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Un pensiero su “MATITE BLU 423”
  1. Vignetta di pregio, sia per il cartesiano nitore delle figure geometriche che per l’effetto esilarante che ne deriva.
    Ma, come spesso accade nelle creazioni dell’ottimo Onofrio, il disegno stimola altresì una serie di riflessioni e di libere associazioni di idee di un certo spessore linguistico.
    Chiediamoci, in primo luogo, che cosa renda così isterica la sfera. In altre parole, per quale motivo le sfere gli girino così velocemente.
    La risposta non va cercata molto lontano, ma risiede nel vicino di pianerottolo, il primo solido della lista.
    Partiamo da lontano e precisamente dalla definizione che dell’aggettivo qualificativo iconico dà il vocabolario Treccani:
    icònico agg. [der. del gr. εἰκών -όνος «immagine»] (pl. m. -ci). – 1. Relativo all’immagine, o, più spesso, riferito a simboli e sim., che è conforme all’immagine del simboleggiato; in partic., segno i., rapporto i. (tra segno e oggetto significato), in semiologia. 2. In storia dell’arte, è adoperato talvolta (in contrapp. a aniconico) come sinon. di figurativo, detto di pitture e sculture che si propongono un notevole grado di rassomiglianza o corrispondenza formale con l’oggetto rappresentato.
    Il termine discende, per linea paterna, da:
    icòna s. f. [dal russo ikona, e questo dal gr. biz. εἰκόνα, gr. class. εἰκών -όνος «immagine»]. – 1. Immagine sacra (rappresentante il Cristo, la Vergine, uno o più santi) dipinta su tavoletta di legno o lastra di metallo, spesso decorata d’oro, argento e pietre preziose, tipica dell’arte bizantina e, in seguito, di quella russa e balcanica. 2. letter. Immagine sacra in genere, dipinta o scolpita; in questo sign. è usata anche la forma icòne (ripresa direttamente dal greco class., così come i varî composti con icono-). 3. In semiologia, secondo la terminologia di Ch. S. Peirce (1839-1914), uno dei tre tipi fondamentali di segni (gli altri due sono l’indice e il simbolo), distinti secondo il rapporto che li unisce alla realtà esteriore: è il segno che è con questa in rapporto di somiglianza, in quanto presenta almeno una delle qualità o ha la stessa configurazione dell’oggetto significato (per es., una macchia di sangue per il colore rosso, oppure un’onomatopea, un diagramma, la pianta di un edificio, e sim.). 4. In informatica, nei sistemi operativi dotati di interfaccia grafica, piccola immagine che rappresenta in modo simbolico un comando, una funzione o anche un documento o un programma operativo, che appare sullo schermo di un computer (spesso con le caratteristiche di un pulsante) e che, quando venga selezionata dall’utente mediante un apposito strumento (come un mouse o una penna ottica), dà l’avvio alla funzione o al programma che simboleggia (per es., la figura di un cestino per la cartastraccia per il comando «elimina il documento»): cliccare sull’i. del programma; trascinare l’i. da una cartella all’altra. 5. Figura o personaggio emblematici di un’epoca, di un genere, di un ambiente: Marylin Monroe è l’icona della femminilità.

    Tanto premesso, è evidente che se noi diciamo che Marylin Monroe è iconica, diciamo uno sproloquio, una dabbenaggine, non esprimiamo una valutazione o un concetto sensato, ma semplicemente dimostriamo di utilizzare la lingua italiana alla c. di c.
    Ma questo ameno florilegio di cazzeggi, a cosa vuole approdare? E, soprattutto, cosa c’azzecca tutto ciò con gli attacchi di isterici cui è soggetto il nostro simpatico Isferico?
    In pensione ormai da una vita, Isferico trascorre le sue giornate, in attesa di tirare le cuoia, davanti allo schermo televisivo, sciroppandosi programmi spazzatura di ogni tipo, appuntamenti quotidiani con la tivù del dolore, ammazzatine, funerali, pianti disperati, fratricidi alla Caino e Abele, parricidi alla Edipo, infanticidi alla Medea, omicidi alla Egisto e Clitennestra.
    Ed è anche contento di ripassare i classici greci.
    Se non fosse che non passa giorno senza che qualche giornalista, opinionista di passaggio, commentatore affetto da analfabetismo di ritorno si riempia la bocca col termine iconico, a sproposito, semplicemente per darsi un contegno, per fare il figo e via vaneggiando.
    Questo il motivo che fa diventare isterico il nostro Isferico.

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