E’ successo davvero. Quando ormai non sembrava più possibile. La DC Comics ha superato la Marvel nel mercato delle fumetterie. Secondo i dati ufficiali dell’industria (riportati da ICv2), la DC nel primo trimestre del 2026 ha chiuso con il 34,7% del mercato contro il 29,4% della Marvel. Questo sorpasso è stato ottenuto dalla DC Comics anche grazie ad alcune proposte innovative che hanno visto rilanciare personaggi fondamentali, introdurre nuovi formati editoriali e accaparrarsi i migliori sceneggiatori e i migliori disegnatori del settore. Ma non avrebbe potuto concretizzarsi se la Marvel non fosse incappata in uno dei periodi più negativi della sua storia accumulando alcuni errori e mettendo in campo alcune strategie tra le più controproducenti di sempre. Tra gli artefici principali di questo trionfo c’è senz’altro la linea Absolute Universe. Nata per rinfrescare i personaggi iconici privandoli dei loro storici punti di forza (Batman è un operaio senza miliardi), l’iniziativa ha registrato oltre 12 milioni di copie vendute complessivamente. Il traino principale è stato Absolute Batman di Scott Snyder, che da solo ha superato i 3 milioni di copie vendute, dominando le classifiche e generando ristampe una dietro l’altra. Ottimi riscontri hanno registrato anche le testate dedicate a Superman e Wonder Woman, con quest’ultima acclamata dalla critica fino a vincere il prestigioso Eisner Award come miglior nuova serie regolare. Il successo si deve alla formula fatta di storie audaci, finalmente slegate dalla complessa continuity principale, che hanno attirato una nuova generazione di lettori. Un’altra delle frecce all’arco della DC è stata la linea DC Compact Comics, che ha conquistato il mercato delle librerie adottando la strategia commerciale più efficace degli ultimi anni: imitare il formato e il prezzo dei manga. Questi volumi in brossura, dal formato ridotto (circa 14×21 cm) e proposti all’accessibile prezzo di 9,99 dollari, contengono storie complete e autoconclusive come Watchmen o Batman: La corte dei gufi. Nel loro anno di debutto i Compact Comics hanno superato da soli le vendite dell’intera produzione Marvel nelle principali librerie statunitensi. Il segreto risiede nell’aver intercettato il pubblico più giovane, abituato a letture agili ed economiche, eliminando la barriera d’ingresso della continuity. Il formato ha spinto persino la concorrenza a imitare la collana. Un’altra manovra azzeccata è stata l’iniziativa DC All In, il macro-progetto coordinato da Scott Snyder e Joshua Williamson che ha guidato lo storico sorpasso di vendite della DC Comics sulla Marvel. Presentata come un rilancio totale, la formula “All In” ha sdoppiato l’offerta editoriale in due binari paralleli ma interconnessi. Da una parte le serie regolari storiche sono continuate, ma ripartendo da nuovi punti di inizio ideali (punti di ingresso). I team creativi sono stati rinnovati, portando a successi come il Batman di Matt Fraction e il Superman di Mark Waid. Dall’altra abbiamo l’Universo Absolute, una linea alternativa, radicale e speculare. Qui gli eroi nascono senza i loro storici privilegi (Superman non ha Smallville). Infine, a rappresentare il culmine adrenalinico della nuova era, c’è l’evento DC K.O., concepito da Scott Snyder e Joshua Williamson come un gigantesco torneo cosmico a eliminazione diretta in stile Mortal Kombat. La storia prende il via quando la Terra viene stravolta dall’imminente ritorno di Darkseid. Per sventare la catastrofe totale, la Justice League è costretta a partecipare a una gara mortale all’interno di un’arena gladiatoria sulla falsariga dei giochi picchiaduro. Il torneo coinvolge 32 eroi dell’universo DC, messi l’uno contro l’altro con l’obiettivo di accumulare abbastanza Energia per sfidare il tiranno di Apokolips come big boss nell’incontro finale. Questo maxi-evento mega-strutturato, arricchito da spettacolari combattimenti illustrati da Javi Fernández, ha conquistato i lettori fondendo le dinamiche dei videogiochi e dei manga con il classico e epico stile supereroistico. Mentre la DC Comics metteva in campo le iniziative che l’avrebbero portata a dominare il mercato, la Marvel affrontava una crisi di vendite senza precedenti per il franchise degli X-Men, culminata con l’uscita delle sue testate principali dalla top 50. Il declino è stato causato da una pesante saturazione del mercato. La Marvel ha infatti frammentato l’offerta lanciando troppe serie mutanti contemporaneamente, chiedendo al lettore un impegno, anche economico, troppo elevato. Di conseguenza, l’intero blocco editoriale è crollato nelle classifiche. Serie storiche come Uncanny X-Men sono scivolate oltre la 50ª posizione, e persino l’apprezzata serie di Storm è precipitata al 79° posto. L’unica eccezione capace di resistere nella top 10 è stata