Lino Ventura in "Morti sospette", di Jacques Deray


“Non hanno tecnica. Nel cinema ci vuole tecnica. Fanno dei carrelli senza motivo, non ragionati, non pensati e quindi non sentiti”. La considerazione di Alfred Hitchcock si riferisce ai registi della generazione che cominciava a venire fuori tra la fine degli anni Sessanta e primi anni Settanta. Si può certo cogliere una certa diffidenza nei confronti di un nuovo modo di fare cinema ma, soprattutto, è evidente, ed è ciò che più ci interessa, che per Hitchcock la tecnica non è solo saper manovrare la macchina da presa, ma consapevolezza di ciò che significa l’uso della macchina e di tutto l’apparato che costituisce il set cinematografico: consapevolezza espressiva e padronanza del linguaggio. A un regista non basta la tecnica, quindi, e d’altronde, come disse Orson Welles, “nel cinema, come in qualsiasi mestiere, la tecnica si impara in quattro giorni. Difficile, invece, è come servirsene per fare dell’arte”.

Ai nostri giorni, se si confronta un film come Buen camino (il recente, grande successo con Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante) con una delle tante produzioni italiane che uscivano durante le feste, per esempio nei primi anni Ottanta, di Festa Campanile o di Corbucci, al di là di qualsiasi discorso qualitativo, non si può non notare la differenza produttiva e registica. La sensazione è che il mestiere di chi sta dietro la macchina da presa sia sempre meno indispensabile e questo vale non solo per il nostro paese ma per quasi tutte le cinematografie, compresa quella statunitense. Si assiste, in sostanza, a un progressivo deterioramento della funzione del regista. Infatti, nei film di qualsiasi valido mestierante del passato si può trovare la tecnica usata in funzione espressiva, più che in uno dei tanti autori o presunti tali contemporanei. In sostanza, sembra davvero lontano il tempo in cui Ernst Junger scriveva: “L’unica cosa che nel film si deve valutare, indipendentemente dall’argomento che esso tratta, è fino a qual punto il regista è riuscito a mostrare la sua padronanza dei tipici mezzi cinematografici”.
Vediamo allora alcuni registi che forse non sempre ma nei loro migliori film hanno dimostrato di usare la tecnica non in maniera casuale ma applicata alla forma narrativa.


Allan Dwan

Non bisogna insultare l’intelligenza del pubblico scodellandogli la pappa fatta. Il pubblico deve lavorare, partecipare. Basta suggerire l’emozione, e lasciare che la interpretino da soli.


William Wyler

Tutto quello che deve fare un regista è aiutare la storia e la recitazione degli attori. Il resto è inutile.


Pierre Granier-Deferre

La musica è importante nei miei film perché essi sono in generale delle storie basate sull’atmosfera.


Ishiro Honda

Non è semplice trasformare un soggetto in un film. Il problema con il cinema è decidere come visualizzare le cose. Puoi anche avere una grande idea, ma non è certo semplice tradurla visivamente.


Douglas Hickox

Il pubblico deve essere totalmente coinvolto dal film, dagli attori e dalla storia. Non deve essere affatto consapevole del ruolo del regista o di come le cose vengono realizzate.


Ted Kotcheff

I francesi hanno la miglior parola per director. Director suona stupido. Suona come uno che dirige una banca o che lavora in una società. In francesi usano réalisateur.


Jacques Deray

Ho sempre difeso il genere thriller, perché è uno spettacolo di prim’ordine.


George Roy Hill

Se uno vuole che ciò che ha fatto esca e la gente lo veda, quello che dice la critica non è importante. La critica cambia: c’è sempre un momento di ‘revisione’. Uno passa la vita sentendo di grandi artisti incompresi dalla critica, ciò significa che storicamente i critici hanno spesso avuto più torto che ragione. Perfino Mozart alla fine della sua vita non era più molto considerato, e Van Gogh non vendette un solo quadro prima della sua morte. Per questo se uno considera tutto in una prospettiva storica capisce perché non deve preoccuparsi troppo della critica. L’importante è avere abbastanza denaro per comprare colori e tele e benché il cinema sia un poco più costoso di colori e tele, a Hollywood è fondamentalmente la stessa cosa. Avere la capacità di ottenere tutto il necessario per fare un film, questo è quello che conta, non la critica.


Philippe De Broca

Tutto è azione. Tutto è visuale. Io vorrei poco a poco trasformare i miei film in autentici balletti, non necessariamente in commedie musicali, ma proprio in balletti.


Robert Benton

Sono semplicemente attratto da personaggi imperfetti; personaggi che vorrebbero fare la cosa giusta, ma raramente ci riescono, ma lottano per riuscirci.


Claude Pinoteau

Nel sistema attuale i produttori non concedono abbastanza tempo per lavorare su una sceneggiatura, ed invece è la fase fondamentale per avere buon film.


Giuliano Montaldo

Bisogna trovare sempre un punto di vista e un certo modo particolare di raccontare con le immagini.


Francis Veber

Ci sono registi che sono innamorati dell’immagine. Per quanto mi riguarda, cerco di far emergere il più possibile la verità di ciò che ho scritto. Perciò non ho bisogno di far girare la macchina da presa tutt’intorno. Di solito, i registi che vengono dalla sceneggiatura sono più interessati alle loro storie, che alle acrobazie della cinepresa.


Peter Hyams

Io non ho cominciato girando Quarto potere, quindi non potevo che migliorare. Qualcuno ha definito la carriera di un regista come una corsa di cavalli che non ha il traguardo.


Tony Scott

Prima di iniziare un film io giro un video con le ricerche che faccio su una storia, con quello che desidero realizzare, per poi presentarlo ai responsabili. Spiego il tono, la tensione. Vendo la mia idea.

 

Fede Alvarez
Un buon film dell’orrore è fatto di una serie di sensazioni vere, di reazioni create da situazioni anche assurde, che il pubblico deve percepire come vere.

 

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