L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto creativo e redazionale per questo articolo).

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