(Ecco un altro esperimento con l’intelligenza artificiale…). Una pubblicità Marvel del febbraio 1981 annunciava la futura gestione del Doctor Strange da parte dello sceneggiatore Roger Stern e del disegnatore Frank Miller. All’inizio del 1981 la Marvel diffuse un house ad (inserto promozionale) sui propri fumetti preannunciando “le nuove avventure dello Stregone Supremo… come misticamente evocato da Roger Stern e Frank Miller”. In pratica, Stern, già autore di Doctor Strange dal 1980, avrebbe continuato a scrivere la serie, mentre la parte grafica sarebbe passata a Frank Miller, astro nascente Marvel dell’epoca già noto per il suo epocale lavoro su Devil. Secondo gli annunci, il nuovo team creativo avrebbe debuttato con Doctor Strange (Vol. 2) n. 48 nel 1981, subito dopo la conclusione del ciclo precedente firmato da Chris Claremont e Gene Colan. PERCHÉ MILLER ABBANDONÒ IL PROGETTO La collaborazione Stern/Miller su Dr. Strange non si concretizzò mai. Il cambio della guardia venne annullato prima che uscisse un solo albo completo firmato da entrambi. Roger Stern in seguito spiegò il motivo: “Frank Miller dovette rinunciare temporaneamente a disegnare Doctor Strange a causa di conflitti di agenda”, essendo stato coinvolto in un altro progetto (un possibile fumetto di James Bond) e già impegnato a rispettare le scadenze di Devil. Si pensava inizialmente a una sua pausa breve, ma nel frattempo Jim Shooter trovò un sostituto in Marshall Rogers, che illustrò sei ottimi numeri della serie al fianco di Stern. Quando quel ciclo si concluse, Miller era ormai totalmente assorbito dal doppio ruolo di autore completo su Devil (oltre a lavorare al graphic novel Ronin), e di fatto non tornò più sul progetto. Lo stesso Stern archiviò ironicamente la vicenda dicendo che avrebbe riposto il Dr. Strange “nel faldone delle Cose che avrebbero potuto essere”. TRACCE NELLA MEMORIA Sebbene Stern e Miller non abbiano mai realizzato insieme un albo di Doctor Strange, esistono alcune testimonianze tangibili di quel progetto abortito. La più immediata è l’unica opera effettivamente pubblicata di Frank Miller sul personaggio in quel periodo, ossia la copertina di Doctor Strange Vol. 2 n. 46 (aprile 1981). Quell’albo, uscito poco prima dell’annuncio, presenta un’illustrazione di copertina firmata da Miller (con chine di Tom Palmer) che raffigura lo Stregone Supremo e Clea alle prese con un’inquietante figura mistica. All’interno però non c’è un solo disegno di Miller (i disegnatori sono Michael Golden e Kerry Gammill). Di fatto la copertina rimase l’unico contributo diretto di Miller alla gestione Stern, una curiosità storica che segnala il “cambio di rotta” mancato. Diverse fonti ufficiali hanno in seguito documentato e commentato questa mancata collaborazione. La vicenda è ricordata anche nei materiali editoriali: il volume Marvel Masterworks: Doctor Strange Vol. 9 (Marvel Comics, 2019) include tra le appendici la riproduzione dell’inserto pubblicitario del 1981 disegnato da Miller, accompagnata da note sul “team creativo che non fu”. In quella sede si rivelano dettagli interessanti. Miller aveva persino preparato un design preliminare per un nuovo cattivo, Ikonn, Signore delle Illusioni, destinato a comparire in Doctor Strange n. 47, bozzetto anche esso ristampato nel volume. Nel 2019, per il quattrocentesimo numero “legacy” di Doctor Strange, la Marvel ha recuperato l’artwork inedito di Miller del 1981 e lo ha pubblicato come copertina variant (denominata “Hidden Gem”) per Doctor Strange Vol. 5 n. 10. In quella variant cover rimasterizzata e colorata per l’occasione, campeggia l’illustrazione promozionale disegnata da Frank Miller, a suggello di quella