Devo assolutamente parlarvi di La voce della strada di Kei Usuba, un manga che ho adorato dalla prima all’ultima pagina. Cosa siamo disposti a fare e a perdere in nome del nostro più grande sogno? Yukito Oji, un adolescente di 17 anni, ha letteralmente perso tutto a causa di un destino nefasto, segnato dalla droga e dagli eccessi, che gli ha tolto prima la madre e poi la sorella. Ora si ritrova completamente solo in un mondo ostile e difficile, dove l’unica salvezza è la musica. Sostenuto dall’unico vero amico di sempre, che da poco tempo ha sfondato nel mondo della produzione musicale, Yukito dovrà darsi da fare in quella sua quotidianità fatta di spaccio e di rime un po’ arrangiate, che prima o poi lo porteranno sul palco che tanto desidera calcare. Detta così sembra facile, ma non lo è affatto e infatti il lavoro, e quindi i colleghi di Yukito, metteranno a dura prova la sua stessa incolumità. Ma non saranno certo i maltrattamenti a fermarlo e a scalfire il suo sogno, nonché il suo buon cuore, perché Yukito trarrà forza proprio dalle sue difficoltà e dalla sua sfortuna per intrecciare parole e musica. Era tanto tempo che non mi sentivo gasato per uno slice of life come questo, un manga sincero e duro, carico di emotività. “La voce della strada” di Kei Usuba è una storia nuda e cruda, a volte spietata, che, proprio per questo, risulta priva di ogni filtro e fronzolo. Insomma, la pillola non viene addolcita neppure per un minuto, come accade nella vita reale e nelle difficoltà che tutti, soprattutto persone come Yukito, si trovano a dover affrontare ogni giorno. Per certi versi “La voce della strada” mi ha ricordato molte opere di Inio Asano, sia dal punto di vista grafico sia nel modo con cui racconta e affronta la tristezza e la durezza della vita. Usuba calca sull’espressività dei volti e in particolar modo sulle emozioni più tristi e negative che danno ai protagonisti potenza comunicativa a dir poco realistica, anche con disegni che di realistico hanno ben poco. Forse è proprio questo contrasto, tra il realismo della storia e il fantastico del disegno, a rendere forti e travolgenti le emozioni del protagonista, il quale si fa portavoce con la sua musica delle ingiustizie di una società che l’ha spinto ai margini. Le tematiche affrontate in “La voce della strada” sono svariate, ma tra le tante sono due a spiccare: il tema della droga, che va dallo spaccio all’assunzione (e quindi le conseguenze), e quello del perseguimento dei propri sogni. Il primo è una sorta di pretesto, che getta le basi e crea un palco sul quale far muovere il protagonista, mentre il secondo tema corrisponde alla vera e propria anima del manga. Entrambi i temi coesistono e si equiparano perfettamente, rendendo la trama ricca e complessa, ma soprattutto in continuo sviluppo e quindi ricca di colpi di scena. Come dicevo, anche dal punto di vista dei disegni Usuba mi ha ricordato Asano, visto che, come lui, usa uno stile morbido e tondeggiante per raccontare la durezza della vita. Usuba però sceglie uno stile più cupo e sporco, fortemente caratterizzato dai neri, anche quando la trama volge verso la positività. Il tutto poi riassunto in tavole ariose e spaziose, nelle quale immergersi e magari perdersi. LA VOCE DELLA STRADA Autore: Kei Usuba Editore: J-POP Manga Genere: Seinen Pagine: 192 pp Uscita: 4 Luglio 2025 Prezzo: € 7,50 Nazionalità: Giapponese La storia Questa è la storia di Yukito Oji, 17 anni, spacciatore. Rimasto solo al mondo in tenera età, dopo la morte della madre tossicodipendente e dell’adorata sorella maggiore, gli resta un unico amico disposto a credere in lui. Cosa cela nel suo cuore, mentre continua a spacciare con il volto tumefatto per gli abusi? Una storia drammatica, un vivido ritratto di chi ripone nella musica ogni speranza di salvezza. (Da Everpop). Navigazione articoli GIUSEPPE BERGMAN È MILO MANARA “I CUGINI MEYER”, L’ULTIMA PROVA DI GIARDINO