Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dall’esplosione dalle serie TV. Da sempre ritenuta la “sorella povera” del cinema, la televisione ha dato fama e notorietà a tanti attori, grazie a personaggi di successo.

Si pensi per esempio alla notorietà di cui godono (o hanno goduto) attori la cui immagine è legata a serie importanti come Henry Winkler, l’indimenticabile “Fonzie” di “Happy Days”; Lynda Carter e la sua “Wonder Woman”; David Hasselloff e i successi di “Supercar” e “Baywatch”; il coriaceo Mr. T di “A- Team”; il compianto Gary Coleman e il suo “Arnold” o l’indimenticabile Leonard Nimoy e il suo “Dottor Spock” di “Star Trek”.

Tuttavia, questi celebri attori non hanno mai fatto il grande salto al cinema, non riuscendo a scrollarsi di dosso la propria immagine televisiva. Questo perché, come da premessa, lavorare nelle serie TV non era considerato al livello del cinema, vuoi per i bassi budget o per una recitazione più affrettata.

Ma con l’arrivo degli anni 2000 le cose sono cambiate: il livello qualitativo delle serie TV si è alzato moltissimo, grazie ad alcune che hanno cambiato la percezione che abbiamo di esse, e oggi grandi attori hollywoodiani, anche vincitori di premi Oscar, accettano di prendere parte a saghe televisive e, viceversa, attori che si sono affermati in grandi serie televisive vengono ingaggiati dal grande cinema.

Vediamo insieme le serie più influenti, anche se non necessariamente le migliori, sono molti i grandi titoli che per qualità e affezione del pubblico meriterebbero di venire menzionate.

(Nota: eviteremo le soap opera come “Dallas”, sit-com come “Happy” Days e le serie composte da episodi autoconclusivi come “Star Trek”. Eviteremo anche di parlare dei recenti successi delle serie su piattaforma come Netflix perché riteniamo siano debitrici di quelle scelte nel nostro elenco).

Anche prima del 2000 ci sono state alcune serie Tv che hanno rotto gli schemi, spostato gli equilibri, mentre il pubblico rimaneva incollato allo schermo del televisore per scoprire cosa sarebbe successo nell’episodio successivo.

 

TWIN PEAKS – 1990

Ideata da David Lynch, regista di film pluripremiati quali Elephant Man, Velluto Blu e Mulholand Drive, I Segreti di Twin Peaks ha cambiato la concezione che abbiamo delle serie televisive. Visionaria e in grande anticipo sui tempi, Twin Peaks univa parecchi generi quali l’horror, il sovrannaturale e l’indagine poliziesca.

Tutto ruota attorno al ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, una ragazza molto popolare di Twin Peaks, cittadina al confine tra Stati Uniti e Canada. Per indagare viene chiamato l’agente dell’FBI Dale Cooper (interpretato da Kyle MacLachlan) e attraverso i suoi occhi scopriremo che niente è come appare, svelando i lati oscuri e i torbidi segreti di ogni abitante di questo apparentemente tranquillo paesino di montagna.
Laura Palmer e tutte le persone a lei legate sembrano condurre una doppia vita, avere dei loschi segreti spesso legati all’illegalità, ma non solo. Twin Peaks pare essere un luogo occulto dove succedono cose inspiegabili, dove la magia nera e quella bianca si mescolano. Attraverso gli aiuti più o meno indiretti di esseri occultii e curiosi quali il nano, il gigante e la signora del ceppo, l’agente Cooper capisce che dietro la morte di Laura Palmer c’è molto di più.

Accompagnato da un tema musicale orecchiabile divenuto famoso, scritto da Angelo Badalamenti, Twin Peaks ha fatto registrare ascolti record, con una serie di misteri che incuriosivano lo spettatore. Nonostante il successo clamoroso e i riconoscimenti della critica, Twin Peaks è durata soltanto due stagioni, questo perché, andando contro alla volontà di David Lynch, i produttori spinsero affinchè l’assassino di Laura Palmer venisse rivelato prima della fine, cosa che come prevedibile spense l’interesse del pubblico, facendo chiudere prematuramente la serie.

La febbre per Twin Peaks non si spense: nel 1992 venne prodotto un film prequel, Fuoco Cammina con Me, che ripercorre gli ultimi 7 giorni di vita di Laura, e nel 2017 un sequel con molti attori del cast precedente che chiudeva una serie cominciata 25 anni prima.

