La chiesa anglicana, che ha come capi nominali i sovrani di Inghilterra, e come direttore religioso l’arcivescovo di Canterbury, conobbe una notevole espansione nell’Ottocento, dovuta alla politica di accaparramento di colonie da parte della Gran Bretagna.
Nei maggiori e più ricchi suoi possedimenti: Canada, India, Australia, Nuova Zelanda, vennero stabiliti dei vescovati, e da questi fu incoraggiata l’attività missionaria nelle zone di pertinenza.

Nell’oceano Pacifico ad Auckland, capoluogo della Nuova Zelanda, fu fondato un vescovato anglicano nel 1841 affidato a George Augustus Selwyn (1809-1878), che lo tenne fino al 1868, quando, richiamato in Inghilterra, fu nominato vescovo di Lichfield.
L’università di Cambridge intitolerà a lui uno dei suoi colleges.

Selwyn aveva imparato la lingua degli indigeni Maori e sapeva predicare nel loro idioma.
La diocesi di Auckland comprendeva altri arcipelaghi dell’Oceania: Nuova Caledonia, isole Salomone e Nuove Ebridi. Fu in queste terre che Selwyn diresse l’attività dei missionari.
Il migliore di questi fu John Patterson (1827-1871), che nel 1855 arrivò in Nuova Zelanda e si mise alacremente all’opera. Imparò 23 lingue indigene e percorse i mari del Sud sulla sua nave, il Southern Cross, predicando e organizzando chiese e missioni in molte isole. Nel 1861 Selwyn, come metropolita della Nuova Zelanda, nominò Patterson vescovo suo sottoposto delle isole Salomone.
In quest’epoca e ambito si inserisce la storia di Anne March (1841-1914).

Figlia di un pastore anglicano, Anne segue le orme paterne diventando missionaria. Raggiunge la Nuova Zelanda nel 1866, dopo aver fatto tappa in India e in Australia. Preziosa collaboratrice di Patterson, viene da lui istruita nella predicazione in terre politeiste e anche ostili.

Nel 1870, in un viaggio di trasferimento su un piccolo veliero, Anne incappa in un uragano che la fa naufragare a Mono, un’isola minore delle Salomone. Raccolta dalla popolazione locale, malgrado abbia perso i libri sacri riesce a farsi ascoltare dagli abitanti, potendo parlare la loro lingua, e a convincere i capi della bontà del cristianesimo.

Gli indigeni non hanno mai visto una donna bianca, bionda e con gli occhi azzurri, per essi è più che umana: viene rispettata e ascoltata come un oracolo o una nuova dea. Inoltre nella Melanesia vige il matriarcato nelle famiglie, e le donne sono pari agli uomini, potendo partecipare alle cerimonie tribali, alle feste e danze rituali.

Dopo sei mesi la March verrà recuperata dalla nave di Patterson, d’ora in avanti resterà nella meno rischiosa Auckland, ma la sua vicenda viene conosciuta in Europa, e le resterà la fama di intrepida ed avventurosa testimone della fede.
Nel 1873 il pittore francese Jules Garnier (1847-1889) dipingerà con molta fantasia il momento del suo obbligato sbarco, anche se non fa il suo nome. Questo però sarà oggetto di un successivo articolo a commento del quadro.

La March si sposerà con un ufficiale della marina militare, avrà tre figli e per il resto della sua vita si occuperà di opere di carità in Nuova Zelanda in favore dei nativi Maori.

Se dalle imprese eroiche vogliamo passare a quelle erotiche, dal 1914 al 1918 avvennero le ricerche dell’etnologo antropologo polacco-americano Bronislaw Malinowsky (1884-1942) compiute nelle isole Trobriand, un luogo poco distante da Mono.

 

1914-18, l’antropologo Bronislaw Malinowsky (Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images)

 

Lo scienziato polacco constatò che il contatto con i missionari bianchi aveva introdotto novità nel comportamento sessuale degli indigeni. Le popolazioni delle isole dell’Oceania non usavano avere rapporti con la donna di sotto e l’uomo di sopra. Lo impararono dai missionari, e ancor oggi la posizione è detta missionaria. Ai religiosi protestanti è permesso il sesso e il matrimonio.

Ritornando ai missionari più morigerati, Patterson terminerà nel 1871 il suo avventuroso apostolato. Sbarcato nell’atollo di Nukapu verrà scambiato per un pirata schiavista ed ucciso dagli abitanti insieme a due altri missionari. La chiesa anglicana lo ha canonizzato come martire, e la sua ricorrenza è il 20 settembre.

Un martire cattolico nella stessa regione è l’italiano Giovanni Mazzucconi di Lecco (1826-1855), uno dei primi missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere, ucciso sul mare dell’isola di Woodlark. È beato dal 1984, la sua ricorrenza è il 10 settembre.

 

Su questa cartina della Ballata del mare salato di Hugo Pratt sono stati aggiunti in rosso i luoghi di Anne, dei missionari e dell’antropologo

 

Singolarmente, la Ballata del Mare Salato, prima avventura del personaggio Corto Maltese di Hugo Pratt, si svolge nelle stesse acque e inizia con un triplo naufragio: quello dei ragazzi Pandora e Cain ritrovati da Rasputin svenuti in una piccola barca, quello di Corto Maltese legato ad una zattera, e lo stesso protagonista su un catamarano verrà travolto dallo tsunami.

Corto Maltese alle prese con lo tsunami

Si salverà a nuoto con i due ragazzi, più il maori Tarao e il figiano Cranio, ma dovranno fuggire dalla prigionia dei cannibali Semik. Pratt li sente simili a lui, infatti li fa parlare in vernacolo veneziano.

Secondo Hugo Pratt i cannibali Semik parlano il dialetto veneto

 

 

 

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