L’emigrazione non è più quella di un tempo. Un ultimo abbraccio, un ultimo sguardo, una stretta di cuore e si partiva. Forse neanche la nostalgia è quella di una volta. I ragazzi, almeno loro, non emigrano più. Non piangono più. Il fazzoletto bianco alla stazione o sulla banchina del porto è troppo imbarazzante. Oggi si direbbe cringe. Viaggiano. Vanno a Parigi, a Londra, a Barcellona, a Berlino. Qualcuno tenta New York. Quando tornano progettano il loro futuro, e cioè il prossimo viaggio. Quale ragione avrebbero per piangere? Con i voli low cost in un attimo sono a casa. L’aereo è il peggior nemico della distanza. La fa a pezzi. La distrugge. E poi c’è Whatsapp. Con Whatsapp la famiglia è presto riunita. E come se questo non bastasse, all’estero – che poi quale estero è, visto che siamo in Europa? – c’è la Barilla, e dove c’è Barilla c’è casa. E io che mi sono rovinato la gioventù a sentirmi un estraneo. Avevamo alla finestra le trecce d’aglio, preparavamo i pomodori secchi, si cucinavano i malloreddus. Era lì la nostra identità: Italiani, sardi. E quando c’era la partita tutti davanti alla TV (ancora in bianco e nero) a tifare l’Italia. Alla radio il nostro cuore da tricolore diventava rossoblù. Riva, Riva, Riva, Reteeee! Una scorpacciata di R. Fieri di essere italiani e sardi. L’emigrazione non è più quella di un tempo. Forse ha solo cambiato nome. Sotto sotto un po’ di amaro ti lascia. Specialmente se vai via perché a casa tua non trovi lavoro. E quando sei lì, a Parigi, a Londra, a Barcellona, a Berlino, qualcosa ti dice che, sì, insomma, l’Europa non è esattamente casa tua. E forse sogni di tornare. Anch’io, come i nostri giovani, ho viaggiato. Ho visitato le capitali, Londra, Parigi… Lungo la Senna come nelle cartoline, i famosi bouquinistes. Dei libri per tutti i gusti e in tutte le lingue. Chissà, forse anche i libri viaggiano. Quelli più recenti sicuramente. Quelli più vecchiotti emigrano. Poi lo vidi. Era Mal di Pietre di Milena Agus. La versione francese. Oltre che emigrare si era dovuta imparare la lingua. Che ci fai qui, lontano da casa? Pensai. Non mi rispose. “Trois euros”, mi disse il bouquiniste. “Domani ti porto a casa!”, dissi. Navigazione articoli Quando rivolgersi a una società di consulenza finanziaria LE CACCHE DEI CANI SONO UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA