Nel gennaio del 2026 è stato lanciato in Giappone, prodotto dalla Sunrise, il sequel della serie cult degli anni ’90 Samurai Troopers, da noi nota come I Cinque Samurai. È un anime nato sulla scia della ben più celebre Saint Seiya – i Cavalieri dello Zodiaco ma che comunque è stato in grado di ritagliarsi una fetta di affezionati fan presso il pubblico italiano. Con il nome di Yoroi Shinden Samurai Troopers il franchising è stato rilanciato senza però riprendere i cinque protagonisti originali, che abbiano analizzato in questo articolo dedicato a loro, ma una nuovissima squadra di samurai pronti a conquistare gli spettatori di nuova generazione. È una serie che rispetto a quella originale mostra una trama più ampia, di maggior respiro, un maggior numero di personaggi e una maggiore predisposizione alla violenza, ma anche un character design più infantile e un certo tipo umorismo che hanno un po’ diviso i fan. L’ANTEFATTO L’ambientazione è la Tokyo moderna, 35 anni dopo l’ultima battaglia degli originali Samurai Troopers contro l’imperatore del male Argo. Da allora, il partito giapponese noto come Sol Levante ha istituito l’agenzia governativa DST allo scopo di monitorare la situazione, sponsorizzando una nuova generazione di samurai, addestrati allo scopo di sostituire gli originali (non ci viene detto, almeno all’inizio dell’anime, che fino abbiano fatto). A dirigere la squadra troviamo Nasty (Ambra nel doppiaggio italiano del 1990), la donna che 35 anni prima aveva accompagnato i 5 protagonisti nella loro lotta contro il male. Fanno parte del suo staff Mirei, una giovane brillante assistente esperta in tecnologia, e Ryusei, un ragazzo di 18 anni che è l’addestratore dei Samurai Troopers. La DST ha infatti un vero e proprio centro di addestramento per scegliere la nuova generazione di eroi, selezionati tra migliaia di candidati, allo scopo di affidare loro le armature. Come si temeva, le forze del male si risvegliano e un’orda di demoni al servizio del nuovo imperatore Ramaga e dei suoi 10 “prodi” si scatena su Tokyo. Vengono dunque chiamati i nuovi Samurai Troopers, che però sembrano ancora piuttosto acerbi e impreparati, in particolare il samurai dell’acqua, il giovane Musashi Hojo. L’arrivo sul campo di battaglia di Ryusei, che combatte utilizzando l’armatura verde della luce, permette di respingere il primo attacco e di catturare uno dei demoni, che ha l’aspetto di un ragazzo di 14 anni. Gai, questo il suo nome, viene portato alla base DST dove viene studiato da Nasty. Nel frattempo facciamo una scoperta sconcertante: i nuovi Samurai Troopers non sono affatto degli eroi, ma solo dei ragazzi avidi e viziati a cui importa solo la popolarità e la fama, che si muovono tra le macerie compiendo saccheggi e atti di sciacallaggio, disposti addirittura a uccidere dei civili per eliminare eventuali testimoni, incluso il povero Musashi, l’unico alimentato da sinceri sentimenti d’altruismo. Ad intervenire è a sorpresa proprio Gai che, armato di katana, compie una strage di questi traditori, prima di venire fermato a Ryusei. L’obiettivo di Gai è quello di diventare un Samurai Troopers allo scopo di eliminare il proprio padre, ossia l’imperatore demoniaco Ramaga, perché costui intende impossessarsi del suo corpo. Gai diviene il prescelto per indossare l’armatura rossa del fuoco e a entrare in squadra, prendendo parte alla nuova formazione dopo l’eliminazione dei traditori. Vediamo insieme chi sono. I PROTAGONISTI GAI Gai è in realtà un demone che si è ribellato al padre, l’imperatore Ramaga. E’ un appassionato di J-Pop degli anni ’80, che canticchia mentre combatte. A modo suo è allo stesso tempo ingenuo e estraneo agli usi della nostra società, in quanto cresciuto in un contesto culturale differente. In battaglia è sanguinario e violento, tuttavia nel corso della serie svilupperà sentimenti empatici verso gli uomini, in particolare verso i suoi compagni d’arme. La sua armatura è quella rossa del fuoco, ruolo appartenuto in precedenza Ryo Sanada. MUSASHI HOJO Cresciuto in orfanotrofio, Musashi è un ragazzo di 14 anni, sensibile e gentile, con un animo generoso. E’ l’unico ad aver superato la selezione e aver preso parte alla squadra dei Samurai Troopers, pur mostrandosi impaurito e timoroso durante la