Twin Peaks ha avuto un’influenza enorme sulle serie TV e non solo, diventando un punto di riferimento nel mondo della fiction.

 

X- FILES – 1993

È una serie che ha fatto appassionare milioni di fan per nove anni, andata in onda dal 1993 al 2002, X-Files è ritenuta capostipite di genere. Mescolando sci-fi, teorie del complotto, contatti con gli alieni, X-Flies racconta le indagini degli agenti Fox Mulder (David Duchovny) e Dana Scully (Gillian Anderson) sui casi ritenuti inspiegabili, dove la “x” sta per incognita.
Mulder è il “credente” che insegue la verità dietro questi misteri inspiegabili, cercando le risposte nel sovrannaturale e nell’irrazionale, mentre Scully è la mente scientifica e scettica, che dovrebbe confutare con la logica le teorie del collega, ma che si dovrà ricredersi quando si troverà davanti a certi avvenimenti.

Sebbene la serie fosse fondamentalmente incentrata su episodi autoconclusivi, molti elementi creavano una macro trama più ampia, fatta di misteri e intrighi che oltre ai protagonisti incuriosivano anche lo spettatore. A poco a poco, dopo vari depistamenti, segreti svelati e “incontri ravvicinati del terzo tipo” vediamo i nostri con cloni, alieni, servizi segreti deviati, esperimenti genetici, virus letali e  che scoprono che molti miti legati al folklore e a teorie del complotto (come il famoso “caso Roswell”) abbiano basi realistiche.

Alla serie TV si aggiungono 2 film al cinema – nel 1998 e nel 2008 – e altre due stagioni uscite nel 2017 e nel 2018, facendo di David Duchvny e di Gillian Anderson dei beniamini tra i fan.

 

I SOPRANO – 1999

Debitrice verso i film di genere come Il Padrino di Francis Ford Coppola o Quei Bravi Ragazzi di Martin Scorsese, la serie de I Soprano racconta le peripezie di una famiglia mafiosa del New Jersey, facente capo al boss Tony Soprano. Sebbene ricca di stereotipi legati agli italoamericani, I Soprano ha saputo incollare allo schermo lo spettatore per ben sei stagioni, dal 1999 al 2007.

Tony Soprano, italiano di seconda generazione, sotto la facciata di “onesto uomo d’affari” è uno dei boss più spietati della mala americana. La sua vita si divide tra la famiglia, composta dalla moglie Carmela e i due figli Meadow e Tony jr, e il suo ruolo di caporegime. Come uomo di potere Tony ha molti sottoposti, diverse amanti e soprattutto molti nemici tra gli uomini di legge, le famiglie rivali e i traditori interni.

Questo lo porta ad avere degli attacchi di panico e di conseguenza a dover iniziare un percorso di psicoterapia con la dottoressa Melfi, il tutto ovviamente in gran segreto, in quanto la terapia verrebbe vista come una debolezza da parte dei suoi rivali.

Vediamo Tony, interpretato magistralmente dal compianto James Gandolfini, destreggiarsi tra i problemi legati alla famiglia mafiosa e alla famiglia vera, visti i rapporti burrascosi che il nostro ha con la madre, lo zio e in seguito anche con la moglie e i figli, sempre più grandi e dunque consapevoli del vero ruolo del loro padre. Sebbene sia il personaggio principale, di cui vediamo le crudeltà efferate ma anche il lato più fragile e umano, Tony non è l’unico personaggio di spicco della serie. Molti sono infatti i personaggi ben delineati, di cui vediamo il punto di vista e le emozioni, come Paulie Gualtieri o Chris Moltisani, divenuti amatissimi dai fan della serie e che hanno dato lustro alle carriere dei loro interpreti.

Ricca di attori italoamericani che spesso hanno già lavorato in pellicole dedicate alle cosche mafiose, la serie intreccia benissimo le tipiche tematiche narrative delle opere del genere, dove sentimenti personali e affari si mescolano, dove per salvare la propria pelle si arriva a tradire i propri amici, quelli che fino a un momento prima erano le persone più care, mescolando sapientemente ansie, paure, dubbi e risentimenti dei personaggi di questa saga.

