Il successo dei Cavalieri dello Zodiaco non accenna a diminuire. Nonostante siano passati 40 anni dal loro esordio in Giappone, la passione attorno ai paladini di Athena è più viva che mai. Tra vari prequel e spin off, nel corso dei decenni diversi autori hanno messo mano sull’opera creata da Masami Kurumada, arricchendone la lore. Quasi tutti questi prodotti, però, sono ambientati nel passato dei nostri eroi, e nessuno ha trattato i protagonisti dopo la fine del manga originale.

Questo onore se lo è preso l’ideatore della serie, che nel 2006 ha rimesso mano alla propria creazione producendo Saint Seiya: Next Dimension, storia che riprende proprio all’indomani della battaglia contro Hades, il dio degli inferi. Serie dalla produzione travagliata, la cui pubblicazione è sempre stata scostante, e con disegni non sempre accurati, che ha visto il termine della pubblicazione nel 2024, con un finale criptico e aperto.

Ma nel maggio 2026, in concomitanza del 40esimo anniversario dell’opera, Kurumada scrive un nuovo capitolo della saga dei Cavalieri, Saint Seiya – Tenkai Hen, che riprende le vicende di Seiya e gli altri laddove li avevamo lasciati al termine di Next Dimension. Un nuovo capitolo dell’infinita saga dei Cavalieri dello Zodiaco che pare finalmente voler portare i nostri eroi ad affrontare il padre degli dei greci Zeus.

 

LA STORIA FIN QUI NOTA: DALLE ORIGINI AD HADES

La storia dei Cavalieri dello Zodiaco è piuttosto nota, e l’abbiamo vista in questo articolo. La trama vede la dea Athena reincarnarsi ai giorni nostri, ma per un tradimento ordito dal Cavalieri d’oro dei Gemelli Saga, viene portata in gran segreto in Giappone e consegnata ancora in fasce al miliardario Mitsumasa Kido da Aiolos, eroico Cavaliere d’oro del Sagittario che si è sacrificato per salvarla.

Una volta diventata abbastanza grande da poter agire, Athena, nota con il nome di Saori Kido (o Lady Isabel nel doppiaggio italiano), parte alla volta del grande tempio di Atene per riprendersi il posto che le spetta, usurpatole anni addietro da Saga. Nel compiere la sua impresa, la giovane dea è accompagnata da 5 ragazzi giapponesi, orfani addestrati fin dall’infanzia a ottenere le capacità e le armature per diventare dei Cavalieri di Athena, tra cui spicca Seiya, il cavaliere della costellazione di Pegasus protagonista della serie.

Il manga è stata accompagnato quasi in contemporanea da una serie anime trasmessa anche qui in Italia, e a cui si deve il successo internazionale dell’opera.

Ma se l’anime è ricco di episodi filer, spesso con protagonisti personaggi inesistenti nel manga originale (e ha addirittura una saga in più, ambientata ad Asgard, completamente assente nell’opera di Kurumada), il manga originale è diviso in tre grandi saghe.


La Saga del Grande Tempio, in cui i nostri protagonisti devono battersi contro i 12 Cavalieri d’oro, protettori delle case dello Zodiaco, guerrieri potentissimi, a tratti semi-divini, genuinamente convinti che Saori sia una millantatrice e di essere dalla parte del giusto, abilmente manipolati dal traditore Saga. Questa è la preferita dai fan, quella ritenuta più epica, in cui più che la lotta sono gli scontri etici delle due fazioni a tenere banco e a esaltare i lettori.

 

La Saga di Poseidone, in cui i nostri devono battersi contro il dio dei mari intenzionato a punire l’umanità con un nuovo diluvio universale. Seconda in termini cronologici nel fumetto, negli anime è la terza saga a cui assistiamo, in quanto come abbiamo detto, i nostri hanno partecipato prima alla battaglia di Asgard, una saga concepita unicamente per la tv in quanto si doveva dare a Kurumada il tempo di terminare il manga. Per questo motivo è stato per anni il capitolo finale per chi ha solamente visto la serie tv, almeno per quelli nati negli anni ’80 e che hanno visto la prima messa in onda.

