Le riviste delle pin-up americane degli anni ’50 furono un fenomeno del dopoguerra, nate per risollevare il morale e celebrare una femminilità sensuale ma accessibile. Le pin-up (cioè “da appendere” come poster) nacquero durante la Prima guerra mondiale e raggiunsero l’apice della popolarità durante la Seconda. I soldati americani appendevano ritagli di giornale, calendari e riviste con immagini di belle donne nei loro alloggi o sugli aerei militari come portafortuna e promemoria delle donne che avevano lasciato a casa, contribuendo a rafforzare il morale. Nel dopoguerra, negli anni ’50, riviste specializzate (come Modern Man e Frolic) divennero un fenomeno rivolto al pubblico. Rappresentavano un simbolo di spensieratezza e ottimismo in un’America che cercava di tornare alla normalità. Cosa hanno rappresentato Le riviste delle pin-up rappresentavano un ideale di bellezza femminile gioioso, lontano dalla magrezza che dominava l’alta moda. L’iconica figura a clessidra, enfatizzata da abiti a vita alta e lingerie strutturata, era il modello di riferimento. Queste immagini offrivano un tipo di sensualità percepita come ironica e accessibile, non eccessivamente volgare, che le rendeva culturalmente accettabili in un’epoca moralista. Modelli e attrici come Bettie Page, Jayne Mansfield e Marilyn Monroe incarnando questo ideale di bellezza. Perché andarono in crisi La crisi delle riviste di pin-up fu graduale e dovuta a diversi fattori. Con l’avanzare degli anni ’60 la società americana divenne più aperta e meno pudica. L’ascesa di riviste come Playboy (fondata nel 1953), che offriva contenuti simili ma più eleganti, progressivamente più audaci, rese le illustrazioni delle pin-up meno attraenti per il pubblico. Il panorama editoriale si frammentò con la nascita di riviste specializzate in interessi specifici, allontanando il pubblico generico dalle riviste di varietà che includevano pin-up. Cosa hanno lasciato Nonostante il declino delle riviste dedicate, l’eredità delle pin-up è duratura e significativa. Lo stile pin-up ha lasciato un segno nella moda e nella cultura, con richiami al look vintage, ai corpetti, alle gonne a ruota e all’estetica retrò, tuttora popolare. Hanno promosso un modello di femminilità che celebrava le curve e l’orgoglio del proprio corpo. Figure come Marilyn Monroe e Bettie Page sono simboli di un’epoca e di uno stile che continua a ispirare artisti, fotografi e designer. Le riviste delle pin-up hanno catturato lo spirito di un’epoca, offrendo una rappresentazione idealizzata della bellezza femminile che ha contribuito a definire l’immaginario collettivo americano del dopoguerra. People Today People Today fu lanciata il 20 giugno 1950 dalla Weekly Publications e nel gennaio del 1951 fu acquisita dalla Hillman Periodicals. Era un interessante mix tra una rivista di gossip e una di donnine nude. Sul numero di dicembre del 1951 appare un bel primo piano di Lili St. Cyr, una delle spogliarelliste più famosa d’America, mentre il titolo recita “prende 5.000 dollari alla settimana”. Il riferimento è alle grandi cifre guadagnate in quegli anni dalle regine del burlesque a fronte di un reddito medio che andava dai 3mila ai 5mila dollari all’anno. Nel numero di maggio del 1952 spicca sulla copertina una foto alquanto audace di Gina Lollobrigida in posa accanto a un titolo piuttosto esplicito: “Il sesso dall’Italia invade gli U.S.A.”