 

24 – 2001

Probabilmente la prima serie che ha dato una spinta alle serie TV ad alto budget, 24 è una serie di spionaggio dal ritmo frenetico, che racconta in presa diretta la giornata di Jack Bauer, agente speciale del CTU, fittizia unità antiterrorismo americana.

Il titolo si rifà virtualmente alle 24 ore in cui il nostro eroe agisce, cercando di sventare una minaccia terroristica sul suolo americano. Bauer, perennemente in corsa contro il tempo, deve cercare di ottenere risposte e soluzioni velocemente, spesso costretto ad azioni moralmente discutibili, come la tortura, e ad infrangere le regole, compromettendo alleanze politiche, anche se è allo stesso tempo il primo a rimetterci in prima persona, sacrificando la propria felicità pur di compiere il proprio dovere e salvare le vite di milioni di persone.

24 è stata forse la prima serie – o comunque la più rilevante – a divenire un franchise di successo con videogames, graphic novel e un film per la tv derivati dalla serie, oltre ad essere la prima ad utilizzare nei ruoli principali attori provenienti dal cinema. Oltre al protagonista, il figlio d’arte Kiefer Sutherland, che ha visto la propria carriera rivitalizzarsi a seguito del successo ottenuto, la serie ha visto altri attori del grande schermo in ruoli primari come Dennis Haysbert, che interpreta David Palmer, primo presidente degli Stati Uniti afroamericano (anticipando di 8 anni l’elezione di Barack Obama), Peter Weller e Feddie Prize Jr solo per citarne alcuni.

Lo stile narrativo di 24, fatto di sequenze in tempo reale di diverse protagonisti contemporaneamente, con lo schermo che si divide in 4 pannelli e un timer che segna lo scorrere del tempo, è stato omaggiato, citato e parodizzato da diverse serie nel corso degli anni.

Prodotto da Fox per ben 8 stagioni dal 2001 al 2010, 24 ha vinto numerosi premi durante la sua messa in onda, e ha fatto di Jack Bauer uno dei maggiori eroi delle serie TV, spingendo altri attori del cinema ad accettare ruoli di rilievo sul piccolo schermo.

 

THE SHIELD – 2002

Ispirata allo scandalo Rampart degli anni ’90, che ha visto oltre 70 agenti di polizia di Los Angeles indagati per corruzione e abuso di potere, The Shield è forse la prima serie ad avere  come protagonista un anti-eroe.

Victor Mackie, interpretato energicamente da Michael Chiklis, è a capo della strike force della polizia di Los Angeles, un quartetto di agenti che vede anche Shane Vendrell (l’ottimo Walton Goggins), Lem Lemansky e Ronnie Gardoki. I successi ottenuti dalla sua squadra gli danno ampio margine d’azione, ma allo stesso tempo lo mettono in cattiva luce con la disciplinare, che vedono in lui un agente corrotto.

In effetti Vic e i suoi gestiscono la giustizia per le strade a modo loro, diventando a loro volta una sorta di gang criminale con il distintivo della polizia, allacciando rapporti con spacciatori e trafficanti e andando ad arrestare i criminali che non stanno alle loro regole. David Aceveda è il loro capo ma è allo stesso tempo anche il loro primo accusatore, andando costantemente alla ricerca di prove per poter inchiodare quello che ritiene essere un “Al Capone con il distintivo” (nello slang americano il distintivo dei poliziotti è chiamato appunto “shield”, scudo, da qui il titolo). Lo stesso vale per Claudette Wyms, la miglior detective del distretto e la prima a nutrire dubbi sui suoi metodi.

The Shield vede la lotta di Vic e i suoi sia contro le altre gang sia all’interno stesso del dipartimento, con cui un momento è costretto a collaborare e in un altro a ostacolare per non venire scoperti. La serie è un perenne stare in equilibrio tra la legalità e l’illegalità non solo dei quattro protagonisti ma anche dei poliziotti, che sono spesso costretti a scegliere tra il dover infrangere o meno la legge. La serie, oltre a lanciare molti degli attori protagonisti, ha visto i premi Oscar Glenn Close e Forrest Whitaker prendere parte a degli episodi (rispettivamente stagioni 4 e 5) sempre in ruoli di poliziotti intenti a cercare di arrestare Vic e la sua strike force.

