Abbiamo analizzato decennio per decennio le cinque riviste italiane a fumetti più vendute alla ricerca dei motivi del loro successo.

 

ANNI SESSANTA

Negli anni Sessanta il mercato dei fumetti italiani raggiunge tirature alte grazie al boom ecomomico che riempie di soldini anche le tasche dei bambini, o almeno di molti di essi.

 

Intrepido

Intrepido era un settimanale antologico della Editrice Universo rivolto agli adolescenti, che aveva debuttato nelle edicole nel 1935. Abbandonando il formato piccolo, nel 1963 si presenta in un nuovo formato albo-rivista più consono ai tempi. Nel 1964, muta drasticamente l’impostazione editoriale con l’introduzione di rubriche musicali e sportive. A fine anni Sessanta, grazie al prezzo di copertina basso e a personaggi carismatici come Billy Bis e Lone Wolf raggiunge le 500mila copie a settimana.

 

Il Monello

Il monello è il fratello minore dell’intrepido. Anche esso è un settimanale antologico, presente nelle edicole dal 1933, che si rivolge però soprattutto ai preadolescenti. Dal 1964 fino al 1967 assume il titolo di “Monello Jet”. Tra i personaggi di quegli anni ricordiamo Arturo e Zoe ( traduzione della striscia americana Nancy) e Pedrito El Drito (di Antonio Terenghi) che gli permisero di raggiungere le 400mila copie settimanali.

 

Topolino

“Topolino libretto”, formato da 100 pagine esclusivamente Disney, iniziò la sua pubblicazione ad aprile del 1949 come rivista mensile per poi diventare quindicinale nel 1952 e settimanale nel 1960. Durante gli anni Sessanta raggiunge le 400mila copie settimanali. In questo periodo molte storie sono disegnate da maestri come Romano Scarpa (“Paperino e le lenticchie di Babilonia”) e Luciano Bottaro (“Paperino Furioso”).

 

Tex

Nel 1958 Tex passa dal formato striscia, molto economico e in gran voga nell’immediato dopoguerra, al formato “albo gigante”, che in una pagina riunisce tre strisce una sull’altra. L’idea, nata da un tentativo di riciclare dei resi si rivela, alle soglie del boom economico, un successo da 200–300mila copie mensili che convincerà l’editore a sospendere nel giugno del 1967 le pubblicazioni a striscia e a pubblicare a partire dal n. 96 le storie inedite direttamente su Tex albo gigante.

 

Diabolik

Il successo di Diabolik fu immediato. Introdotto nel 1962, si stima che già a metà anni Sessanta vendesse oltre 100mila copie al mese. L’introduzione di un antieroe carismatico e amorale, perfetto per i tempi, fu il colpo di genio di Angela Giussani, poi coaudivata dalla sorella Luciana. Nel 1967 inizia il periodo aureo della saga, quando le sorelle Giussani smettono di fare riferimento a Fantomas e iniziano a sviluppare uno stile più personale anche se molto classico.

 

ANNI SETTANTA

Gli anni Settanta rappresentano l’età dell’oro del fumetto popolare italiano: i dati di diffusione raggiungono livelli mai più eguagliati (cliccare QUI).

 

Tex

Nel 1969 con capolavori come il n. 101, “El Morisco”, e il n. 104, “Il giuramento”, era iniziato il periodo aureo della saga che si protrarrà per tutta la prima metà degli anni Settanta determinando vendite medie di oltre 500mila copie mensili. Per numeri particolarmente riusciti come il n. 113, “Tra due bandiere”, il n. 125, “Il figlio di Mefisto”, e il n. 141, “La trappola”, si parla di picchi che sfiorano il milione di copie.
Si sentiva l’influsso di Sergio Bonelli, che anonimamente rivedeva i testi del padre Gian Luigi, creatore del personaggio.

 

Topolino

Nonostante l’affermarsi della televisione, il settimanale Disney resta gettonatissimo tra i bambini tanto da raggiungere nel 1976 il suo record di vendite con 750mila copie. In questi anni cominciano a prendere piede personaggi come Super Pippo e soprattutto Paperinik, consolidando il successo della testata.

 

Intrepido

Intrepido continua ad aumentare le vendite raggiungendo il suo record nel 1976, con 587mila copie alla settimana. Tra i nuovi personaggi ci sono Ghibli, il “ladro gentiluomo” (Mancuso & Jeva), Paris Jour (Martinelli & Montecchi) con il reporter Pierre che ha il volto di Paul Newman, Sorrow (Cicogna & Freghieri) investigatore col volto di Bogart, Qui Commissario Norton (De Facendis & Toldo) con il protagonista che ha il volto di Alain Delon, il fantascientifico Iber (Mancuso & Toldo) e il simpatico detective Cristall (Saccarello & Ugolini) che fa da contraltare a Billy Bis.

