In un precedente articolo si era accennato a una missionaria inglese, Anne March, naufragata su un’isola dell’arcipelago delle Salomone nell’Oceano Pacifico. Nel 1873 il pittore francese Jules Garnier (1847-1889) aveva dipinto un quadro di ambientazione esotica ed erotica. Naufragio o provocazione sensuale nel dipinto di Jules Garnier? Un famoso romanzo della fine del Settecento, Paolo e Virginia, scritto da Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre, si conclude con la morte della protagonista all’ isola Mauritius nell’Oceano Indiano, perché durante un naufragio non osa spogliarsi per gettarsi a nuotare. Al contrario Garnier aveva creato una formosa “Robinson” dai capelli rossi che per salvarsi dal naufragio ha guadagnato la riva senza niente indosso. La fa apparire tra i relitti della sua nave, distesa per asciugarsi al sole sopra la tela di una vela del vascello, mentre sta appena risvegliandosi dalla disavventura del naufragio. Due indigeni neri di pelle la ammirano sorpresi, acconciati come gli abitanti della Melanesia o della Nuova Guinea. Il quadro è intitolato L’Èpave, il relitto; avrà successo nelle mostre ed è oggi esposto nel museo di belle arti di Digione. Chi potrebbe essere la bella donna nuda ? Nel quadro è evidente il non opporsi di lei a un’ammirazone del proprio fisico in piena aria. Non guarda verso i due indigeni che osservano da vicino lo speciale essere femminile, ma è impossibile che non si sia accorta della loro presenza, eppure costei non pensa minimamente a coprirsi, anzi sembra voler cercare di dare risalto al seno, piegando il busto all’indietro. Allo stesso modo volta le anche e le gambe verso il lato destro, e lascia così intravvedere le natiche agli uomini che la guardano da sinistra. La donna dipinta giace quindi in una posizione non naturale, specie per una naufraga appena approdata. È un atteggiamento studiato, con il corpo languidamente provocante allungato, con la lunga chioma umida e sparpagliata, e l’espressione del viso è quanto di più sornione ed ambiguo possa essere disegnato su una faccia. Persino l’accavallarsi dei piedi e le dita tese nella mano destra indicano in lei che sta provando piacere, e il pittore ha depilato il pube per farla rassomigliare alla Venere distesa del Tiziano o del Giorgione, alla Maja desnuda di Goya o alla Olympia di Manet. Resta il sospetto che Jules Garnier abbia usato come modella una sua amante colta nel momento della soddisfazione, rilassamento e intontimento dopo gli intensi rapporti tra le lenzuola e i cuscini. Dall’interno di una camera da letto è stata riposizionata alla luce del sole in una spiaggia ingombra di detriti navali. Questa immagine fa capire il coinvolgimento sensuale che sta accadendo tra i soggeti dipinti, però è una fantasia troppo spinta rispetto alla realtà dei fatti e della persona in oggetto, insomma potremmo definirla fake painting. Tuttavia non è proibito immaginare. Ognuno può figurarsi il seguito della vicenda: pelle nera su bianca, amore libero tra le capanne di un villaggio, in un’ isola da paradiso terrestre piena di palme e di azzurro. Qualcosa che ricorda il romanzo e il film Laguna Blu dello scrittore irlandese Henry De Vere Stacpoole (1863-1951), che alla fine dell’Ottocento aveva navigato nei mari del Sud. Dovendo da quest’opera pittorica costruire una storia a fumetti, ecco allora applicarla alla missionaria Anne March, che tramuta la disgrazia del suo naufragio in un’insperata occasione di apostolato. Nell’interpretazione immaginaria Anne, ritrovata nuda e bagnata sulla spiaggia come nel quadro di Garnier, viene adottata dalla tribù, può predicare e convertire gli isolani, e la loro casa degli antenati e degli déi il “korambo”, diventa una chiesa-capanna. Proviamo a darne una doppia interpretazione visiva della Anne/Robinson attraverso i disegni fumettistici di Nives Manara e di Adriano Imperiale; stili diversi ma complementari. Non c’è troppa malizia o inganno da parte dei due disegnatori. I quali seguono la stessa intenzione impostata da Garnier: uno statuario corpo femminile in una situazione tanto avventurosa quanto erotica, gradevole e stimolante per la fantasia di chi guarda. Nives Manara Adriano Imperiale Navigazione articoli GLI EUROPEI E IL “MARE SALATO” DIECI CAPOLAVORI DELLA GRAFICA DEL NOVECENTO