Punto di forza della serie sta proprio nella caratterizzazione dei personaggi: Vic e i suoi sono certo poliziotti corrotti, malvisti anche dai colleghi, sia per i dubbi sulla loro etica ma anche per i loro atteggiamenti da bulli e da “padroni” del distretto; e allo stesso tempo si segnalano per la forte amicizia e fratellanza che li lega, spalleggiandosi tra le mille difficoltà a cui vanno incontro. Allo stesso tempo i poliziotti che cercano d’incastrarli sono spesso visti come ossessionati dal loro arresto, tanto da diventare anch’essi moralmente ambigui.

In The Shield la linea tra buoni e cattivi è veramente sottile, facendo della serie una delle più avvincenti di sempre.

 

LOST – 2004

Nato dalla mente di J.J. Abrams, Lost è stata una serie che ha infranto diversi record in termini di ascolti, critica e premi vinti. Lo stile narrativo ricorda molto quello dei fumetti, mischiando diversi misteri legati alla fantascienza e al sovrannaturale ad una narrazione frammentata fatta di flashback e flashforward, che approfondiscono e ampliano sia la storia personale dei protagonisti che la trama.

Il volo 815 della Oceanic Arlines nella tratta tra Sydney e Los Angeles precipita su di un’isola disabitata. I 48 sopravvissuti cercano di organizzarsi in attesa dei soccorsi, ma questi non arriveranno. In qualche modo si scopre che l’aereo è uscito dalla rotta e nessuno sa che si trovano lì. Cercano dunque di esplorare l’isola, che inizia ad essere teatro di fenomeni inspiegabili, come paraplegici che riprendono a camminare, apparizioni di gente defunta e cose di questo genere.

Lost è una serie corale con diversi protagonisti (Jack Shepard, Kate Austen, Sawyer, John Locke, Hugo, Charlie per citare i più noti), ognuno alle prese con i propri “demoni” personali che in qualche modo verranno fuori durante la loro forzata permanenza in quest’isola che sembra quasi avere volontà propria…

Misticismo, viaggi nel tempo, tradimenti, affetti spezzati e nuovi che si formano… Lost ha affascinato gli spettatori di tutto il mondo per sei stagioni (dal 2004 al 2010) grazie alla sua serie di enigmi e misteri che si ampliavano di stagione in stagione, una trama complessa ed intrigante.

 

PRISION BREAK – 2005

Quando il fratello Lincoln viene condannato a morte con l’accusa di aver ucciso il fratello del presidente degli Stati Uniti, Michael Scofield (Wentworth Miller) si fa arrestare per venire rinchiuso nello stesso penitenziario, il Fox River. Convinto dell’innocenza del fratello, ha elaborato un complesso piano di fuga. Tatuandosi addosso l’intera piantina del carcere, Micheal conosce perfettamente la struttura, ma per poter scappare occorrono sei complici, e non è facile trovare alleati affidabili in una prigione…

Su questa premessa di basa Prision Break, serie creata da Paul Scheuring per la Fox. Un thriller sempre sul filo del rasoio, un’altissima tensione per un piano di fuga che deve essere perfetto in ogni dettaglio, ma che ogni volta trova un ostacolo da dover superare, tra secondini ostili e galeotti voltafaccia. In più, c’è il mistero della cattura di Lincoln, un innocente incastrato per un omicidio che non ha commesso, in un intrigante contesto di fantapolitica.

Prision Break ti tiene sempre in tensione, grazie anche ad un cast di personaggi ben caratterizzati, come Fernando Sucre, compagno di cella di Micheal; l’ex militare C-Note e soprattutto Theodore “T-Bag” Bagwell, uno squilibrato che è allo stesso tempo scomodo alleato e villain.

Sebbene si basi sempre su evasioni e fughe rocambolesche, la serie è andata avanti per ben 4 stagioni dal 2005 al 2009, più una quinta di 9 episodi uscita sette anni dopo la fine dell’ultima stagione, un revival che comprende molti dei personaggi del cast originale.



MAD MEN – 2007

Ambientata nella New York degli anni ’60, Mad Men racconta le vicende di Don Draper, direttore creativo dell’agenzia pubblicitaria Sterling & Cooper, interpretato dal carismatico Jon Hamm, e dei suoi colleghi e familiari.