 

Il Monello

Anche il Monello raggiunge il suo record di vendite nel 1976, con 482mila copie alla settimana. Le serie trainanti di questo periodo hanno tutte un target adolescenziale, da rivista per bambini che era in precedenza.

 

Zagor

Nel 1970 la serie a striscia cessa le pubblicazioni e gli albi di Zagor gigante cominciano ad accogliere gli episodi inediti. Con il 1972 inizia il periodo d’oro dello Spirito con la scure, che con saghe indimenticabili come “Zagor contro il vampiro” e “Odissea americana” fa raggiungere allo Spirito con la scure le 350mila copie vendute al mese.

 

ANNI OTTANTA

Gli anni Ottanta vedono una trasformazione nel panorama fumettistico italiano. Mentre i personaggi classici continuano a vendere, emergono nuovi fenomeni e iniziano i segnali di calo dovuti alle televisioni commerciali e ai gusti che cambiano.

 

Tex

I fan ritengono che la Golden age di Tex si chiuda nel 1980 con la pubblicazione del n. 234 “Gli eroi di Devil pass”. Il declino ormai evidente di Gian Luigi Bonelli viene in parte compensato dall’impegno sempre più concreto assunto da Sergio Bonelli, che scrive alcune storie di ottima fattura. Nel 1984 Claudio Nizzi diventa un autore fisso di Tex, contribuendo al mantenimento di un successo che si conferma sulle 500–600mila copie mensili.

 

Topolino

Topolino supera le 469mila copie nel 1984 e si conferma su livelli analoghi per tutto il decennio. Questo avviene anche grazie alla presenza continua di autori di eccezione come Massimo De Vita e Giovan Battista Carpi. Del primo ricordiamo la “Saga della Spada di Ghiaccio”, che si compone di tre episodi  usciti tra il 1982 e il 1985 in corrispondenza delle feste natalizie. Del secondo “Il mistero dei candelabri”, storia ispirata al romanzo “I miserabili” di Victor Hugo.

 

Dylan Dog

Dopo un esordio in sordina nel 1986, il personaggio di Tiziano Sclavi diventa un caso editoriale superando le 300mila copie nel 1989. Il successo della serie è trainato da una serie di albi scritti magistralmente tra cui “Cagliostro”, “Memorie dall’invisibile”, “Morgana” e “La Casa infestata”. L’originalità del protagonista, un “indagatore dell’incubo” con il suo fascino tormentato, colse in pieno lo spirito dei tempi.

 

Intrepido

Intrepido, come molti campioni di vendita degli anni Settanta entra in crisi negli anni ‘80. Nei primi anni Ottanta figura ancora tra i periodici più venduti ( 405.000 copie nel 1980), ma è già evidente l’inizio del declino dovuto anche all’aumento delle pagine dedicate allo sport con la diminuzione dei fumetti (nel 1982 cambierà nome in Intrepido Sport). Verso la fine degli anni Ottanta scende sotto le 200mila copie  avviandosi a chiudere nel decennio successivo.

 

Il Giornalino

Storico settimanale edito dalle Edizioni Paoline creato nel 1924, Il Giornalino continua a crescere anche negli anni Ottanta fino a raggiungere le 225mila copie nel 1985. In quel periodo si avvaleva di una serie di prestigiosi collaboratori tra cui Claudio Nizzi (Capitan Erik), Giancarlo Alessandrini (Rosco & Sonny), Attilio Micheluzzi (Petra Cherie) e Sergio Toppi (La storia di tutti i tempi).

 

ANNI NOVANTA

Gli anni Novanta segnano un cambio della guardia ai vertici: per la prima volta un nuovo eroe (Dylan Dog) insidia il primato del veterano Tex. Il fumetto italiano vive un ultimo boom intorno ai primi anni Novanta.

 

Topolino

Nei primi anni Novanta, anche grazie all’inserimento di gadget, la diffuzione di Topolino supera addirittura un milione di copie per alcuni numeri speciali. Stabilmente, il settimanale si attesta sopra le 700mila copie. L’autore di punta è Giorgio Cavazzano, imitato da molti altri disegnatori Disney italiani.

