All’inizio degli anni Sessanta, DC Comics sembrava irraggiungibile. I suoi supereroi vendevano cifre che oggi appaiono quasi irreali: nel 1960 Superman viaggiava attorno alle 810.000 copie medie per numero, mentre Batman stava sulle 502.000.

La futura Marvel Comics era ancora minuscola al confronto. Nessun albo Marvel sfiorava quelle cifre. I suoi fumetti principali — ancora pieni di mostri radioattivi, alieni e racconti mystery — oscillavano tra 140.000 e 180.000 copie.

Nel 1960, la classifica reale dei giganti dell’edicola americana era questa:

Albo Editore Diffusione media
Uncle Scrooge Dell/Gold Key 1.040.543
Mad EC 1.048.550
Superman DC 810.000
Superboy DC ~635.000
Batman DC 502.000

Marvel non era nemmeno nella stessa categoria.

Poi arrivò il 1961.

L’editore Martin Goodman aveva notato il successo della Justice League of America e chiese a Stan Lee di creare un gruppo concorrente. Stan Lee e Jack Kirby decisero allora di inventare personaggi imperfetti, nervosi, litigiosi. Nacquero i Fantastic Four.

Le prime vendite furono promettenti ma ancora lontane dai colossi DC. Intanto, però, i dati DC iniziavano a mostrare un piccolo ma significativo logoramento:

Anno Superman Batman
1960 810.000 502.000
1961 820.000 485.000
1962 740.000 410.000

Il calo di Batman nel 1962 fu particolarmente brutale: quasi 100.000 copie perse in un anno.

Nello stesso periodo Marvel stava crescendo. Fantastic Four iniziò a trasformarsi nel centro creativo dell’editore. Nel 1962 debuttò Spider-Man su Amazing Fantasy n.15. Fu un personaggio anomalo: adolescente, povero, ansioso, sarcastico.
All’epoca nessuno immaginava che quel ragazzo del Queens avrebbe cambiato il mercato americano.

Nel 1963 comparvero gli Avengers e gli X-Men. E le vendite Marvel iniziarono a correre davvero.

Le stime ricostruite dagli storici del settore mostrano questo andamento:

Titolo Marvel 1962 1963 1964
Fantastic Four ~250.000 ~350.000 ~370.000
Amazing Spider-Man debutto ~300.000 ~355.000
Avengers ~250.000 ~270.000

DC restava avanti, ma qualcosa stava cambiando: Marvel cresceva praticamente su ogni nuova serie.

Nel 1965 avvenne il primo momento simbolico importantissimo.

Spider-Man e Fantastic Four arrivarono a ridosso delle grandi testate DC:

Titolo Diffusione media 1965
Superman 823.829
Batman 453.745
Amazing Spider-Man ~340.000–360.000
Fantastic Four ~350.000

Batman, che solo cinque anni prima vendeva mezzo milione di copie senza sforzo, veniva ormai quasi raggiunto da Spider-Man.
Ed era un dettaglio epocale: Spider-Man esisteva da appena tre anni.

Poi arrivò il 1966, l’anno più strano della guerra Marvel-DC.

La serie TV di Batman con Adam West provocò una vera isteria collettiva. Le vendite di Batman esplosero improvvisamente:

Titolo Diffusione media 1966
Batman 898.470
Superman 719.976

Per un momento sembrò che DC avesse ristabilito il proprio dominio.

Ma quel boom era televisivo, quasi artificiale. Marvel invece continuava a crescere in modo organico. Fantastic Four e Spider-Man consolidavano il loro pubblico; gli Avengers aumentavano; Thor e Iron Man diventavano sempre più popolari.

E infatti il contraccolpo arrivò subito.

Nel 1967 Batman perse quasi 100.000 copie in un anno:

Titolo Diffusione media 1967
Batman 805.700
Superman 649.300

Ma il dato davvero clamoroso era un altro: Superman stava scendendo rapidamente, mentre Spider-Man continuava a salire.

Le stime di mercato per il 1967-68 indicano Amazing Spider-Man vicino o oltre le 400.000 copie medie. Fantastic Four restava stabilmente sopra le 350.000.

A quel punto il sorpasso psicologico era già avvenuto.

I ragazzi americani non parlavano più di Superman. Parlavano di Spider-Man, Silver Surfer, Galactus, Doctor Doom.

Nei college universitari Marvel veniva letta come cultura pop. Le lettere pubblicate negli albi diventavano discussioni quasi filosofiche. Stan Lee e gli altri autori divennero celebrità: Jack Kirby era “King Kirby”, Steve Ditko una figura misteriosa e geniale.

DC sembrava ancora un editore dei fumetti dell’America anni Cinquanta. Marvel sembrava l’America degli anni Sessanta.

Il vero sorpasso numerico dei singoli albi arrivò però qualche anno dopo, quando Spider-Man (aiutato dal cartone animato trasmesso dalla rete Abc) superò Superman nelle diffusioni.

Le cifre ricostruite dal sito Comichron indicano:

Anno Superman Amazing Spider-Man
1967 649.300 ~400.000
1968 636.400 ~430.000
1969 511.984 ~450.000+
1970 446.678 ~500.000
1974 ~300.000 oltre 500.000

Secondo le ricostruzioni storiche di mercato, Amazing Spider-Man diventò il comic book supereroistico più venduto d’America nel 1974, superando definitivamente Superman.

Ma il dominio Marvel era iniziato molto prima, già nella seconda metà dei Sessanta.

La cosa sorprendente è che tutto questo nacque quasi per caso. Stan Lee raccontò più volte che Fantastic Four doveva essere il suo ultimo fumetto prima di lasciare il settore. Pensava di essere arrivato alla fine della carriera.

Invece, insieme ai co-autori Jack Kirby e Steve Ditko, stava aprendo una rivoluzione nella storia del fumetto americano.

 

(L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto creativo e redazionale per questo articolo).

4 pensiero su “QUANDO LA MARVEL SUPERÒ LA DC COMICS”
  1. Spider-man supero’ tutti grazie a Sten Lee e John Romita che sostitui Ditko , non diamo i soliti meriti inesistenti a kirby e Ditko…

  2. Per quel che vale, credo che Stan Lee sia stato bravo nella sua idea che il mono Marvel è quello fuori della finestra, ma le idee portanti sono dei suoi collaboratori, infatti Kirby e Ditko hanno continuato a creare anche per altri editori, al netto del fatto che Bill Everett co creatore di Daredevil aveva una figlia ipovedente e che Captain America è un personaggio di Kirby e Joe Simon e Namor di Bill Everett e che presentando il Doctor Strange Lee spiega che è una idea di Ditko. Lee come il fondatore di Apple o il papà di Mickey Mouse aveva il talento di fare lavorare al massimo i collaboratori. Anche il direttore del Washington Post al tempo del Watergate ha detto che non ha mai avuto paura di assumere gente con capacità maggiori delle sue.

  3. Due articoli in un giorno scritti con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale non sono una bella cosa. Comunque se siete contenti voi sono contenta anch’io. In futuro andrò direttamente dalla IA a leggere le cose.

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