Quante volte vi è capitato, guardando un anime, di vedere un personaggio che viene presentato come un tipo affascinante, capace, di grande talento, che ti fa venire voglia di saperne di più… e poi, invece, si rivela deludente o comunque poco rilevante?

Sono personaggi dall’enorme potenziale che risultato inutilizzati o dal talento sprecato. Nelle serie prodotte nel paese del Sol Levante non è raro vedere personalità di questo tipo, che spesso lasciano un filo di amarezza nei fan.

In questo articolo abbiamo selezionato i sei che, per noi, rappresentano al meglio questo senso di “occasione mancata”.

 

JUN MISUGI

Conosciuto in Italia con il nome di Julian Ross, Misugi è uno dei personaggi più popolari dell’anime Captain Tsubasa, noto nel nostro paese come Holly & Benji.

Ci viene mostrato nella semifinale del campionato nazionale delle medie, dove la sua squadra, la Musashi FC, incontra la Nankatsu di Tsubasa Ozora / Ollie Hutton. Misugi mostra una tecnica calcistica pari a quella di Tsubasa, è anch’egli un prodigio precoce, che gioca nel ruolo di centrocampista offensivo. Rispetto al protagonista mostra una conoscenza tattica superiore e una leadership sui compagni tanto da organizzare il fuorigioco della linea difensiva.

Misugi però ha un grande tallone d’Achille, un difetto cardiaco che non gli permette di giocare più di 15 minuti a partita – sufficienti però al ragazzo di far vincere la propria squadra. Per questo motivo è chiamato il campione di vetro.

Trovando in Tsubasa il suo rivale ideale, Misugi decide di giocare l’intera partita contro di lui, mettendo a rischio la sua stessa vita. Nonostante il grave handicap, Misugi si mostra pari al protagonista, segna tre gol e mette in crisi l’intera difesa avversaria, prima che Tsubasa segni la rete della vittoria negli ultimi minuti.

Il sacrificio e lo sforzo di Misugi di giocare tutti i 90 minuti è commovente e la sua prestazione, stringendosi il petto, è uno dei marchi di fabbrica della serie e una delle partite più riuscite e memorabili tra i fan.

Yoichi Takahashi, l’autore, pare essersi ispirato a Johan Cruyff, stella dell’Ajax, come modello di riferimento, per l’eleganza e l’intelligenza tattica (tanto che pure Misugi gioca con la maglia numero 14 come faceva l’asso olandese).

Quello che rimane negli occhi dello spettatore è che, senza quella malattia cardiaca, Misugi sarebbe stato il giocatore più forte della serie, persino più forte dello stesso Tsubasa, lasciando una sensazione di dispiacere di non poterlo vedere giocare in piena salute.

Nella successiva serie World Youth, Misugi viene operato e guarisce totalmente: diventato un giocatore effettivo, viene convocato nella nazionale giovanile. Tuttavia decide di retrocedere il suo raggio d’azione, diventando un difensore centrale, ispirandosi alla figura di Franco Baresi. Quel tipo di giocatore in grado di difendere e di uscire palla al piede dalla difesa, pronto a impostare il gioco.

In questa nuova veste Misugi risulta sempre un ottimo giocatore e pilastro della nazionale, ma non è più quello straordinario campione decisivo che ci era stato mostrato in precedenza. Rimane un po’ l’amaro in bocca in chi sperava, come la prima serie aveva suggerito, che Misugi insieme a Tsubasa e a Kojiro Hyuga (Mark Lenders nella trasposizione italiana) avrebbe potuto formare un tridente irresistibile.

Anche nelle serie successive, mentre molti dei suoi colleghi vanno a giocare all’estero (Spagna, Italia e Germania) Misugi si limita a giocare in patria e viene comprato dall FC Tokyo.

Insomma, checchè se ne dica, il Misugi della prima stagione era un fuoriclasse, il più forte giocatore della serie, ma poi passa ad essere  da uno dei personaggi più amati a una figura di contorno. Il  fatto ci è sinceramente sembrato uno spreco di talento per uno dei personaggi più rappresentativi della serie.

 

JABU DELL’UNICORNO

Jabu dell’Unicorno è il primo dei Cavaliere di bronzo al servizio di Athena che ci viene presentato dopo il protagonista Seiya. Viene mostrato non appena il protagonista torna a Tokyo al termine del suo addestramento in Grecia, dove si è aggiudicato l’armatura di Pegasus.

Jabu (Asher nella trasposizione italiana) mostra da subito un’indole aggressiva e un carattere sicuro di sé. Tra lui e Seiya non corre buon sangue, in quanto qest’ultimo ritiene il cavaliere dell’unicorno servile e sottomesso, perché fin dall’infanzia ha sempre mostrato di accettare passivamente gli odiosi capricci della ricca Saori Kido, al contrario di Seiya che aveva un’indole ribelle e anti autoritaria.