 

Dylan Dog

All’inizio del decennio esplode la Dylan Dog mania e nel 1990-91 le vendite schizzano al punto da raggiungere 500.000 di copie ad albo. Per un breve periodo Dylan Dog, grazie a episodi come “Storia di nessuno”, “Il lungo addio” e “Johnny Freak” riesce a superare Tex.

 

Tex

Nel 1993 la Bonelli festeggia 3 milioni di copie vendute di Tex in un solo mese (sommando la serie regolare e le ristampe). All’inizio degli anni Novanta Tex registra ancora tirature attorno alle 600mila copie a numero, che però scendono a 350mila a metà decennio. La qualità media degli albi si mantiene grazie all’ingresso di Mauro Boselli, che affianca Claudio Nizzi alla scrittura.

 

Nathan Never

Nathan Never esordisce nel 1991 con un grande successo: i primi numeri, complice l’ottima grafica di Claudio Castellini, superano le 200mila copie vendute. Poi le vendite si assestano sulle circa 150–200mila copie mensili per tutti i primi anni Novanta.

 

Diabolik

Mentre tutti i grandi campioni di vendite iniziano a perdere lettori, il longevo Diabolik stupisce per la stabilità con la quale continua a vendere circa 100mila copie al mese. Il Re del Terrore attraversa i decenni mantenendo uno zoccolo duro di lettori. D’altronde da oltre vent’anni continua a essere realizzato dall’inconfondibile Sergio Zaniboni.

 

ANNI DUEMILA

Negli anni Duemila il mercato affronta una progressiva contrazione per i fumetti seriali da edicola, compensata solo in minima parte da alcuni nuovi fenomeni editoriali e dalla nascita delle graphic novel.

 

Topolino

All’inizio del decennio vende ancora circa 300mila copie a settimana, che iniziano a calare prima lentamente (260mila nel 2007) poi sempre più velocemente (sotto le 200mila nel 2009). Questo succede  nonostante la rivista possa vantare dei collaboratori come Andrea Castellan (Casty), un talento che oltre ad avere valorizzato alcuni personaggi Disney classici, come Atomino Bip Bip, Nataniele Ragnatele ed Eta Beta Casty, ne ha creati due nuovi: la giovane archeologa Eurasia Tost e il “magnifico” Vito Doppioscherzo, vecchio compagno di scuola di Topolino.

 

Tex

Tex all’inizio degli anni Duemila vende tra le 200mila e le 240mila copie al mese. Le storie continuano a essere scritte da Claudio Nizzi e Mauro Boselli.

 

W.I.T.C.H.

Alla fine degli anni Novanta in Disney Italia, Elisabetta Gnone immagina un periodico “teen” femminile e Alessandro Barbucci e Barbara Canepa ne definiscono il design. Il n.1, “Halloween”, esce in edicola nel 2001 presentando le cinque protagoniste (Will, Irma, Taranee, Cornelia, Hay Lin: le W.I.T.C.H.). La risposta è immediata: oltre 6 milioni di copie nel primo anno, poi 1 milione di copie al mese nel mondo (in Italia sopra le 200mila copie mensili).

 

Dylan Dog

Dopo il boom dei Novanta, Dylan Dog mantiene vendite alte anche nei primi anni 2000, restando il secondo fumetto Bonelli più venduto (dietro Tex). Intorno alla metà del decennio le vendite iniziano però a diminuire gradualmente, stabilizzandosi attorno alle 120mila copie nel 2009. Sono gli anni in cui Tiziano Sclavi diminuisce drasticamente la sua presenza sulle pagine dell’indagatore dell’incubo (sette albi in tutto il decennio).

 

Diabolik

Nei Duemila Diabolik mantiene un pubblico affezionato. Ogni mese esce un albo inedito che vende circa 90mila copie e varie ristampe che complessivamente complessivamente superano i 3 milioni di copie l’anno. Nel 2001 Giuseppe Palumbo ridisegna il re del terrore su nuova sceneggiatura di Alfredo Castelli: un’operazione-manifesto che aggiorna il linguaggio grafico senza tradire il mito.

 

ANNI DIECI

Le vendite dei grandi titoli da edicola calano ulteriormente, ma al contempo si afferma il fenomeno delle graphic novel in libreria.

 

Tex

Ogni albo supera le 150mila copie nei primi anni Dieci, mantenendo Tex come il fumetto italiano più venduto. Sul finire del decennio, complice la diminuzione generale dei lettori, Tex vede scendere la tiratura sotto le 150mila, ma rimane un pilastro del mercato. Nel 2012 Mauro Boselli viene nominato curatore di Tex.