. Sul numero di dicembre del 1956 è contenuta una breve dichiarazione della splendida Greta Thyssen, Miss Danimarca 1953 che dice: “Preferirei essere una cittadina americana piuttosto che una stella del cinema danese, ma naturalmente più di tutto mi piacerebbe essere una stella del cinema americano”. Frolic La rivista Frolic fu pubblicata dalla Frolic Magazine, Inc. tra il 1951 e il 1967. Era una rivista incentrata sulle foto di pin-up e anche se accompagnava le foto con articoli, questi ultimi erano quasi tutti legati alla sessualità. Nel numero di aprile del 1953 Frolic pubblicò un servizio fotografico su Bunny Yeager, modella che diventerà di lì a poco una delle fotografe più influenti della storia delle riviste maschili. Il numero di Aprile 1955, con in copertina Honey Merril, è passato alla storia per contenere al suo interno foto tratte dal documentario “Teaserama” di Irving Klaw, che si compone di una raccolta di vari numeri di burlesque eseguiti da alcune delle star del momento (tra cui la mitica Tempest Storm) presentati da Betty Page. I fan apprezzarono più le foto del film, che rivelava le scarse doti di ballerina di Betty Page e che presentava degli sketch comici tra un numero e l’altro generalmente considerati “noiosi” dalla maggior parte degli spettatori. Modern Man La rivista Modern Man fu fondata nel luglio 1951 dalla Publishers Development Corporation. Il sottotitolo variava nel tempo: “The Picture Magazine for Men”, “The Man’s Picture Magazine”, “The Adult Picture Magazine”. La pubblicazione andò avanti fino al dicembre 1976. Modern Man è stata una delle prime riviste per adulti a non contenere solo foto di pin-up (anche se mise in copertina Jayne Mansfield e Brigitte Bardot), includeva pure una varietà di articoli, storie brevi di fiction e rubriche di interesse generale per un pubblico maschile. Venivano pubblicati articoli su eventi reali, come la rapina alla Brink’s, operazioni di recupero di bombe in mare o profili su personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. La rivista includeva servizi e retroscena su attori (George Raft, Bing Crosby), registi (Roberto Rossellini) e personaggi famosi dell’epoca. In sintesi, la rivista anticipava la formula cultura + modelle che renderà famoso Playboy. Cavalier La rivista Cavalier fu lanciata nel 1952 dalla Fawcett Publications (la casa editrice di Capitan Marvel/Shazam). Alle consuete foto di pin-up univa interviste a personaggi dello spettacolo, racconti di narrativa e fumetti. A causa di una intervista, la diva del jet-set Zsa Zsa Gabor intentò una causa contro Cavalier nel 1960. Sì lamentò di essere stata “interrogata” su domande “indiscrete e penetranti” riguardo al suo passato e ai suoi affari amorosi e le fu chiesto persino se avesse mai ricevuto cure psichiatriche. Nel 1963 la rivista intervistò il grande comico Lenny Bruce, definendolo “autentico eroe hipster della rivoluzione sessuale e morale”. Dal 1969 al 1975 Cavalier pubblicò regolarmente la striscia Deadbone del fumettista underground Vaughn Bodé. Cavalier presentò anche molte delle prime storie brevi di Stephen King, tra cui “Il turno di notte” (“Graveyard Shift”); ottobre 1970, “Io sono la porta” (“I Am the Doorway”); marzo 1971 e “Soffici, soffici” (“Suffer the Little Children”); febbraio 1972. Gala Rispetto a riviste contemporanee che potevano includere interviste, musica, auto o “lifestyle”, Gala appare principalmente come un contenitore di bellezze fotografiche. Sebbene fosse concentrato sulle “bellissime” il suo stile era prevalentemente “non-nude” o moderatamente provocatorio. La rivista, che pubblicò il primo numero nel 1952, conteneva anche articoli piuttosto “leggeri” con titoli improponibili. Sul numero di maggio del 1953 troviamo in copertina una delle leggende del burlesque, la magnetica Lilly Cristhine, nota ai suoi fan come “The Cat Girl” autrice di un numero talmente sexy da entrare nella storia. Nelle pagine interne la spogliarellista rivela i segreti del numero che l’aveva resa famosa, “The dance of love”. Sulla copertina del numero di novembre 1955 appare un’altra leggenda del burlesque, la splendida Evelyn West, nota anche come “The Hubba-Hubba Girl” o Evelyn “Il seno da 50.000 dollari”, in ragione del prezzo per cui aveva assicurato le sue notevoli doti. Bold Bold era una