 

La Saga di Hades terzo capitolo del manga e per molti anni assente nella trasposizione televisiva. Questa parte della storia riprende la guerra santa contro il dio degli inferi, già combattuto 243 anni prima e reale motivo per cui la dea si è reincarnata ai giorni nostri. Questo capitolo è suddiviso a sua volta in tre parti:

Il Santuario, in cui gli Spectre di Hades vengono guidati dai cavalieri d’oro periti nella prima saga e resuscitati per l’occasione allo scopo di assassinare Athena, risalendo il Grande Tempio di Athena come visto precedentemente nel primo capitolo della saga.

– Inferno, in cui i Cavalieri di Athena scendono negli inferi e affrontano gli spectre in vari gironi infernali e dove devono affrontare l’esercito di Hades e in particolare i suoi tre generali Radamanthis, Minosse e Eaco.

L’Elisio, in cui Seiya e gli altri entrano nei campi elisi e affrontano gli dei Hypnos e Thanatos, prima dello scontro faccia a faccia contro Hades.

 

Quest’ultima parte, pubblicata originariamente nel 1990, è stata l’ultima avventura ufficiale della saga originale, che terminava con un finale aperto: Seiya faceva da scudo con il proprio corpo ad Athena, venendo trafitto dalla spada di Hades… senza rivelarci se fosse sopravvissuto o meno.

Per vari dissidi tra Kurumada e la casa editrice Shueisha, la storia finiva qui, senza per altro la trasposizione in anime, cosa che ha reso il vero finale di Saint Seiya sconosciuto a chi non ha mai letto il manga.

Pare che nelle intenzioni originali dell’autore vi dovesse essere un altro capitolo, il famigerato Zeus Chapter, in cui i nostri avrebbero dovuto vedersela con il padre degli dei, chiudendo una sorta di trilogia con le divinità olimpiche maggiori, ma di quest’opera non è mai apparso nulla, se non qualche dichiarazione rilasciata da Kurumada in alcune interviste.

Altre divinità olimpiche erano apparse in alcuni film Oav nei primi anni ’90, come La Dea della Discordia e La Leggenda dei guerrieri scarlatti, in cui comparivano anche la dea Discordia e il dio del sole Apollo, cosa che aveva ingolosito i fan, ma questi personaggi sono apparsi unicamente in questi film la cui canonicità è fonte di discussione.



 

SAINT SEIYA – LE PORTE DEL PARADISO: LO “ZEUS CHAPTER” RINNEGATO

Nel 2002 la saga di Hades venne finalmente trasposta fedelmente in animazione, prodotta dalla Toei Animation, cosa che riaccese la passione (mai realmente sopita) attorno ai Cavalieri dello Zodiaco. Vista la buona accoglienza da parte del pubblico, che ha generato una rinascita del franchising, Toei decise di realizzare un lungometraggio che riprendesse le gesta dei paladini di Athena dopo gli eventi narrati nel capitolo di Hades.

Finalmente, per i fan di Saint Seiya si profilava all’orizzonte delle nuove avventure per i loro beniamini, ma come vedremo le cose non andranno a buon fine.

Il film fu affidato a Shigeyasu Yamauchi, che si era occupato della regia dell’anime sui capitoli di Hades, ma nonostante le altissime attese dei fan, fu in colossale flop.

La storia riprendeva effettivamente all’indomani della lotta contro Hades, con Seiya vivo ma ridotto a un stato vegetativo, costretto su di una sedia a rotelle e accudito proprio da Saori. La dea Artemide, sorella di Athena, scende sulla terra perché vuole la testa del cavaliere di Pegasus, colpevole di aver compiuto un deicidio. Per salvare la vita al proprio paladino, Athena cede il proprio ruolo di protettrice della Terra alla sorella.