sua prima battaglia. Al contrario dei suoi precedenti compagni, è genuinamente mosso dalla voglia di diventare un eroe per aiutare il prossimo. Da piccoli lui e suo fratello Yamato sono stati aiutati da un misterioso uomo mentre erano in fuga dall’orfanotrofio, e questo li ha spinti a cercare di diventare dei samurai. Musashi è appassionato di oroscopi e cartomanzia, che consulta ogni giorno. E’ il samurai dell’acqua, erede di Shin Mori (Simo nell’adattamento italiano del 1990) KAITO UESUGI Il membro più maturo e intelligente della squadra, Kaito all’inizio della storia è un civile, un ragazzo di 15 anni che viene sorpreso dall’attacco dei demoni. Sua nonna che lo ha amorevolmente cresciuto viene uccisa durante l’attacco dell’orda demoniaca. Deciso a vendicarla, si unirà ai Troopers, di cui capiamo che in precedenza non ha superato la prima selezione. Kaito è il più giudizioso e riflessivo tra i suoi compagni, ed è un acuto osservatore, qualità che lo rendono adatto per impugnare l’arco e indossare l’armatura del cielo come Touma Hshiba (Kimo nel doppiaggio originale) YAMATO HOJO Alto e muscoloso, Yamato è il fratello maggiore di Musashi… o così si ritiene, dato che i due si sono conosciuti il primo giorno in orfanotrofio. Yamato ha deciso di prendersene cura, e di dare al ragazzo il suo stesso cognome. Fuggirono insieme quando iniziarono a subire violenza dal gestore dell’istituto. Vennero aiutati da un misterioso viandante, la cui generosità lo ispirò per intraprendere la carriera di Samurai Troopers. Yamato è spinto da un sincero desiderio di difendere il prossimo, ma la sua eccessiva irruenza non gli ha fatto superare la prima selezione. L’arrivo dell’orda demoniaca lo spinge a ritentare e a superare le sue difficoltà. Forte e irruento è destinato a indossare l’armatura arancione della terra, essendo il corrispettivo del suo predecessore Shu (Shido in italiano) RYUSEI ODA 18 anni, è l’assistente di Nasty ed è come detto l’addestratore dei Troopers. Indossa l’armatura verde della luce utilizza la spada Zambato come un tempo Seiji Date (Sami in italiano). E’ un combattente esperto, tanto da riuscire a catturare Gai senza troppi sforzi. Ryusei è di tutt’altro livello rispetto ai suoi nuovi compagni, tuttavia mostra segni di una misteriosa malattia che non gli permette di essere un Samurai Trooper effettivo. SHION ISHIDA Shion è un prodigio della scienza che ha sviluppato un’armatura high-tech che gli permette di combattere i demoni. Agisce da solo, non ritenendosi un compagno dei Samurai. E’ l’arrivo in scena di questo personaggio che ci permette di scoprire più cose sui trascorsi dei samurai. Grazie a una serie di flashback scopriamo come Shion e Ryusei erano stati compagni di squadra di una seconda formazione di samurai, addestrati personalmente a Ryo Sanada (che scopriamo essere lo stesso uomo che ha aiutato Yamato e Musashi da bambini, ispirandoli a diventare eroi). Cinque anni prima dell’inizio della serie la barriera che divide il nostro mondo da quello demoniaco cede e i Cinque Samurai originali si recano direttamente sul suolo nemico… dove scompaiono. Sarà la squadra di seconda generazione, quella di cui fanno parte appunto anche Shion e Ryusei, a correre in loro soccorso. Non conosciamo i dettagli della battaglia ma sappiamo che i due sono gli unici sopravvissuti, e che Shion voleva restare sul campo per vendicare i compagni ma Ryusei ha preferito la ritirata, guadagnandosi il rancore del compagno. Quello che Shion non sa è che quel giorno Ryusei, facendogli scudo con il suo corpo, è stato infettato da un veleno demoniaco, che lo sta lentamente consumando. I NUOVI SAMURAI TROOPERS Le circostanze straordinarie fanno sì che questi insoliti personaggi diventino la nuova formazione di Samurai Troopers, che verranno addestrati da Ryusei attraverso una sofisticata realtà virtuale sviluppata da Mirei. Qui i ragazzi iniziano a legare tra loro e a imparare a usare i poteri, dopo aver superato le iniziali diffidenze e difficoltà. Ma durante una battaglia, in cui il team si unisce a Shion nel combattere i demoni, Ryusei ci rimette la vita, lasciando nel cuore dei Troopers un vuoto incolmabile, soprattutto in Gai, a cui stava insegnando i valori umani. Shion per onorarne la memoria ne prenderà