I due hanno un’accesa rivalità e sono pronti ad arrivare alle mani, cosa che fa preannunciare un durissimo scontro tra loro nella Guerra Galattica, ossia i match in stile gladiatorio organizzati dalla Fondazione Kido. Queste aspettative verranno però tradite, in quanto Jabu verrà battuto da Shun di Andromeda al secondo turno (incontro interrotto dall’arrivo di Ikki della Fenice, che si sbarazza proprio di Jabu con un colpo solo) e tra lui e Seiya non ci sarà mai alcuna resa dei conti.

Dunque, sebbene presentato come un tipo tosto, speculare ma opposto al protagonista Seiya, Jabu viene immediatamente messo da parte insieme agli altri 5 cavalieri di bronzo “inferiori”.

Masami Kurumada, l’autore di Saint Seiya, non ha mai negato di aver trattato la sua opera come un “work in progress” ossia di non aver pianificato tutta la storia fin dall’inizio ma di averla pensata di capitolo in capitolo (tanto che non aveva ancora ideato i cavalieri d’oro) e pare evidente che inizialmente aveva in mente un ruolo più centrale per Jabu.
Il suo character disegn, la personalità forte e l’atteggiamento aggressivo ne fanno un personaggio potenzialmente interessante… forse anche troppo. Infatti a ben vedere Jabu è una sorta di clone dello stesso Seiya, e probabilmente Kurumada ha
preferito variare le personalità dei 5 protagonisti, cosa che ha reso obbligatorio l’accantonamento del cavaliere dell’unicorno.

A conferma di quanto detto, Jabu è graficamente identico a Jun Kenzaki, personaggio di un altro manga di Kurumanda, Rising no takero, ambientato nel mondo del pugilato. Qui Jun è l’eterno rivale del protagonista Ryuji (identico a Seiya) con cui, però, dopo essersi battuto sul ring, farà squadra nella formazione giapponese del campionato mondiale juniores.
Tutto questo fa pensare che Jabu probabilmente doveva avere lo stesso percorso, ma come abbiamo visto Saint Seiya ha preso strade diverse. A noi fan è rimasta la curiosità di vedere più spesso questo cavaliere presentato in pompa magna e mai più ripreso…

 

YAMCHA

Yamcha è uno dei primi personaggi apparsi in Dragon Ball. Prima rivale di Goku nella caccia alle sfere del drago e successivamente suo alleato. Yamcha è un uomo avvenente con delle notevoli tecniche di lotta, tanto da rivaleggiare con lo stesso Goku, almeno all’inizio. Si fidanza con Bulma e, insieme a Crilin, diventa uno dei grandi amici del protagonista, tanto da aiutarlo nelle varie sfide che lo attendono.

Caratteristica di Yamcha è quella di cambiare spesso pettinatura: capelli lunghi e mossi, corti, a caschetto, a spazzola… il disegnatore Akira Toriyama ero solito aggiornare l’aspetto, rendendolo sempre interessante.

Nella prima parte della serie, Yamcha viene mostrato come un lottatore notevole, tanto che nei due tornei Tenkaichi a cui partecipa viene battuto soltanto dal futuro campione del torneo, Jackie Chan nel primo (alias il maestro Muten travestito) e Tenshinan nel secondo.

Lo scopo di Yamcha è progredire come combattente, e per questo motivo viene preso come allievo dallo stesso Muten, maestro di Goku e Crilin. In buona sostanza, Yamacha durante la serie Dragon Ball è un buon alleato per Goku e uno dei personaggi più interessanti, con i tratti del potenziale protagonista.

Le cose per lui cambieranno drasticamente in Dragon Ball Z, quando la serie assume toni più simili alle saghe dei supereroi. Il ruolo di Yamcha viene drasticamente ridotto e pure le sue abilità, fin lì più o meno pari a quelle degli altri personaggi umani, vengono meno.

Yamcha viene ucciso durante il primo scontro contro i Saiyan, non da Nappa o Vegeta (i due villain di questa prima parte) ma da un Saibaman, una piccola creatura aliena di infima potenza utilizzata dai Saiyan come manovalanza.

Yamcha perde il confronto con Crilin, suo compagno di addestramento e amico, che al contrario cerca di tenere duro contro Nappa, uno dei potentissimi Saiyan venuti a conquistare la Terra.

Resuscitato dalle sfere del drago, Yamcha viene gravemente ferito dall’Androide 20, che non è nemmeno il più potente dei nuovi villain. Da quel punto pare non riuscire più a evolversi come lottatore e decide di abbandonare la lotta, rimanendo un buon amico per i protagonisti come semplice civile.