 

Quando Seiya si riprende dallo stato  catatonico, completamente privo dei suoi poteri, s’imbatte in un Grande Tempio ormai in possesso di Artemide, con alcuni dei suoi ex cavalieri ormai devoti alla nuova dea che lo combattono, e i suoi vecchi compagni d’arme – Shuryu, Hyoga, Shun e Ikki – alle prese con gli Angel della dea Artemide: Odisseo, Teseo e Toma di Icaro.

Quest’ultimo è forse l’introduzione più interessante del film, in quando scopriamo essere il fratello scomparso di Castalia, la donna che ha addestrato Seiya. Per anni infatti si è speculato che Castalia potesse essere in realtà Seika, la sorella maggiore di Seiya scomparsa a inizio serie a mai più apparsa.

Kurumada aveva sparso indizi in diversi episodi, probabilmente non rendendosi conto che non c’era il tempo materiale affinchè Seika si fosse recata in Grecia, avesse ottenuto i gradi e le capacità di un cavaliere d’Atena per poi addestrare sotto falso nome lo stesso Seiya.

Così, nelle ultime fasi della saga di Hades, scopriamo che Seika è viva, ma vittima di amnesia. Ha vissuto in una piccola bottega proprio ad Atene, per poi recuperare la memoria nell’ultimo capitolo. Ma allora, chi era il fratello scomparso di Castalia? Costui parrebbe essere proprio Toma di Icaro, cavaliere devoto ad Artemide, e il possedere lo stesso tipo di sonaglio che ha anche Castalia, un ricordo della loro infanzia, confermerebbe la sua identità.

Nonostante tutte queste premesse interessanti, il film si è rivelato un’autentica delusione e un clamoroso flop al botteghino. Questo perché Yamauchi ha imposto il film in un modo totalmente avulso alla mitologia classica di Saint Seiya.

La forza di quest’opera è sempre stata l’essere corale, a dispetto del nome originale (ed ecco spiegato perché è internazionalmente noto come I Cavalieri dello Zodiaco) e di essere un battle shonen, ossia quelle opere incentrare sui combattimenti e sul power up dei protagonisti, spesso vincenti grazie a una maggiore motivazione e forza di volontà.

Le Porte del Paradiso risulta essere d’impronta più romantica e introspettiva, incentrata sul rapporto tra Seiya e Saori e sul grande amore di quest’ultima verso l’umanità, tanto che è disposta a sacrificare per gli uomini la sua natura divina. Un film onirico, riflessivo, in cui le scene di combattimento sono frettolose, tirate via e quelli che sono di fatto gli altri protagonisti della saga, ossia i Cavalieri di Andromeda, Cigno, Fenice e Dragone, fanno giusto una comparsata, lasciando una profonda delusione tra i fan.

Il finale del film vedeva intervenire Apollo, il dio del sole (con un aspetto diverso rispetto a quello dell’Oav precedente) che cancellava la memoria a Saori e Seiya, i quali nelle scene finali s’incontravano per la prima volta pur avvertendo entrambi una sensazione di deja vu.

 

Questo avviene  perché nelle intenzioni originali di Kurumada Le Porte del Paradiso doveva essere il prologo di una trilogia di film che vedeva i Cavalieri di Athena scontrarsi con le divinità dell’Olimpo continuando in animazione con la storia che avevano iniziato nel manga nel dicembre del 1985.

Tuttavia Kurumada ha disconosciuto il film, ritenendo che abbia tradito molte delle sue direttive, sebbene come vedremo alcune siano state effettivamente seguite. Il film ha bloccato il rilancio del franchising, provocando una frattura tra l’autore e la casa di produzione Toei, cosa che ha lasciato i fan senza il tanto desiderato “Zeus Chapter”.