 

Dylan Dog

Nel 2010 Dylan Dog vende circa 120mila copie mensili, che nel 2017 scendono a 110mila. Nel 2013 Roberto Recchioni viene nominato curatore di Dylan Dog e tenta di rilanciare il titolo attraverso cambiamenti quali il pensionamento di Bloch (n. 338), l’arrivo del nuovo capo Tyron Carpenter (n. 339), dell’agente Rania Rakim e il debutto della nemesi hi-tech John Ghost (n.341).

 

Diabolik

Diabolik attraversa gli anni Dieci confermando la sua presenza tra i fumetti più  venduti. Ogni mese l’albo inedito vende 70-80mila copie, a cui si aggiungono le ristampe. Giuseppe Palumbo ridisegna e amplia classici come “L’arresto di Diabolik” (2012), contribuendo ad un rinnovamento “interno al canone”.

 

Zerocalcare

Il nuovo fenomeno del fumetto in libreria è Michele Rech, detto Zerocalcare. Debutta nel 2011 ed è capace di vendere oltre 700mila copie nei primi 4 anni e oltre un milione di copie a tutto il 2019. Con libri come “La profezia dell’armadillo” (2011) e “Kobane Calling” (2015), questo giovane autore romano porta il fumetto in cima alle classifiche librarie generaliste.

 

Topolino

La situazione di Topolino negli anni Dieci è critica. La testata vende qualcosa di più di 50mila copie a inizio decennio per scendere sotto le 50 verso la fine, risentendo in maniera profonda della crisi che ha colpito il segmento ragazzi. Il passaggio da Disney Italia a Panini Comics (2013) e il rinnovamento grafico/editoriale operato dal direttore Alex Bertani dal 2018 hanno contribuito a stabilizzare la diffusione negli ultimissimi anni, ma i numeri restano molto ridotti rispetto al passato.


Fonti: Dati di vendita e diffusione tratti da articoli e ricerche specializzate: Giornale POP (analisi diffusione fumetti anni ’60-’80), dichiarazioni Sergio Bonelli Editore/Best Movie (vendite Tex, Dylan Dog eccetera), Wikipedia e fonti editoriali per dati storici (Topolino, Diabolik, W.I.T.C.H.
), nonché interviste e comunicati stampa (BAO Publishing per Zerocalcare).
Le cifre sono indicative e arrotondate, utili a delineare il posizionamento relativo dei titoli in ciascun decennio. Ci scusiamo per gli eventuali errori.

 

10 pensiero su “I FUMETTI PIÙ VENDUTI IN ITALIA NEGLI ULTIMI 60 ANNI”
        1. MM se sono vere le voci che circolano sembra avviato inesorabilmente verso la chiusura.
          Si dice* che venda meno di 2000 copie al mese, ma soprattutto (se non erro è stato scritto anche qui su Giornale Pop) la Bonelli ha praticamente chiuso la redazione dedicata alla testata non ordinando piu’ storie nuove.

          * Ovviamente non c’è purtroppo niente di ufficiale dato che Bonelli come gli editori italiani quando si tratta di dare i numeri di venduto adotta una totale omertà, atteggiamento tipicamente italiano mai capito laddove all’estero non ci si fanno tutti sti problemi.

  1. La domanda era sulla storia dei due personaggi, di cui Lazarus Ledd è stata una saga davvero lunga e di successo. Stimo ben sopra le 40000 copie LL come pure MM.
    Poi del declino editoriale ben poco interessa a confronto delle saghe decennali che hanno lasciato il segno tra i lettori.
    LL è morto, punto. Ha fatto Storia, che non è poco.
    MM ha raccontato fin troppo stabilendo i confini invalicabili di un universo intero materiale ed immateriale, ora il personaggio meriterebbe la pensione su Agharti, ma solo se i contributi previdenziali glielo consentono.

    Un appunto
    Se vogliamo denigrare : sembra che vende più Tex che Il Corriere ed è questo che potrebbe essere uno spunto di discussione e meditazione sulla carta stampata edi svago e quella “di notizie “

  2. Ciao! Ho appena preso in mano il n. 252 di “Dylan Dog”, datato settembre 2007, e nella rubrica della posta dicono che i lettori della testata sono 200.000.

      1. Però quelli non credo siano quantificabili. Loro dicevano che se dovessero mandare una cartolina a tutti i lettori, dovrebbero trovare una tabaccheria con 200.000 cartoline: io l’ho inteso come un riferimento al fatto che “Dylan” vendesse 200.000 copie. Ovviamente, non posso esserne certo!

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