La sua debolezza è diventata nel corso del tempo un comic relief tra i fan, che fanno meme sulle sue morti e le sconfitte subite (su tutte quella subita dal Saibaman, con cui giace disteso in un cratere). I fan si divido tra chi lo deride, definendolo una “pippa”, e chi lo ritiene mal utilizzato e sottovalutato.

Paradossalmente il problema di Yamcha sta proprio nel fatto di essere troppo figo; il suo character design è fin troppo simile a quello che Toriyama darà a Gohan, il figlio di Goku, quando questi diventa adulto.

Anche Gohan cambierà spesso acconciatura risultando di fatto troppo simile a Yamcha, che a poco a poco, come abbiamo visto, verrà confinato al ruolo di semplice comprimario, venendo sostituito come interesse di Bulma dal più popolare Vegeta.

In realtà non solo Yamcha ma tutti i personaggi umani di Dragon Ball vengono a poco a poco messi da parte per fare spazio ai Saiyan (Gohan, Vegeta, Trunk, Goten e Pan), ma Yamcha è quello più ridimensionato e che ne esce peggio, pur essendo partito come personaggio dalle caratteristiche molto interessanti.

 

IL GENERALE FALCO

Il generale Falco della Sublime scuola di Gento è uno dei principali avversari di Kenshiro nella seconda serie di Hokuto no Ken. Diciamo avversario e non villain perché Falco non è un personaggio dai tratti negativi: si oppone a Ken solo perché ricattato dal vicerè Jako, che ha rapito l’imperatrice celeste Rui e la tiene prigioniera, costringendo il generale a obbedire ai suoi ordini e a opporsi al maestro di Hokuto.

Ispirato graficamente a Ivan Drago, il pugile sovietico di Rocky IV interpretato da Dolph Lundgren, Falco si dimostra un personaggio dalla potenza immensa, in grado di tenere testa allo stesso Kenshiro. In passato, attraverso un flashback, viene mostrato come la sua personalità e la sua aura di potenza aveva impressionato persino Raoh, l’invincibile antagonista della prima serie.

Un personaggio di questa statura non può che rimanere impresso ai fan, specie quando affronta Kenshiro in un duello all’ultimo sangue che si conclude in un pareggio. Ma allora, perché lo abbiamo inserito in questa classifica?

La risposta a questa domanda è da cercarsi nella seconda parte della seconda serie, quella ambientata nella Terra degli Shura.

Lynn, la protetta di Kenshiro e sorella gemella dell’imperatrice Rui, viene rapita e portata in questa terra, in cui la violenza è ancora più esasperata, data la dottrina spartana in cui vengono cresciuti gli abitanti dell’isola, comandata da tre generali delle tenebre. Falco e Ken si dirigono separatamente verso questa terra, e quando Ken giunge sulle sponde vi trova proprio Falco massacrato e in fin di vita.

A ridurlo in quel modo è stato uno shura (“demone” in giapponese, qui inteso come un combattente spietato allenato dall’infanzia) a guardia delle coste. Un personaggio anonimo, un semplice “galoppino” che riesce ad avere la meglio su un lottatore che è stato in grado di pareggiare con Kenshiro. Una soluzione assolutamente sgradita dai fan.

Tutti concordano che Falco sarebbe dovuto morire in un combattimento equilibrato contro uno dei tre grandi generali, magari Han (il primo dei tre che affronterà Kenshiro) e non contro un anonimo soldato semplice. Purtroppo la serie di Buronson e Tetsuo Hara non è la prima volta che elimina un personaggio popolare in maniera tanto frettolosa (era già successo con Rei della scuola di Nanto). La scusa che Falco ha perso lo scontro perchè era rimasto ferito proprio nel duello contro Ken risulta essere molto debole e tirata per i capelli.

Falco rimane una delle migliori figure della seconda serie di Ken il Guerriero, ma la sua precoce e mal gestita dipartita lo rende uno di quei personaggi dall’enorme potenziale gestiti male.

 

FUGO PANNACOTTA

Di tutti i personaggi dall’enorme potenziale e mal gestiti, si distingue Fugo Pannacotta della quinta stagione de Le Bizzarre avventure di Jojo, ambientata nel nostro paese.

Fugo vive a Napoli e fa parte dell’organizzazione criminale nota come Passione, agli ordini del capo quartiere Bruno Bucciarati. Ci viene presentato come un ragazzo dal Q.I. altissimo ma dal carattere instabile, in grado di passare dalla calma alla violenza in un attimo.

Fugo come il resto della banda di Bucciarati accetta la missione di recuperare la figlia del boss, Trish Una, e portarla in salvo a Venezia. Una fazione dell’organizzazione però si oppone a loro, allo scopo di sovvertire le gerarchie di potere e avanzare di carriera.