collaborazione mai realizzata. IMMAGINANDO IL DOCTOR STRANGE DI STERN E MILLER Nel 1981 Stern stava rilanciando Doctor Strange con storie più intime e mistiche, mentre Miller stava trasformando Devil con un tratto cupo e sofferto, quasi noir. Se la loro collaborazione si fosse concretizzata, è plausibile immaginare alcune caratteristiche. Miller aveva già sviluppato un uso audace dei contrasti di bianco e nero, come aveva già utilizzato composizioni inusuali e prospettive vertiginose. Gli incantesimi di Strange avrebbero potuto essere rappresentati come vortici di neri intensi e bianchi abbaglianti, con linee di energia che si propagavano da una vignetta all’altra. Le scene ambientate nel Greenwich Village o a Hell’s Kitchen avrebbero assunto un tono urbano e opprimente, facendo da interessante contrappunto alle esplosioni psichedeliche delle dimensioni mistiche. Miller era già profondamente visionario sulle tavole di Devil, i mondi incantati del Dr. Strange lo avrebbero senz’altro stimolato a esserlo ancora di più. Stern amava esplorare i temi della responsabilità e dell’umanità degli eroi. È plausibile che avrebbe costruito un arco narrativo intorno al conflitto tra la dedizione di Stephen Strange al suo ruolo di stregone e la tentazione di tornare a una vita “normale”. Per esempio, il demone Ikonn, Signore delle Illusioni, che Miller aveva accennato in bozzetti preparatori, avrebbe potuto diventare l’antagonista principale di una saga: il nuovo Dormammu. Ci si poteva aspettare un lungo confronto tra i due sulla falsariga dei capolavori di Ditko del 1965. Ikonn avrebbe potuto essere un nemico dai poteri di gran lunga superiori a quelli di Strange, essere dotato del potere di distorcere la realtà e far rivivere a Strange gli errori del suo passato. La lotta contro Ikonn avrebbe fornito a Stern l’occasione di approfondire il tema dell’identità che Miller avrebbe potuto sviluppare in sequenze oniriche e disturbanti che poco avrebbero avuto da invidiare a quelle di Ditko. Dato l’impegno di Miller con Devil, non è difficile immaginare un incontro tra Strange e Matt Murdock. Come sarebbe poi avvenuto su Doctor Strange vol. 3 n. 3 (1988). In questa storia, Devil e Doctor Strange collaborano per affrontare una minaccia soprannaturale. Devil viene coinvolto quando la minaccia mistica inizia ad avere effetti nel suo territorio urbano. Una storia simile avrebbe permesso a Miller di coniugare i mondi dei due supereroi e a Stern di esplorare le differenze tra la giustizia terrena e quella ultraterrena. Allo stesso modo, Stern nelle sue interviste racconta sempre di un altro progetto in coppia con Miller che avrebbe dovuto riguardare Nick Fury. Anche lo S.H.I.E.L.D. E avrebbe potuto entrare nella trama di un’ipotetica avventura del Dr. Strange, come poi avvenne in Nick Fury vs. S.H.I.E.L.D. (1988-1989), dove Strange fa un’apparizione significativa. Naturalmente questa ricostruzione è solo un esercizio creativo: la collaborazione annunciata nel 1981 non si concretizzò mai e nessuna trama o sceneggiatura fu resa pubblica. Tuttavia, combinando lo stile narrativo di Roger Stern con la potenza visiva di Frank Miller, si può intuire che il loro Doctor Strange avrebbe offerto un connubio di introspezione mistica e modernismo grafico che avrebbe portato il Signore delle arti mistiche su direzioni insolite e, probabilmente, memorabili. Fonti: Roger Stern (intervista in Marvel 1980s blog); Marvel Masterworks: Doctor Strange Vol. 9 (note editoriali); Frank Miller – Wikipedia; Marvel Database; Off the Wahl(recensione); Tumblr – The Marvel Project. Navigazione articoli IL SETTIMANALE DELL’UOMO RAGNO IN INGHILTERRA GAEATIMA, IL KAIJU DEGLI ABISSI