il posto come senpai del gruppo indossandone l’armatura. Due grossi colpi di scena però sconvolgono le vite dei samurai (e sorprendono lo spettatore). Il primo e probabilmente il più grosso è che dietro l’elmo di Ramaga si cela il volto di Ryo Sanada. Il Samurai del fuoco, che come abbiamo visto che si era recato nel mondo dei demoni per combattere l’imperatore del male, è stato posseduto dal suo spirito, ma con il passare del tempo vede il suo fisico iniziare a mostrare segni di cedimento a causa dell’età. Per questo motivo Ramaga vuole sostituirlo con quello più giovane del figlio Gai. L’altro è la presenza di Jun Yamano (Danny nell’adattamento italiano), colui che da bambino ha accompagnato Nasty e i cinque samurai originali. Jun è l’unico a sapere dove trovare l’armatura bianca, la stessa che anni prima permise proprio a Ryo di sconfiggere il precedente imperatore del male Argo. Il problema è che oggi è divenuto un grasso hikikomori che non esce mai dalla sua camera. Ripresosi il ragazzo dice loro che per avere l’armatura occorre ottenere tre oggetti dal grande potere: la spada del conquistatore, ritrovata da Shion, la gemma del dominatore, in possesso di Nasty, e lo specchio dell’egemonia. Quest’ultimo manufatto si trova nello stesso istituto dove sono cresciuti Musashi e Yamato, e la straordinaria coincidenza pare insospettire i Troopers. Scopriamo infatti che lo specchio era nascosto dentro una cassaforte fin da allora, e che è stato proprio esso a rendere il loro tutore sempre più aggressivo e violento, tanto da spingere i ragazzi alla fuga. L’uomo, infatti, dapprima gentile e premuroso, si è progressivamente tramutato in un essere malvagio proprio perché spinto dall’influenza dell’oggetto. Dove aver sconfitto il demone di turno, oltre a recuperare lo specchio, i Samurai trovano un video in cui proprio il vecchio custode dell’istituto si rivolge a Musashi e Yamato in qualità di Samurai Troopers e non solo, è a conoscenza del fatto che i due si sono ricongiunti a Kaito e Shion, facendo intendere che quanto sta accadendo intorno a loro facesse parte di un programma già stabilito. Anche il samurai dell’elemento cielo e quello della luce erano originari di quell’orfanotrofio, adottati in tenera età da altre famiglie. Il mistero sulla loro origine dunque s’infittisce. Il direttore dell’orfanotrofio rivela di essere stato un monaco viandante, proprio come Kaosu (Ariel nel doppiaggio italiano originale) prima di lui e che ha passato il testimone proprio a Jun. Quest’ultimo scopriamo essere stato per anni legato a Fiamma Bianca, la tigre siberiana che accompagnava Ryo Sanada, e gli è stata vicino per tutta la vita come animale domestico, fino al giorno in cui un messaggio ricevuto dal mondo divino, con cui i monaci del suo ordine riescono ad entrare in contatto, lo hanno spinto isolarsi dal mondo in quanto avrebbe “maledetto” qualcuno che gli stava vicino e che avrebbe portato alla rovina tutti coloro a cui vuole bene. Ecco perché il ragazzo si è chiuso in sé stesso per anni, vendendo Fiamma Bianca ad uno zoo. Ma la tigre risulta essere un animale sacro in grado di “sbloccare” in qualche maniera il reale potere della spada del conquistatore, ecco perché i Troopers devono recuperarla, pur cadendo in un’imboscata dell’ennesimo demone agli ordini di Ramaga. Scopriamo inoltre che questi sta mandando i suoi “10 prodi” contro il figlio Gai in modo che, battaglia dopo battaglia, il suo corpo diventi sempre più forte per poterlo possedere definitivamente, non dando alcun valore alle vite dei suoi sottoposti. Inoltre dal mondo divino giungono alcune creature celesti che mettono alla prova i Samurai Troopers con saggi di valore e dando loro consigli, ma che sembrano essere una sorta di terzo fronte in questo scontro. IL VERO PIANO DELL’IMPERATORE DEL MALE Mirei nel frattempo fa una scoperta sconcertante, ossia che Nasty, tramite la gemma del dominatore, sembra essere in contatto con qualcuno. Costui è nientemeno che l’imperatore Ramaga, che dà ordini dalla donna da quando gli originali Cinque Samurai sono spariti. In cambio della liberazione dei suoi amici, la donna è stata costretta a obbedire al demone, lasciandosi condizionare sempre più dalla gemma. Oltre allo specchio anche gli altri tre oggetti