Punto di forza della serie non è soltanto la complessità dei rapporti – lavorativi e affettivi – che si crea tra i personaggi, ma l’abilità in cui la serie sa trasportare lo spettatore in una società americana differente da quella in cui viviamo: gli abiti, il linguaggio, l’abuso di alcool e sigarette, le auto tutto riporta alle atmosfere di 60 anni fa, in cui personaggi interagiscono. Un’America differente, dove la Storia, quella con la “s” maiuscola, non fa solo da sfondo ma influenza le vite dei protagonisti. L’elezione di Kennedy e la sua uccisione, lo sbarco sulla Luna, Il Vietnam, il movimento dei diritti civili, le rivolte razziali, il movimento hippie eccetera si collegano alle vite dei personaggi.

Mad Men è una serie che ha diversi livelli di lettura. Quello immediato sugli avvenimenti che direttamente colpiscono i personaggi, le loro scelte, i loro problemi, e quello sullo sfondo, più subliminale, in cui vediamo ad esempio il ruolo della donna, delle persone di colore, degli omossessuali che vivono una vita parallela, ai margini dei ricchi uomini bianchi privilegiati.

L’alto livello della recitazione e della sceneggiatura sono stati elogiate da più parti, con le varie stagioni che hanno vinto numerosi premi. Sette stagioni (2007-2015) divenute con merito un modello di riferimento.

 

BREAKING BAD – 2008

Breaking Bad è considerata una delle migliori serie televisive di tutti i tempi, per l’originalità della trama, per la scrittura eccellente, per la recitazione di tutto il cast.

Ideata da Vin Gilligan, la serie vede la lenta e inesorabile trasformazione di Walter White, un tranquillo professore di chimica di un liceo ad Alburquerque, New Mexico, nel più grande spacciatore di metanfetamina d’America. Nel giorno del suo 50esimo compleanno, Walter scopre di avere il cancro. Non avendo da parte molti soldi e con un secondo figlio in arrivo, decide di cucinare cristalli di metanfetamina e di spacciarli con l’aiuto di Jesse Pinkman, un suo ex studente che è nel giro, in modo da lasciare una grossa somma di denaro alla sua famiglia quando non ci sarà più.

Grazie alla sua abilità di chimico, Walter crea una droga purissima dall’insolito colore blu che in breve diventa ambita tra gli tossici e gli spacciatori. Ma entrare nel giro dei trafficanti di droga non è uno scherzo, e come detto a poco a poco il tranquillo e pacato professore, un uomo medio qualunque, si tramuterà in uno spietato e crudele signore della droga, in grado di eliminare chiunque lo ostacoli.

Il livello recitativo raggiunto dal protagonista Brian Craston, precedentemente famoso per il ruolo comico in “Malcolm in the middle”, lo ha consacrato come uno degli attori più bravi della sua generazione, tanto che persino un mostro sacro come Anthony Hopkins si è congratulato con lui. Lo stesso dicasi per Giancarlo Esposito, che ha dato vita ad un boss freddo e glaciale come Gus Fring, divenuto iconico e imitato in molte altre serie.

Il successo enorme ottenuto da questa serie ha generato uno spin-off prequel di altrettanto successo, Better Call Saul, che vede l’evoluzione di Saul Goodman, l’avvocato di Walter White, personaggio amatissimo dai fan interpretato da Bob Oderkirk, amplifica e delinea ancora di più l’universo narrativo di Breaking Bad.

Inoltre nel 2019, a ben sei anni dalla conclusione, Netflix ha prodotto e distribuito El Camino, un sequel diretto dove assistiamo al destino di Jesse Pinkman, il socio di Walter trascinato in una lunga spirale di violenza.

Grazie anche a scene e battute divenute iconiche (“dì il mio nome” – “sei Heinsinberg” – “Hai maledettamente ragione”) a degli attori carismatici che hanno dato vita a personaggi indimenticabili, Breaking Bad è secondo alcuni addirittura la miglior serie di sempre.

 

THE WALKING DEAD – 2010

Ispirata al fumetto omonimo di Robert Kirkman pubblicato dalla Image Comics, The Walking Dead (TWD), ideata da Frank Darabont, è una tra le più longeve serie TV di sempre, che ancora oggi, tra spin-off e prequel, continua a sfornare storie.