rivista per adulti pubblicata dalla casa editrice Pocket Magazines a partire dal 1953 che, nonostante fosse una testata di nicchia o comunque meno “iconica” rispetto a riviste più famose del periodo, può essere presa come simbolo di un’era. Sebbene nella maggior parte dei casi si servisse di modelle anonime ci furono anche un paio di eccezioni. Il numero di novembre 1955 presenta in copertina June McCall una modella e attrice molto fotografata ai tempi. Nel servizio all’interno la McCall appare in pelliccia e calze a rete, l’articolo dice che “emana un aura dí sensualità a cui nessun uomo può sfuggire”. Sulla copertina del numero di aprile 1956 appare invece Betty Page coperta solo da un micro bikini che lascia poco spazio all’immaginazione, mentre si prende il sole in spiaggia. L’articolo all’interno rivela che “poche donne sanno godersi la vita come Betty Page”. Rogue Rogue fu fondata da William L. Hamling (Bill Hamling) tramite la sua casa editrice Greenleaf Publishing Company (Chicago) nel novembre 1955. Il sottotitolo iniziale era “For Men”, poi divenne “Designed for Men”. Si poneva come concorrente diretta di Playboy offrendo fotografie di donne nude o semi-nude, articoli di lifestyle maschile, fiction, musica, cultura pop. Si distinse per i suoi elevati standard letterari e la qualità dei collaboratori tra i quali spicca Robert Bloch. Hugh Hefner alla fine degli anni ‘50 era un fumettista in difficoltà che lavorava per l’elegante mensile maschile Esquire, e Hamling acquistava occasionalmente vignette da lui. Quando nel 1953 Hefner propose a Hamling di entrare nell’affare Playboy, questi rispose sdegnato: “Hef, non puoi vendere sesso al pubblico americano”. Questa citazione divenne una battuta ricorrente, visto l’enorme successo ottenuto dalla rivista. Hamling da parte sua cambiò completamente idea di lì a poco lanciando Rogue. Fling Fling inizia subito alla grande pubblicando sul numero di gennaio del 1957 le foto della rossa Jackie Miller, regina del fetish, fotografata dal grande Irving Klaw, l’uomo che rese famosa Bettie Page. Dopo questo inizio roboante la rivista perse smalto ed entrò in crisi. Fling a differenza di riviste come Playboy che combinavano nudo, narrativa e giornalismo, era principalmente una rivista di foto di donne nude che faticava a costruirsi una propria identità in un settore dove la concorrenza era molto accesa. Fino a che non arrivò la spogliarellista Virginia Bell… Arv Miller, l’editore, ricorda: “Navigavamo in brutte acque, avevamo già preso in considerazione l’ipotesi di chiudere, quando Virginia fece il suo debutto sul numero di ottobre del 1958 e le vendite cominciarono ad aumentare vertiginosamente”. La Bell riapparve sei numeri dopo e presto divenne la Fling Girl definitiva, rendendo famosa la rivista “specializzata in ragazze dalle forme generose”. Sir Knight La rivista fu pubblicata dalla Sirkay Publishing con sede a Los Angeles e iniziò con il nome di Sir Knight nel 1958. Intorno a novembre 1962 la testata cambiò nome togliendo il Sir e lasciando semplicemente Knight (“the magazine for the adult male”). Tra i collaboratori più prestigiosi della rivista ci fu il famoso regista Russ Meyer, che da giovane si manteneva con scatti fotografici per diverse riviste, tra cui Playboy. Le sue foto apparvero su diverse copertine di Knight, tra cui quella del numero di maggio 1959, dove immortalò la “maggiorata” Virginia Bell. La Bell venne ritratta in tutta la sua magnificenza dall’uomo che amava le donne (dalle tette grosse). Quando i lettori videro la copertina rimasero di stucco. Le riviste delle pin-up, sempre qualitativamente modeste, si spensero negli anni settanta, quando ormai gli unici due standard per le rivise erotiche erano l’alta qualità di Playboy e Penthouse o la porngrafia pura di Hustler. 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