Nel 1985, in provincia di Catania, un ragazzino che sognava di diventare disegnatore di fumetti, Marco Montalbano, morì tragicamente in un incidente. Sarebbe potuta rimanere una tragedia locale, la fine di una famiglia; fu invece un inizio. Per ricordare la sua passione, i genitori crearono una Fondazione che, nel nome, ricorda il loro ragazzo, e negli scopi, la sua passione. La Fondazione Marco Montalbano, con sede in Viagrande (CT) è oggi una realtà locale che gestisce una imponente biblioteca del fumetto, organizza attività a sfondo sociale e pubblica una collana di Quaderni, fascicoli di approfondimento dedicati ciascuno a un tema monografico.

L’ultimo quaderno, presentato il 31 maggio scorso alla manifestazione Etnacomics, reca il n. 5 in copertina (ma in realtà è il settimo, perché ci sono stati anche un Numero Zero e un numero fuori serie) e si intitola “L’impegno sociale nel Fumetto – Dall’Uomo Ragno a Zerocalcare”; 70 pagine riccamente illustrate che, senza pretesa di completezza e saltabeccando nel tempo e nello spazio, rintracciano, sia nel fumetto cosiddetto “d’autore” che in quello seriale o “da edicola”, esempi di storie che hanno affrontato varie questioni che affliggono la nostra società ed il nostro mondo: dal razzismo alla crisi climatica, dalle disparità sociali alle guerre, dalla droga ai diritti dei lavoratori…

Compaiono nel testo personaggi notissimi, come i funny animals della Disney o i supereroi della Marvel e della DC, gli eroi della Bonelli e le migliori graphic novel, come “Persepolis” dell’appena scomparsa Marjane Satrapi; ma non mancano citazioni di autori dimenticati, come ad esempio l’afroamericano Ollie Harrington, autore di una striscia giornaliera sui soldati di colore nella Seconda guerra Mondiale; o riferimenti a periodi editoriali che si preferisce dimenticare, come i fumetti antisemiti italiani di era fascista, o le storie di Capitan America degli anni Cinquanta in piena Guerra fredda.

Non mancano, soprattutto, i riferimenti alle questioni che più spesso finiscono sul tappeto quando si parla di “impegno”: c’entra la politica? Esiste un “impegno” di destra e uno di sinistra? Ed i cosiddetti valori woke? In che modo un linguaggio visuale come il fumetto può affrontare le contraddizioni di un mondo dove a volte sembra diventare impossibile distinguere valori “positivi” dai loro opposti?




A cercare di tenere le fila del discorso è Francesco Lentano, componente del Comitato scientifico della Fondazione, ma anche collaboratore di Giornale POP e, in passato, di riviste cartacee come la benemerita Fumo di China o Fumetto, la testata riservata ai soci dell’Anafi – Associazione nazionale amici del fumetto e dell’illustrazione.

Il Quaderno, impaginato da Laura Grasso, reca una copertina disegnata da Silvio Grasso ed una prefazione del prof. Giuseppe Strazzulla; per tutti gli autori e i collaboratori, si tratta di attività totalmente gratuite, dal momento che la Fondazione non ha fine di lucro e non vende le proprie pubblicazioni, diffondendole invece ad offerta libera nelle manifestazioni in cui interviene.

Chi fosse interessato a leggere questo quaderno, o anche gli altri della serie (rispettivamente su Franco Caprioli, i fumetti nella Seconda guerra mondiale, i fumetti e la Musica, la Giustizia nel fumetto, i primi fumetti di fantascienza, la storia della Fondazione), può richiederli direttamente all’ente che li pubblica, via mail all’indirizzo info@fondazionemarcomontalbano.org; mentre chi volesse dare suggerimenti all’autore per eventuali futuri ampliamenti dell’opera, può scrivere a lentanofrancesco@gmail.com.

 

 

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