 

NEXT DIMENSION: IL SEQUEL UFFICIALE

Nel 2006 Kurumada si accorda con la casa editrice Akita Shoten per produrre Saint Seiya: Next Dimension (spesso abbreviato ND), sequel ufficiale del manga originale prodotto anni prima dalla Shueisha.

Next Dimension non tratta però l’incontro tra i Cavalieri e il padre degli dei olimpici; infatti, utilizzando il sistema dei viaggi nel tempo, ND è un’opera che fa sia da sequel sia da prequel alla storia originale. La trama si apre ai giorni nostri, all’indomani della battaglia contro Hades. Anche qui, come in Le Porte del Paradiso, Seiya è su una sedia a rotelle, in stato vegetativo dopo essere stato colpito dalla spada di Hades. Per spezzare la maledizione che grava sul Cavaliere, Athena decide di tornare indietro nel tempo, all’epoca dell’ultima guerra sacra contro il dio degli inferi, allo scopo di distruggerne la spada e quindi guarire il nostro eroe.

Si reca sul monte Olimpo insieme a Shun di Andromeda, chiedendo al dio Chronos di poter viaggiare nel tempo. Questi glielo concede ma a causa di un accordo preso con la dea della caccia Artemide, fa regredire Athena allo stato di neonata.

Kurumada si occupa di testi e disegni, benchè contemporaneamente abbia dato il suo benestare alla produzione di Lost Canvas, scritto e disegnato da Shiori Teshirogi, prologo della sua storia con in incipit molto simile; ambientato 243 anni prima, vede come protagonista Tenma, un antenato di Seiya in tutto e per tutto identico a lui.

La storia di Kurumuda risulta però essere frettolosa nello sviluppo, spesso mal disegnata e soprattutto molto ripetitiva, in quanto i quattro protagonisti della serie, Ikki, Shun, Shiryu e Hyoga, tornati indietro nel tempo devono cimentarsi ancora una volta nella scalata delle 12 case, scontrandosi con i 12 Cavalieri d’Oro di questa epoca e con gli Spectre, cosa che gli abbiamo già visto fare.

Nonostante alcune aggiunte interessanti come Sukyo di Crateris, potentissimo ex cavaliere d’argento passato dalla parte di Hades, e del misterioso 13esimo Cavaliere d’Oro, Odysseus dell’Ofiuco, reincarnazione del semidio della medicina Asclepio, oltre alla conferma di Toma di Icaro, “angelo caduto” liberato per uccidere Seiya, e della dea Artemide, Next Dimension si rivela una storia come abbiamo detto ripetitiva e oltretutto pubblicata in modo irregolare in quasi vent’anni, dal 2006 al 2024.

Il finale di ND riprende quanto abbiamo visto nel film di Yamauchi, segno che almeno quello fosse nella volontà di Kurumada. Con la spada di Hades distrutta, Seiya finalmente si riprende e corre in direzione dell’Olimpo, dove Artemide sta per punire Athena e gli altri Cavalieri per aver compiuto un viaggio nel tempo che poteva mettere a rischio il creato. Durante la discussione arriva il dio Apollo, il più rigido tra gli dei degli Olimpo. Per volontà del dio del sole, Athena viene privata della sua divinità e a lei e ai suoi cavalieri viene cancellata la memoria.

Le ultime immagini vedono Saori camminare in quello che resta del tempio di Atene, ormai ridotto a poche rovine, incrociando Seiya davanti al testamento di Aiolos scritto sulla parete di quella che un tempo era la nona casa dello Zodiaco, ma i due non si riconoscono a si danno le spalle.

 

TENKAI HEN – IL NUOVO CAPITOLO

In molti si sono chiesti se il finale di Next Dimension fosse quello definitivo di Saint Seiya, ma poco tempo dopo la conclusione del manga, Kurumada ha pubblicato tre brevissimi capitoli chiamati Saint Seiya – Then ambientati pochi istanti dopo le ultime pagine di ND, che vede Saori portare dei fiori davanti al testamento di Aiolos e, seppur per pochi istanti, recuperare la memoria di quelli che furono i gloriosi cavalieri d’oro.