magici recuperati dai Samurai Troppers sono in grado di corrompere le persone: così Nasty è stata posseduta dalla gemma, e scopriamo come anni prima anche Shion, durante la battaglia nel regno dei demoni, era stato corrotto dalla spada del conquistatore: fu lui, in uno stato di trance privo di coscienza, a uccidere i suoi tre compagni, prima che Ryuji invocasse la ritirata. La notizia ovviamente sconvolge il ragazzo che viene travolto dai sensi di colpa. Consci di queste informazioni, i Samurai prendono la decisione di non evocare l’armatura bianca, in quanto evidentemente parte dei piani di Ramaga, e di affrontare l’imperatore del male faccia a faccia. Nello scontro conseguente, Shion si ritrova contro i suoi ex compagni Shun (l’ex samurai del fuoco) Tadayoshi (samurai della terra) e Seiun (samurai dell’acqua) resi degli zombie manovrati dalle forze oscure. Sarà Gai a sconfiggerli, utilizzando proprio la spada del conquistatore, ma prima di venire posseduto dal suo potere oscuro, Shion riesce a riportarlo alla ragione, riscattando così una parte del suo passato. Ma proprio dopo aver vinto l’ennesima sfida, i Troppers si vedono costretti ad obbedire alla volontà di Ramaga, che li obbliga a varcare 5 porte e ad affrontare in uno scontro uno contro uno i rimanenti 5 prodi. I nostri eroi sono costretti a sottoporsi a questa prova in quanto Mirei è stata rapita ed è ostaggio di Ramaga. Superata la prova, i nostri si vedono poi costretti ad affrontare un enorme mostro aracnoide… che con orrore scoprono essere proprio la loro amica, tramutata dall’imperatore del male in una creatura demoniaca. Per sconfiggerla i nostri riescono a risvegliare i loro poteri mistici e a evocare la famigerata armatura bianca dell’imperatore, che riveste Gai come un tempo faceva con Ryo. Grazie a essa il ragazzo riesce seppur a malincuore ad eliminare il mostro, liberando Mirei dalla sua condizione e donandole una morte serena. A questo punto i nostri protagonisti sono finalmente al cospetto di Ramaga, con l’intento di eliminarlo, ma questi si rivela troppo potente anche per le forze unite dei 5 samurai. Con orrore questi rivela loro che il suo predecessore, l’imperatore Argo, prima di perire 35 anni prima ha cosparso nell’area di Tokyo la sua indole malvagia, che è stata assorbita per anni dagli abitanti della capitale. Tramite un insolito rituale – in cui i 5 dei 10 prodi rimasti suonano come in una band – questa aura malvagia si risveglia trasformando le persone in demoni ambulanti, cosa che suscita profondo rancore nei nostri eroi. Per combattere Ramaga occorre nuovamente richiamare l’armatura bianca dell’imperatore, scomparsa dopo la morte di Mirei, cosa che pare essere il desiderio dell’Imperatore del male. Lo scopo finale di questi infatti è vedere Gai con indosso l’armatura risvegliare tutto il suo potere, per poi impadronirsi del suo corpo, cosa che pianifica da anni, cosa che a suo dire lo renderebbe invincibile… ma proprio quando sta per procedere, a sorpresa, l’anima di Ryo Sanada si risveglia, impedendogli la possessione. Sarà dunque Gai, usando la spada del conquistatore, a liberare dopo anni Ryo dallo spirito di Ramaga, che abbandona il corpo dell’originale samurai trooper per impadronirsi dell’armatura bianca dell’imperatore. Questa è composta dalle 5 armature dei Samurai riunite, dunque i nostri protagonisti non possono disporre della propria durante lo scontro finale. Fortunatamente sarà Ryo a vestire la propria armatura del fuoco, tornando a combattere dopo anni, affrontando a viso aperto Ramaga (e dando ai fan della prima una scena ricca di pathos e nostalgia). Lo scontro pare essere in favore dell’imperatore del male che, impadronitosi del corpo di Saizo, uno dei suoi prodi, e indossando la potente armatura bianca, sembra essere in vantaggio sul samurai del fuoco, ma le sorprese non sono finite. Utilizzando lo specchio dell’egemonia, Jun riesce a scoprire dove gli originali Samurai sono stati rinchiusi, e manda Fiamma Bianca a liberarli. I quattro eroi, finalmente liberi dopo anni, arrivano sul luogo dello scontro, giusto in tempo per donare a Ryo le proprie armature e permettergli di evocare anche a lui la propria armatura bianca. In uno scontro epico ad armi pari Ryo riesce ad avere la meglio e a