Un virus trasforma gli esseri umani in zombie, in uno scenario apocalittico in cui gli uomini si vedono costretti a vivere in piccole comunità nomadi. Il protagonista è inizialmente Frank Grimes, un vice sceriffo di Atalanta, che risvegliatosi da un coma cerca di ricongiungersi con la famiglia, fuggita con un gruppo di persone dalla città ormai completamente in balia dell’orda di zombie.

Da quel momento in poi assistiamo al continuo esodo del gruppo di Frank, perennemente alla ricerca di un posto sicuro, costretti a guardarsi sia dagli zombie sia dagli altri gruppi di uomini, sempre chiedendosi se si tratta di gente ostile o di amici. Difatti con il collasso della società si sono formate varie comunità che vivono secondo codici di comportamenti autoimposti, a volte ospitali verso gli altri umani, altre volte ostili.

In una serie che vede un cast corale e dove il tasso di morte è elevatissimo, TWD è una di quelle serie che teneva lo spettatore con il fiato sospeso per il destino dei loro beniamini e, sebbene Rick Grimes sia stato il centro nevralgico per la trama per tutte le stagioni in cui è apparso nella serie, anche il resto dei personaggi ha subito una crescita nel corso della storia, una costante evoluzione che spesso li ha visti perdere i loro principi e la loro umanità, in un contesto dove sopravvivere non è la cosa più importante ma spesso è l’unica cosa che conta.

Tra i personaggi di successo di TWD è impossibile non segnalare Negan, uno dei villain più carismatici della televisione, interpretato da Jeffrey Dean Morgan. Negan è un sadico, violento, spietato leader di una tribù di sopravvissuti, che fa razzie e scorribande anche tra gli altri villaggi, mostrandosi più disumano degli zombie stessi. Ricorrendo alla violenza, fisica e piscologica, tiene in pugno i nemici sottomettendoli e diventando così uno degli uomini immagine della serie.

TWD è durata ben 11 stagioni e ancora oggi conta numerosi progetti spin-off.

 

GAMES OF THRONES – 2011

Ma la regina della serie TV non può essere che lei, la più vista, la più scaricata, la più piratata del mondo: Games of Thrones, (GoT) nota in Italia come Il Trono di Spade. Tratta dai romanzi di George R.R. Martin, GoT è una storia ampia e complessa ambientata in un continente fittizio, Westeros, in cui le vicende di diverse famiglie nobiliari ruotano attorno a giochi di potere per contendersi il Trono di Spade e la gestione del regno. Una trama vasta, con tantissimi personaggi, principalmente le famiglie Stark, Lannister e Targaryen, sparse per il regno ma in qualche modo tutte collegate tra loro.

I motivi del grande successo di questa serie targata HBO è senz’altro dovuta all’assoluta imprevedibilità degli eventi: con la totale assenza del cosiddetto scudo di trama, che di norma vede i protagonisti salvarsi all’ultimo momento, in GoT nessuno è al sicuro, e anche i personaggi al centro della storia, possono morire malamente tra processi, duelli, e banchetti nuziali, lasciando di stucco lo spettatore.

Il mescolare i complessi intrighi politici alle atmosfere classiche del fantasy, con creature mitologiche come i draghi e gli Estranei (zombie di ghiaccio), la complessità del vastissimo cast di personaggi, mai del tutto buoni o cattivi, ma sempre con zone etiche “grigie”, e le mille teorie che ruotano attorno ad essi, hanno fatto di Got la serie cult dell’ultimo decennio, anche grazie all’ottima recitazione degli attori, all’alta qualità dei costumi e all’uso della CGI.

Ancora oggi, nonostante il deludente finale della serie, l’universo di GoT continua a incantare lo spettatore grazie alle serie prequel come House of the Dragon e A Knight of Seven Kingdome, ed è stato annunciato da poco un film sulla conquista di Westeros e la creazione dei sette regni.

 

 

 

Un pensiero su “LE SERIE CHE HANNO CAMBIATO LA TV”
  1. The Bear e Stranger Things forse meritavano una citazione come prodotti più recenti.
    Comunque noto come quasi tutte queste serie siano (almeno parzialmente) scadute verso il finale, fra crisi creative e produttive. A rendere davvero notevole Breaking Bad è proprio la coerenza e la compattezza, nonostante la lunghezza.

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