Nel maggio 2026 sulla rivista Weekly Shōnen Champion però è finalmente uscito Saint Seiya – Tenkai Hen, il sequel ufficiale della saga che riprende i personaggi proprio da dove li avevamo lasciato al termine di ND e di Then.

Questa saga, che tradotta in italiano significa letteralmente “saga del regno celeste” dà ai fan finalmente il tanto desiderato capitolo sugli dei dell’Olimpo, che come detto era stato concepito originariamente da Kurumada durante la stesura originale del manga ma che non aveva mai visto la pubblicazione.

Oggi, dopo un’attesa di 40 anni, finalmente i fan di Saint Seiya hanno la possibilità di vedere nuovi sviluppi sui loro beniamini.

La nuova saga verrà presentata in 6 capitoli pubblicati in altrettante settimane, per poi riprendere la produzione “con i ritmi” di Kurumanda (affermazione fatta in prima persona dall’autore).

La nuova storia inizia pochi istanti dopo il finale di ND. Un colpo di vento fa volare il cappello a Saori. Questo viene raccolto da Seiya, che lo consegna alla ragazza. Lei per un istante ricorda il nome del ragazzo, ma solo per un momento. Entrambi si dicono affetti da amnesia, e lo stesso vale per Shun, che vediamo passare di lì con il suo carretto di fiori. Il ragazzo vive facendo il fioraio, non ricorda il proprio passato ed è un semplice “conoscente” di Seiya.

Nel frattempo, nel purgatorio la dea malvagia Ker si risveglia e scopre la fine di Hades e la distruzione degli inferi per mano di Athena. Costei, veniamo a sapere, era dietro il tradimento di Saga (fu lei a risvegliare il maligno nell’anima del Cavaliere dei Gemelli) ed è nemica giurata della dea della saggezza. Per questo motivo, approfittando dell’amnesia di Saori, manda sulla terra Jean di Ortro, spectre ai suoi ordini, con un piccolo esercito di soldati, con l’intento di eliminarla prima che essa possa risvegliarsi.

Intanto scopriamo che Seiya vive con la sorella Seika in un villaggio ai piedi del Grande Tempio di Atene, e questa è la prima scena in 40 anni di pubblicazioni in cui fratello e sorella interagiscono insieme. Ricordiamo infatti che inizialmente Seiya aveva accettato di diventare un cavaliere per ritrovare la sorella maggiore scomparsa. Al contrario del fratello la ragazza pare ricordare perfettamente i suoi trascorsi come paladino di Athena e vorrebbe tanto che il fratello non recuperasse i ricordi né che riprendesse a combattere.

Il giorno dopo, mentre si reca al lavoro di operaio, Seiya rincontra Shun e insieme s’imbattono nuovamente nella signorina Saori, circondata dai soldati di Ker.

Seiya istintivamente li affronta e quasi inconsciamente risveglia il suo cosmo interiore, fonte dei propri poteri, riuscendo ad avere la meglio sugli avversari in pochi minuti. Quando scende in campo lo spectre Jean le cose vanno diversamente, in quanto stavolta è la stessa Saori a intervenire, risvegliando per un momento la propria divinità, riuscendo così ad evitare di far combattere il ragazzo per conto suo. La ragazza, in un momento di lucidità, invita Seiya a non risvegliare il proprio cosmo, altrimenti dovrà tornare a combattere, cosa che la dea non vuole più. Lei e lo Spectre poi spariscono misteriosamente.

Sull’Olimpo intanto Artemide, temendo che Atena possa risvegliarsi, chiede alla fedele Callisto (colei che ha liberato Toma in ND) di proteggerla, ma la donna, vedendo come la sua signora sia sempre in pena per la sorella minore, ordina a Lascoumone, una guerriera ai suoi ordini, di ucciderla all’insaputa di Artemide, ritenendo che l’esistenza di Atena porti solo sofferenza nella vita della dea della caccia.

Seiya torna a casa, evitando di riferire alla sorella quanto avvenuto (sebbene la ragazza intuisca che qualcosa le sia accaduto da una ferita che ha riportato alla gamba) mentre Shun incrocia la strada di Ikki, il suo fratello maggiore, ma anch’egli, inutile dirlo, soffre d’amnesia e non riconosce il fratello, fermandosi solamente per chiedergli dove avesse raccolto i fiori che vende.

Shun rivela che li raccoglie in un luogo chiamato “Eliseo” e che questi fiori non appassiscono per un anno. I due poi prendono strade differenti.

Saori, la cui amnesia va e viene, si risveglia nei campi elisi, dove incontra la dea malvagia Ker, che dopo aver ucciso Jean, rivela di essere la sorella minore di Hypnos e Thanatos, due dei al servizio di Hades eliminati da Seiya e gli altri cavalieri nella saga precedente. Ker sembra intenzionata a uccidere Saori, ma qualcuno interrompe il loro incontro.

Intanto, Shun torna a casa dell’anziano presso cui vive. Dalle parole di quest’uomo, scopriamo che i fiori che crescono nell’Eliseo hanno caratteristiche particolari in quanto possono essere usati per curare ferite e malattie. Tuttavia, sembra che solo Shun possa raccogliergli. L’anziano racconta di come originariamente, più di duecento anni prima, il giardino dell’Eliseo si trovava alla periferia di Firenze, ed era noto in quanto un giovane utilizzava i fiori per ricavarne i colori della propria tavolozza, ma un giorno scomparve all’improvviso e da allora i fiori iniziarono ad appassire e il giardino divenne un deserto.

 

Rimase un solo fiore che venne raccolto e portato dal vento fino all’attuale paese in Grecia, creando sul posto un nuovo Eliseo. Purtroppo, tutti coloro che coglievano i fiori da lì si ammalarono o morirono, il che ha fatto credere che il luogo fosse maledetto. Questo almeno fino alla comparsa di Shun, che come detto parrebbe essere l’unica persona in grado di raccogliere i fiori senza subire la maledizione. L’anziano insinua che forse Shun ha una missione da compiere, per cui questo il ragazzo decide di recarsi nell’Eliseo, ma una volta lì avverte la presenza di un cosmo divino.

Questo è un riferimento ai capitoli precedenti di Kurumanda; nella saga di Hades abbiamo letto di come il dio degli inferi scegliesse sempre un umano dal cuore pure in cui reincarnarsi, e ai giorni nostri scelse proprio Shun.

In Next Dimension invece fu scelto Alone, ossia quello studente di pittura che si recava all’Eliseo a cui faceva riferimento l’anziano nel suo racconto. Questo ci fa presumere che lo spirito di Hades potrebbe ancora essere rilevante, nel corso della storia.

Nel frattempo, nei veri Campi Elisi, vediamo apparire Lascoumoune con le sue guardie della Luna a interrompere l’aggressione di Saori da parte di Ker, lanciandosi in un attacco congiunto contro la dea maligna, ma vengono facilmente abbattute. Quando Ker cerca di uccidere Lascoumoune, però, interviene Saori che la ferma. In quel momento Ker avverte chiaramente il divino cosmo di Athena, in quanto la dea pare essersi finalmente risvegliata.

 

Il primo capitolo della Saga celeste s’interrompe qui e verrà ripreso in Giappone tra il dicembre 2026 e il gennaio 2027. Finalmente Kurumada ci rivela il fato dei Cavalieri dello Zodiaco dopo quanto accaduto nel 1990 e ci presenta i 12 dei dell’Olimpo. Un’attesa durata “solo” 40 anni…

 

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