sconfiggere Ramaga in un primo momento. La gioia dura poco in quanto l’imperatore del male richiama a sé l’aura di malignità che aveva sparso su Tokyo, ripristinando l’armatura un tempo appartenuta ad Argo e tornando ad avere una forma fisica. Questa volta saranno i nuovi Samurai Troopers ad affrontarlo, dato che gli originali non sono in grado di combattere. Con il sostengo del misterioso mondo celeste, i cinque ragazzi evocano ancora una volta l’armatura bianca dando a Gai la possibilità di battersi con il padre … ma questi riesce ad impossessarsi finalmente del suo corpo, cosa che era il suo obiettivo principale. Ma Gai a sorpresa riesce a imporre la propria volontà su quella del padre, mantenendo il controllo del proprio corpo e permettendo a Kaito, utilizzando la spada del conquistatore, di colpirlo uccidendo così anche Ramaga. Gai si sacrifica per salvare il mondo dall’imperatore del male: mentre precipita dal palazzo sospeso di questi, la dea Sagume dal mondo celeste trasposta il suo corpo dentro un vulcano da cui Gai riemerge come una statua di lava che emette una luce magica in grado di guarire tutti gli abitanti di Tokyo corrotti in precedenza dall’aura di malignità. Gai così apparentemente muore, lasciando ai suoi amici il ricordo di un vero eroe. Ma dal mondo celeste vediamo come un uomo identico al defunto Ryusei aprire gli occhi facendo intendere di avere ambizioni di conquista sulla Terra… CONCLUSIONI Complessivamente Yoroi Shinden Samurai Troopers è riuscito nell’impresa di riaccendere la passione per questo franchising vecchio di 35 anni. Ogni episodio semina degli interrogativi che spingono lo spettatore a volerne sapere di più e aspettare quello successivo, legandosi abbastanza bene con il passato pur adattandosi al nuovo millennio, creando dei nuovi personaggi che sono riusciti a conquistarsi il loro pubblico, cosa che non era scontata. Gai, Kaito, Musashi, Yamato e Shion risultano ben caratterizzati nelle loro personalità, nonostante un design che in un primo momento aveva fatto storcere il naso ai più. I momenti comici, con i volti che assumono sembianze super deformed, del tutto assente nella serie originale, è stata un’introduzione non troppo gradita, sebbene moderata, al punto da non rovinare la narrazione. Volendo fare una critica a questo sequel è per la durata dei duelli: in una serie che trae origine da un battle shonen, ossia quel sottogenere che incentrata su combattimenti spettacolari e power up qui l’aspetto della lotta è un po’ tirato via, poco approfondito e molto frettoloso. La crescita marziale dei nostri eroi risulta quasi assente, al contrario della serie del 1990 in cui era centrale. Anche i villain sono piuttosto piatti: i 10 prodi che obbediscono a Ramaga sono poco approfonditi, sia nella personalità che nelle tecniche di combattimento, contrariamente a quanto accadeva a Krana, Kratos, Rasta, Demon e Lady Kayura. Yoroi Shinden Samurai Troopers ci ha mostrato due nuove generazioni di Samurai, non spiegando da dove essi traggano le armature, perché ne esistono almeno tre versioni (le 5 originali, quelle della seconda squadra di Ryuji e Shion e quelle di Gai e degli altri protagonisti) e quale siano le origini dei loro poteri. La cosa è un po’ in contraddizione con la premessa della serie originale, che vedeva le armature come uniche e derivate dall’armatura originale di Argo, scomposta in 9 parti da Ariel 1000 anni fa. La serie inoltre introduce il mondo divino ma non lo approfondisce, e anzi fa sorgere numerose domande al riguardo. Complessivamente il nostro personale giudizio è positivo, la serie riesce nel suo intento di “operazione nostalgia” e ha la giusta dose di fanservice, ma allo stesso tempo ne amplia e arricchisce l’universo narrativo, benchè risulta a volte essere troppo frettolosa, mettendo molta carne sul fuoco ma molte situazioni vengono risolte troppo velocemente o sviluppate malamente. Yoroi Shinden Samurai Troopers tornerà con una nuova stagione a luglio 2026 con altri 12 episodi, in cui è stata confermata la presenza anche dei 5 Samurai originali e che risponderà a molte delle domande lasciate in sospeso. Navigazione articoli LE ATTRICI DI “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” I REGISTI CHE LA NOUVELLE VAGUE NON AMAVA