Durate il viaggio ci viene mostrato il suo terrificante potere: Purple Haze (dall’omonima canzone di Jimy Hendrix). Questo stand si manifesta come un umanoide con la testa da uccello con delle capsule sulle nocche. Queste se rotte diffondono un virus letale, in grado di uccidere attraverso un rapidissimo deterioramento dei tessuti che colpisce chiunque nel raggio di 5 metri.

L’intervento di Fugo è fondamentale per uccidere Illuso, un sicario avversario capace di utilizzare gli specchi, trasportando il nemico in una sorta di “realtà speculare” dove lui è l’unico a poter utilizzare lo stand, in modo da poter recuperare una chiave fondamentale per il proseguo della missione.

Da qui in poi Fugo non prende più parte ai combattimenti (perché il suo stand si rivela essere incontrollabile e troppo potente), anche se si comporterà come una sorta di “secondo in comando” rispetto a Bucciarati. Sarà sempre lui ad avere le prime imbarazzanti interazioni con Trish, cosa che ci suggeriscono un possibile flirt tra loro… ma poi all’improvviso, il nulla.

Il vero scopo di Bucciarati, spinto da Giorno Giovanna (il protagonista della serie) è quello di prendere il comando dell’intera organizzazione in modo da gestirla in modo più etico, per esempio eliminando lo spaccio di droga dalle strade. Tutti i membri della squadra sembrano aderire… tranne Fugo.

Fugo infatti pare non voler tradire il boss, ritenendolo un suicidio. Per questo motivo, viene abbandonato dalla squadra sul molo della chiesa di San Giorgio Maggiore.

Tutti si aspettano un suo ritorno nel proseguo della serie… e invece no. Niente. Fugo Pannacotta non apparirà mai più.

La motivazione? Pare sia da ricercare nella depressione di Hirohiko Araki. Nelle idee iniziali dell’autore doveva esserci un traditore nella squadra di Bucciarati e Giorno, e questo doveva essere Fugo, che si rivelava una spia del boss. Tuttavia, in quel periodo Araki dice che non riusciva a conciliare un tradimento del genere perché lo rendeva triste, e che ha deciso di cancellare questa parte (in realtà sembra realistico che la mafia mandi un amico a eliminare qualcuno).

Nella seconda parte della serie Fugo avrebbe dovuto scatenare una pandemia a Roma nel tentativo di eliminare i suoi ex amici, ma questo ruolo è andato a un altro personaggio noto come Cioccolata (sì, in questa serie i personaggi hanno i nomi di cibi e alimenti) e il suo stand Green Day, che scatena una muffa batteriologica.

A dimostrazione che il personaggio di Fugo risulti sprecato, è stato ripreso nelle light novel Golden Heart Golden Ring Purple Haze Feedback (non scritti da Araki e per questo da alcuni ritenuti non canonici).

La prima light novel è parallela alla serie, in cui Fugo insieme ad altri sicari deve far fuori i suoi ex compagni. Fugo partecipa ma non rivela alcune informazioni fondamentali (come l’immunità di Giorno al suo virus), cosa che gli permette di fallire nell’impresa di eliminare i suoi amici pur non trasgredendo agli ordini dal boss.

La seconda è invece successiva alla quinta serie, in cui Giorno diventa il nuovo boss e ordina a Fugo, come dimostrazione di fedeltà, di eliminare alcuni trafficanti di droga dell’organizzazione.

 

KOJI KABUTO

Koji Kabuto, protagonista di Mazinga Z e di tutta la Mazinsaga, personaggio preferito dell’autore Go Nagai, ha avuto ache lui momento di “occasione mancata”.

Prima di rivelarvi di cosa si tratta, occorre fare una precisazione che, si spera, nel 2025 sia superflua: Koji Kabuto è lo stesso personaggio che appare nella serie Goldrake nel lontano 1974, ribattezzato Alcor nel primo adattamento italiano.

Dunque se pensiamo ad Alcor nella serie dedicata al famoso Atlas Ufo Robot, non possiamo non definirlo uno “spreco”. Sì perché se Koji appare come speciale guest star alla fine de Il Grande Mazinga, tornando ai comandi di Mazinga Z per aiutare Tetsuya Tsurugi nella battaglia finale, in Goldrake, pur essendo di fatto il co-protagonista, non appare mai alla guida del suo robot, bensì si limita ad aiutare Actarus prima alla guida di un piccolo disco e poi di un astronave chiamata “Goldrake 2”. Ma perché? Forse per non togliere visibiità a Goldrake, il protagonista della serie, ma ogni fan si è sempre chiesto come mai Koji (o Alcor) non sia salito a bordo del Mazinga Z per dar man forte all’amico: quanto sarebbe stato bello vedere i due robot lottare fianco a fianco?

Per fortuna nella trasposizione Goldrake U, andata in onda nel 2024 per festeggiare il 50esimo anniversario dell’uscita della serie originale, l’autore ha rimediato mostrando i due piloti alla guida dei rispettivi robot.

 

 

 

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