Non c’è nessun personaggio dei fumetti avventurosi classici che non abbia guidato un aereo. Da Topolino a Tintin, da Cino e Franco a L’Uomo Mascherato e tanti altri, gli eroi di carta sembrano tutti avere l’opzione obbligatoria del perfetto pilotaggio. C’è inoltre chi, come Superman, non ha neppur bisogno dell’aereo per volare.

 

Yoshida Yamada, l’eroe principale di “Ali eroiche”

 

Nel cartone animato Plane Crazy (1929) di Walt Disney, Topolino ancora con la coda e i calzoncini sogna di ripetere le imprese dell’eroe americano Lindbergh, il trasvolatore solitario dall’America a Parigi.

Arrangiandosi con materiali e animali della propria fattoria, Topolino riesce a ottenere un aereo incredibilmente funzionante e versatile, sul quale invita la fidanzata Minni e si esibisce in spericolate acrobazie. Reso ardito dalla propria abilità, Topolino bacia di sorpresa la sua topina. Offesa dall’improvviso contatto carnale, Minni abbandona l’aereo e, mostrando una strana contraddizione sul proprio senso del pudore, ritorna a terra incolume sfilandosi la mutanda a culotte, che indossa sotto la corta gonnellina a pois, impiegandola come provvidenziale paracadute.

Più realisticamente, possiamo considerare Steve Canyon vero pilota , fratello meno versatile dell’avventuroso Terry Lee, entrambi dell’eccellente Milton Caniff. Un altro personaggio di Caniff, Miss Lace della serie Male call, diventa la pin-up preferita nelle forze armate americane e sarà effigiata sulle fusoliere dei bombardieri B 17 e B 29 soprannominati “fortezze volanti”.

Altri piloti professionisti nei fumetti sono Buz Sawyer, aviatore sulle portaerei nell’oceano Pacifico durante la seconda guerra mondiale, poi agente della Cia ma sempre in divisa di marina, di Roy Crane.

Americani e colleghi di Buz Sawyer sono il trio di piloti Buck Danny, Sonny Tuckson e Jerry “Tumb” Tumbler, provenienti dalla squadriglia mercenaria delle “Tigri volanti”, ma poi integrati nell’aviazione di marina statunitense, dalla guerra contro il Giappone a quella sulla Bosnia più di mezzo secolo dopo, senza invecchiare né essere congedati per il lunghisimo servizio. I loro creatori sono i franco-belgi Jean Michel Charlier e Victor Hubinon.

Il quadrato Tanguy ed il pasticcione Laverdure disegnarono i loro jet “Mirage”, inventati anche da Jean Michel Charlier e disegnati, almeno in principio, da Albert Uderzo.
Dan Cooper, aplomb britannico e grinta americana come pilota della Royal Air Force canadese, ideato da Weinberg.
Macho dotato di ironia Mister No, che scorrazza con il suo “Piper” per l’Amazzonia, l’America Latina ed altri posti, una delle creazioni preferite di Sergio Bonelli che si avvale dei disegni di Roberto Diso e altri.

Mister No sostituisce nei fumetti Made in Italy una precedente serie di successo chiamata “Forza John”. Il personaggio principale, il cadetto dell’aeronautica americana John Graham, ha in realtà la faccia pulita ma birichina di un ragazzo italiano: Sergio Del Duca, figlio di Domenico, famoso editore dell'”Intrepido” e del “Monello”, le riviste a fumetti dove apparirà la serie dal 1949 al 1963.
“Forza John” viene scritta da Luigi Grecchi e realizzata graficamente da Erio Nicolò, futuro disegnatore di Tex, nonché da Lina Buffolente.

Hugo Pratt durante il suo periodo argentino negli anni ’50 lavorò su testi di Hector Oesterheld, per una serie di episodi bellici presentati dal corrispondente di guerra Ernie Pike.
Inoltre, Pratt al principio degli anni ’60 lavora per la Fleetway di Londra, specializzata in fumetti di guerra: ancora parte di questa produzione è da noi inedita.
Magistrale l’episodio nel quale un pilota alleato nell’Oceano Pacifico stringe amicizia con un guerriero melanesiano al servizio di sua maestà Britannica, ma per il resto del conflitto si vedrà recapitare con disappunto e ribrezzo le teste dei giapponesi uccisi che il suo feroce amico gli “dedica”.

Corto Maltese assiste, ma da terra, all’abbattimento del Barone Rosso, il famoso asso dell’aviazione tedesca Manfred von Richtofen, sul fronte francese nel 1917; di persona volerà sulla Cina all’inizio del 1919 sul biplano dell’americano Tippit, che però finirà abbattuto dai russi “bianchi” della duchessa Seminova in Manciuria.

Sempre di Hugo Pratt il capitano Koinsky, benché appartenente alla formazione terrestre degli Scorpioni del deserto, vola di frequente. Assiste a battaglie aeree, conosce l’asso italiano Visentin in Etiopia, combatte e mitraglia egli stesso.

Logico ampliamento di questi episodi sarà la storia autoconclusiva di Pratt prodotta a integrazione di un volume illustrato sulla storia dell’Aeronautica militare italiana nel 70° della sua fondazione (1994). In un cielo lontano narra dei fratelli Bronzi, aviatori in Africa Orientale onorati dall’avversario pilota inglese nella cattiva sorte.

Ancora sulle pagine della Rivista aeronautica militare compare l’ultimo lavoro completato da Pratt, una specie di riassunto a flashback della vita e della scomparsa di Saint-Exupery in Saint-Ex, l’ultimo volo.

Per concludere il panorama artistico-grafico, il movimento futurista, forse un po’ fanatico del progresso, trova due pittori aeronautici: il pilota acrobatico Fedele Azari, inventore della pubblicità aerea con striscioni e teorico del “teatro aereo futurista”, e l’artista e giornalista perugino Gerardo Dottori.
Questi due insieme a Tato, Marasco, Prampolini (prozio materno dell’indimenticabile Franco Bonvi delle Sturmtruppen), Fillia, Oriani, firmano nel 1929 il “Manifesto dell’Aeropittura” che così conclude: “L’Aeropittura mediante una libertà assoluta di fantasia e un ossessionante desiderio di abbracciare la molteplicità dinamica con la più indispensabile delle sintesi, fisserà l’immenso dramma visionario e sensibile del volo. Si avvicina il giorno in cui gli aeropittori futuristi realizzeranno l’Aeroscultura sognata dal grande Boccioni, armoniosa e significativa composizione di fumi colorati offerti ai pennelli del tramonto e dell’aurora e di variopinti lunghi fasci di luce elettrica”.

 

Estratto dalla prefazione a “Ali Eroiche”. Testo Franco Ressa, disegni Lele Vianello. Edizioni Voilier 2025, Euro 18.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *