Le riviste pulp erano pubblicazioni economiche di fiction, stampate su carta di bassa qualità ricavata dalla pasta di legno (“wood-pulp”) non raffinata. Questa carta era ruvida, spessa, non rifilata sui bordi, tendeva a ingiallire e a sgretolarsi nel tempo, ma permetteva agli editori di produrre riviste a un costo molto basso e di venderle a un prezzo accessibile a un vasto pubblico.  

Le pulp riuscirono a far sognare milioni di lettori fornendo una potente forma di evasione dalla realtà. Le storie che vi apparivano erano piene di eroi invincibili, detective coraggiosi, cowboy solitari e avventurieri in terre esotiche. Questi personaggi permettevano ai lettori di identificarsi con figure capaci di superare qualsiasi avversità, cosa che spesso contrastava con la sensazione di impotenza che molti provavano nella vita reale.

I generi spaziavano dalla fantascienza all’horror, dal giallo al soprannaturale, offrendo ai lettori la possibilità di viaggiare su altri pianeti, esplorare civiltà perdute o combattere mostri. Con un prezzo di copertina irrisorio queste riviste rendevano il “sogno” e l’avventura accessibili a tutti, inclusi i ceti più poveri che non potevano permettersi forme di intrattenimento più costose come il cinema o i libri rilegati.

Gli scrittori delle pulp furono centinaia, accomunati dalla capacità di sfornare storie dal ritmo incalzante, piene di azione, mistero o romanticismo, in tempi rapidissimi e spesso per un compenso conteggiato a parola decisamente basso, ma guadagnavano, a volte bene, sulla quantità. Molti nomi che oggi consideriamo maestri della letteratura, del giallo o della fantascienza hanno iniziato la loro carriera sulle pulp.
Vediamo i principali.

 

Edgar Rice Bourroughs

Prima di diventare un romanziere di fama mondiale, Burroughs aveva provato diverse carriere senza successo. Non aveva mai scritto narrativa prima del 1912, quando il suo romanzo fantascientifico “Sotto le lune di Marte”, con protagonista John Carter, fu serializzato sulla rivista pulp The All-Story. Pochi mesi dopo il suo secondo romanzo “Tarzan of the Apes” fu pubblicato per la prima volta come storia completa nel numero di ottobre 1912 della stessa rivista.

 

Erle Stanley Gardner

Creatore in seguito dell’avvocato più famoso del mondo, Perry Mason, e avvocato egli stesso, Erle Stanley Gardner per una decina d’anni affiancò la professione di legale a quella di scrittore. Il primo racconto da lui pubblicato si intitolava “The Police in the House“. Apparve sul numero di giugno 1921 della pulp Breezy Stories. Quello più significativo è “Honest Money”, che apparve su Black Mask del novembre 1932 e vede come protagonista Ken Corning, un avvocato-investigatore che fungeva da prototipo diretto per il futuro personaggio di Perry Mason.

 

Howard Lovecraft

Il celebre racconto di Howard Phillips Lovecraft “The Call of Cthulhu” fu pubblicato per la prima volta nel numero di febbraio 1928 dalla pulp Weird Tales. Fu accolto in modo controverso dai lettori, molti rimasero affascinati, ma altri si lamentarono che la storia fosse “noiosa”, “troppo descrittiva” e “priva di una vera trama”. Oggi questa storia è considerata fondamentale per la nascita del “Ciclo di Cthulhu” e per aver introdotto gran parte della mitologia lovecraftiana che influenza ancora oggi il genere horror.

 

Dashiell Hammett

Il romanzo “Il falcone maltese” fu pubblicato originariamente a puntate sulla rivista pulp Black Mask. La pubblicazione avvenne in cinque puntate, dal settembre 1929 al gennaio 1930. Hammett, grazie alla sua esperienza come ex investigatore della Pinkerton, infuse nella storia un realismo e una “grinta” che mancavano alla detective fiction più tradizionale. Il romanzo è considerato il primo capolavoro del genere hard boiled, definendo archetipi come la femme fatale e il detective disincantato.

 

Robert E. Howard

Su Weird Tales (numero di dicembre 1932) apparve anche la prima storia con protagonista Conan il barbaro, intitolata “The Phoenix on the Sword” (La fenice sulla spada).
Si racconta che l’ispirazione iniziale venne a Howard mentre viaggiava nel Texas occidentale. La leggenda narra che stesse camminando per le strade di una cittadina e improvvisamente l’immagine di Conan, il barbaro cimmero, muscoloso, dagli occhi scuri e dal temperamento selvaggio gli si materializzò nella mente in modo quasi violento.

 

Raymond Chandler

Chandler si dedicò alla scrittura di detective fiction dopo aver perso il lavoro durante la Grande depressione del 1929. Prima di pubblicare il suo primo romanzo, “Il grande sonno”, nel 1939, affinò la sua scrittura pubblicando racconti su riviste come Black Mask e Dime Detective Magazine. Il suo primo racconto pubblicato è “Blackmailers Don’t Shoot” (I ricattatori non sparano), e uscì nel numero di dicembre 1933.