Ultimate Wolverine, salvata dall’enorme richiamo della linea Ultimate di Jonathan Hickman. Uno degli errori strategici recenti della Marvel è stato la brusca chiusura della linea Ultimate Universe ad aprile 2026. Nonostante il successo commerciale di testate come Ultimate Spider-Man di Jonathan Hickman, la dirigenza ha imposto un termine forzato all’intera etichetta dopo soli due anni. La decisione della Marvel non è dipesa dalle vendite, rimaste eccellenti, ma da una rigida strategia editoriale aziendale. I vertici hanno preferito sacrificare il mercato delle edizioni mensili pur di confezionare volumi unici autoconclusivi (“trade paperback”) con un inizio e una fine predefiniti. Questo stop prematuro, culminato nel crossover Ultimate Endgame, ha generato un forte scontro interno tra autori ed esecutivi, oltre alla frustrazione dei lettori. Interrompere l’unica linea in grado di rivaleggiare con la DC Comics ha finito per indebolire ulteriormente la Marvel in un momento estremamente delicato. Il rilancio di Batman n. 1, firmato dalla superstar Matt Fraction e da Jorge Jiménez, ha segnato un successo planetario per la DC Comics. Il debutto ha superato le 500.000 copie vendute, posizionandosi saldamente al primo posto delle classifiche e registrando il tutto esaurito in pochissime ore. I lettori hanno acclamato la fusione tra la scrittura ironica e tesa di Fraction e i disegni dinamici di Jiménez, confermando la testata come il pilastro assoluto dell’era All In. Il personaggio principale della Marvel, Spider-Man, è invece entrato in una lunga e profonda crisi creativa dalla quale fatica a uscire. Nonostante le vendite discrete, la testata The Amazing Spider-Man è da tempo bersaglio di dure contestazioni da parte della fanbase storica, scontenta per la gestione sentimentale e il limbo narrativo di Peter Parker che continua a rimanere l’eterno adolescente problematico di sempre. Anche Il rilancio del super classico Superman è stato premiato dal successo confermando lo straordinario stato di grazia della casa editrice. Affidata alle sceneggiature di Mark Waid e ai disegni dell’acclamato Dan Mora, la serie regolare ha registrato un incremento di vendite straordinario, debuttando stabilmente nella top 5 dei fumetti più venduti del mercato americano. La formula vincente è stata il ritorno a un tono solare ed epico, capace di celebrare l’essenza pura dell’Uomo d’Acciaio. Dopo il successo di Civil War, invece Iron Man e Captain America hanno faticato a trovare una direzione editoriale chiara. La Marvel ha avviato continui e confusi rilanci, che hanno privato i personaggi della loro storica identità per inseguire le versioni cinematografiche del MCU. I lettori hanno bocciato queste gestioni, facendo scivolare entrambe le testate fuori dalla top 40 delle classifiche di vendita. Il ruolo degli sceneggiatori è stato decisivo nel recente trionfo della DC Comics con Scott Snyder a ricoprire il ruolo di vero e proprio architetto e coordinatore creativo. Insieme a Joshua Williamson, ha ideato l’intera impalcatura dell’era DC All In, firmando l’albo speciale di lancio che ha ridefinito l’assetto dell’universo editoriale. Il suo contributo maggiore è stato la creazione dell’Absolute Universe, una scommessa commerciale stravinta di cui ha firmato la testata di punta: Absolute Batman. Con oltre tre milioni di copie vendute, la serie ha trainato l’intero mercato. Snyder ha plasmato anche il culmine di questa gestione sceneggiando il maxi-evento DC K.O., il torneo cosmico che ha appassionato i lettori più giovani. Forte della sua visione “creator-driven”, ha restituito massima libertà agli autori, guidando lo storico sorpasso di vendite ai danni della Marvel. Proprio la filosofia “creator-driven” è stata la chiave di volta di questo successo. Garantendo la massima libertà creativa e rimuovendo i vincoli della complessa continuity classica, l’editore ha trasformato le sue testate nel parco giochi ideale per i migliori talenti in circolazione. Questa politica ha innescato una vera e propria fuga di storici autori dalla Marvel, attratti dalla possibilità di reinventare da zero le icone della cultura pop. Sceneggiatori come Jason Aaron, celebre per il suo ciclo di Thor, sono passati alla concorrenza per plasmare l’innovativo Absolute Superman. Lo stesso è accaduto con Donny Cates, che dopo aver guidato testate Marvel di punta come Venom e Hulk, ha firmato un contratto in esclusiva con la DC. Questo massiccio esodo di talenti ha arricchito le storie della DC, impoverendo contemporaneamente la proposta della concorrenza. Oltre alla libertà concessa agli sceneggiatori, la DC Comics ha trionfato valorizzando disegnatori dal tratto di rottura, capaci di imporre un’estetica moderna. Il simbolo di questa rivoluzione visiva è Nick Dragotta, co-creatore