 

Robert Bloch

Il primo racconto pubblicato professionalmente da Robert Bloch, il celebre autore del best-seller “Psycho”, all’età di 17 anni, fu “The Feast in the Abbey” (Il festino nell’abbazia). Apparve nel numero di gennaio 1935 della pulp Weird Tales. Bloch, che era un avido lettore e ammiratore di H.P. Lovecraft, intrattenne con lui una fitta corrispondenza epistolare; fu proprio Lovecraft a incoraggiarlo a inviare i suoi racconti a Weird Tales. Va notato che, precedentemente, Bloch aveva pubblicato un racconto intitolato “The Thing” (La cosa) nella rivista della sua scuola superiore nell’aprile 1932, quando aveva solo 14 anni.

 

Cornell Woolrich

Il primo racconto pubblicato professionalmente da Cornell Woolrich fu “The Corpse and the Kid” (Il cadavere e il ragazzino), uscito nel numero del 14 marzo 1936 della rivista pulp Detective Fiction Weekly. Questo segnò il suo ingresso nel mondo della narrativa di genere “noir” e mystery, dopo una fase iniziale in cui aveva scritto romanzi e racconti in uno stile più vicino a quello della “Jazz Age” di F. Scott Fitzgerald. Fu sulle pagine di pulp come Detective Fiction Weekly e Black Mask che Woolrich affinò il suo stile caratterizzato da atmosfere opprimenti e suspense implacabile.

 

Isaac Asimov

Il primo racconto pubblicato di Isaac Asimov, intitolato “Naufragio al largo di Vesta” (Marooned Off Vesta), apparve per la prima volta nel numero di marzo 1939 della rivista pulp Amazing Stories. Asimov lo aveva presentato al direttore della rivista, Raymond A. Palmer, che lo accettò e lo pubblicò l’anno seguente, quando Asimov aveva solo 19 anni.
Fu l’inizio di una fortunata carriera caratterizzata da una dedizione quasi monastica al lavoro. Scriveva sette giorni su sette, iniziando al mattina presto e finendo a tarda notte, facendo solo brevi pause per i pasti.

 

Robert Heinlein

Il primo racconto pubblicato professionalmente da Robert Heinlein, ideatore della fantascienza “sociologica”, è intitolato “Life-Line” (La linea della vita). Fu pubblicato nel numero di agosto 1939 della pulp Astounding Science Fiction. Questo racconto, che trattava di una macchina in grado di predire la data esatta della morte di una persona, faceva parte del ciclo narrativo che l’editore John W. Campbell Jr. avrebbe poi chiamato “Storia futura” (Future History).

 

Ray Bradbury

Gran parte del materiale che sarebbe poi confluito nelle sue raccolte più famose, come “Cronache marziane” (1950) fu pubblicato su riviste pulp, dove Bradbury scriveva all’inizio della sua carriera, prima di diventare un autore acclamato a livello letterario. Il suo primo racconto venduto a una rivista professionale fu “The Lake“, pubblicato nel maggio del 1942 sulla rivista Weird Tales. Con il tempo, Bradbury riuscì a passare alle riviste “slick” (patinate, di maggiore prestigio e con compensi più alti) come The New Yorker, Harper’s e Esquire.

 

Arthur Clarke

Molto tempo prima che la collaborazione con il regista Stanley Kubrick per il film 2001: A Space Odyssey lo portasse alla ribalta internazionale, Clarke aveva pubblicato per anni sulle riviste pulp. Il primo racconto professionale di Arthur C. Clarke, intitolato “Rescue Party“, fu pubblicato nel numero di maggio 1946 della rivista di fantascienza Astounding Science Fiction. Su 10 Story Fantasy nella primavera del 1951 apparve invece il suo racconto “Sentinel from Eternity”, che in seguito divenne la base per 2001: Odissea nello spazio.

 

Philip Dick

nella rivista If nel numero di dicembre 1958 appare il suo racconto Null‑O, che esplora l’idea di esseri umani senza empatia, un concetto che anticipa quello di androidi “senza cuore” che lo renderà famoso anni dopo. Nel 1968 scriverà infatti il romanzo “Do Androids Dream of Electric Sheep?”, Che ha come protagonista un “cacciatore di taglie” (bounty hunter) incaricato di “ritirare” androidi ribelli. La storia ispirerà il film Blade Runner nel 1982.


Frank Herbert

Anche se diventerà famoso per un romanzo, Dune, di oltre 400 pagine, la carriera di scrittore di Herbert iniziò con brevi racconti pubblicati sulle pulp. Il primo racconto professionale pubblicato da Frank Herbert, intitolato “Looking for Something?” (Cerchi qualcosa?), apparso nel numero di aprile 1952 della rivista Startling Stories, aveva 24 pagine. Il suo racconto successivo è Operation Syndrome, pubblicato su Astounding Science Fiction nel giugno 1954.

 

Robert Silverberg

Il primo racconto pubblicato professionalmente da Robert Silverberg fu “Gorgon Planet” (Il pianeta della Gorgone) apparso su Nebula Science Fiction nel febbraio 1954. Uno dei racconti più significativi legati all’epoca è però: The Man Who Never Forgot. Pubblicato nel febbraio 1958 sulla rivista The Magazine of Fantasy & Science Fiction. Il tema della “memoria perfetta” esplorato nel racconto anticipa motivi che l’autore svilupperà in opere successive, più mature.
Ma ormai le riviste di fantascienza sono diventate eleganti e costose, non più miserabili pulp…

 

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