insieme a Scott Snyder del fenomeno Absolute Batman. Il suo segno nero, spigoloso e fortemente influenzato dai manga e dai pesanti mecha (robottoni) giapponesi ha ridefinito l’iconografia del Cavaliere Oscuro. Dragotta ha destrutturato il look classico di Batman, trasformandolo in un colosso brutale e massiccio che impugna una letale ascia da guerra, un design che ha conquistato una nuova generazione di lettori. Questa forte impronta artistica, unita al lavoro di altri maestri come Jorge Jiménez e Dan Mora, ha trasformato gli albi dell’era All In in gioielli visivi. Anche Jorge Jimenez e Dan Mora sono stati due pilastri grafici insostituibili del recente trionfo editoriale della DC Comics. Con il loro stile antinaturalistico e dinamico, hanno definito l’identità visiva della linea All In. Jiménez ha firmato il monumentale rilancio di Batman n. 1 a fianco di Matt Fraction. Il suo tratto al contempo realistico e stilizzato, unito a una spettacolare gestione delle luci e delle scene d’azione, ha reso l’albo un capolavoro visivo da oltre 500.000 copie vendute. Mora ha invece infuso un’energia straordinaria nella testata classica di Superman, scritta da Mark Waid. I suoi disegni meno innovativi ma altrettanto espressivi di quelli di Jimenez hanno catturato perfettamente l’essenza profonda dell’Uomo d’Acciaio, spingendo la serie nella top 5 del mercato americano. Infine non possiamo sottovalutare il ruolo di Direttore Creativo ed Editore di Jim Lee, la mente dietro lo storico sorpasso della DC Comics ai danni della Marvel. L’uomo che ha deciso le linee guida, i budget, le scadenze e quanti compromessi fare con il marketing. Jim Lee ha impresso una svolta aziendale decisiva spostando il focus sulla libertà autoriale e sulla diversificazione del formato. È stato lui a dare il via libera definitivo alla linea Absolute e all’era All In volute da Scott Snyder, accettando il rischio di destrutturare i personaggi iconici del brand. Contemporaneamente, ha intuito la necessità di intercettare il pubblico giovane cresciuto con i manga, approvando l’economica e rivoluzionaria linea DC Compact Comics. La sua doppia veste di manager e leggendario disegnatore gli ha permesso di dialogare da pari a pari con i creativi, rendendo la DC l’editore più attrattivo del mercato. Mentre la DC Comics trionfava grazie alle intuizioni di Jim Lee, la gestione dell’Editor-in-Chief C.B. Cebulski alla Marvel è finita al centro di aspre critiche. A Cebulski viene contestata una mancanza di visione editoriale a lungo termine, caratterizzata da rilanci continui che hanno sacrificato l’identità di icone come Iron Man e Captain America. La decisione più contestata è stata la brusca chiusura dell’amatissimo Ultimate Universe nel 2026. I lettori lo accusano inoltre di aver saturato il mercato con troppe testate mutanti interconnesse, provocando lo storico crollo degli X-Men fuori dalla top 50, e di non aver saputo risolvere la profonda crisi creativa che da anni affligge le storie di Spider-Man. Navigazione articoli IL RITORNO DEI CAVALIERI DELLO ZODIACO LEONE FROLLO, IL MAESTRO DEI TASCABILI
Ciò che stupisce è l’ostinazione dei lettori americani a sopportare i gonfi e grotteschi supereroi e supereroine dopo quasi 90 anni dalla loro apparizione. del resto, gonfi e grotteschi sono anche gli attuali politici, magnati e dirigenti degli USA. Rispondi
ottimo articolo, su alcune parti non sono completamente d’accordo. A me personalmente Jimenez non fa impazzire e faccio fatica a individuarlo come uno dei fattori del successo commerciale di Batman. Dan Mora ha avuto un’evoluzione incredibile e a me ricorda molto Capullo su Quasar. Per quanto riguarda DC K.O. trovo la serie principale caratterizzata da una trama molto debole e forzata, un pretesto per un mortal kombat, che comunque può essere divertente, mentre Knightfight è davvero avvincente. Infine per quanto riguarda la Marvel concordo su una pochezza di idee imbarazzante, con disegnatori mediamente scarsi e per questo immagino pagati poco. Imbarazzante, anzi offensivo, l’Uomo Ragno di Zebb Wells mentre mi sta piacendo molto quello di Kelly, autore che non ho mai particolarmente amato. Certo c’è uno stacco netto tra i disegni di Laraz e quelli di JRJR che sono davvero imbarazzanti. Tutti i comuni civili, Peter in testa, sono deformi con gravi problemi di ipercefalopatia. E’ incredibile come la marvel si sia scavata la fossa da sola Rispondi
Donny Cates non ha firmato con la Dc, dopo il grave incidente che ha avuto non scrive più niente dal 2022, ad oggi non si se potrà mai tornare a scrivere. Giusto per corretteza di cronaca. Ha messo sotto contratto semmai Deniz Camp, Lo sceneggiatore del momento. Rispondi
Articolo interessante ma spesso ridondante e ripetitivo. Sembra quasi ci sia lo zampino di una qualche IA Rispondi