Per molti anni gli unici artisti “italiani” a lavorare per la Marvel furono figli di italiani nati in Usa. John Romita era figlio di un fornaio siciliano emigrato a Brooklyn e anche John Buscema era figlio di siciliani, nativi di Pozzallo. Poi, nel 1984, al culmine della popolarità,Tanino Liberatore realizza la copertina del numero 97 di The Savage Sword of Conan e diventa di fatto il primo disegnatore nato in Italia a collaborare con la Marvel. Dopo Liberatore è la volta del tarantino Salvatore Velluto, detto Sal, che arriva alla Marvel grazie al volume The Official Marvel Comics Try Out Book, che conteneva al suo interno delle pagine di cartoncino bristol sulle quali un aspirante disegnatore poteva fare delle prove basate su una sceneggiatura inclusa nell’albo. Dopo di lui, il diluvio. Sal Velluto Nato a Taranto nel 1956, Sal Velluto si trasferisce a 28 anni, nel 1984, negli Stati Uniti, dove approda alla Marvel, esordendo nel 1988 su Power Pack, la prima serie della Casa delle idee che ha avuto come protagonisti dei bambini non controllati o supervisionati da un adulto. Nel 1989 realizza il primo numero della nuova serie Marc Spector: Moon Night, che continuerà a realizzare per 23 numeri. Nel 1999 inizia la run che tutti considerano il suo apice: Black Panther vol. III, della quale realizzerà 31 episodi. Qui Velluto dispiega uno stile classico, leggibile e “cinematico” dove privilegia un’anatomia solida, griglie pulite e uno storytelling chiaro. L’editor Christopher Priest sottolinea il suo “urbane stoicism” nel ritrarre T’Challa e le sue doti cinematografiche nelle scene di combattimento. Pino Rinaldi Il pugliese Pino Rinaldi nei primi anni ‘90 faceva parte dello staff di disegnatori di Nathan Never, ma litigò con Sergio Bonelli. A Lucca Comics, Max Bunker gli presentò Stan Lee dando inizio alla sua avventura in Marvel. Avventura che inizia in Inghilterra nel 1993, quando disegna la miniserie Wild Angels sceneggiata da Nick Vance per Marvel UK. Il progetto non esce nel Regno Unito, ma viene pubblicato in Italia da Marvel Italia ottenendo un ottimo riscontro. L’esordio Usa avviene nel 1994 su Marvel Comics Presents n. , una storia breve di Valchiria. Nel 1995 disegna 7 numeri di Fantastic Force, poi 3 di ClanDestine. Alla fine Rinaldi disegnerà 21 albi per la Marvel concludendo la sua esperienza americana nel 1997. Claudio Castellini Nei primi anni ‘90 Claudio Castellini, con soli tre albi al suo attivo ( 2 Dylan Dog + 1 Nathan Never) è già una superstar del fumetto italiano. Nel 1992 mostra il n.1 di Nathan Never al suo idolo John Buscema a Prato Comics. Buscema impressionato gli disse: “Dovresti venire a lavorare per la Marvel”. Di lì a poco, lo contatta l’editor in chief Tom DeFalco, e gli chiede quale personaggio avrebbe voluto disegnare. Come è noto la risposta di Castellini fu “Silver Surfer”. Alla fine quello che ne uscì (nel 1996) fu “Il buio oltre le stelle” ( Dangerous artifacts), quella che ancora oggi molti ritengono la sua prova migliore. In questo one-shot di 48 pagine il segno di Castellini raggiunge la maturità in una sintesi visionaria degli stili dei suoi maggiori ispiratori: John Buscema e Neal Adams. Stefano Raffaele Tra i personaggi dei “bonellidi” che uscirono negli anni ‘90 quello meglio disegnato era forse Lazarus Ledd. Su quelle pagine, nel 1994, esordì il talentuoso Stefano Raffaele, che di lì a poco avrebbe spiccato il volo verso il fumetto americano. Nel 1996 esordisce alla Marvel realizzando le matite di X-Factor n. 126 (su layout di Herb Trimpe) guadagnandosi il soprannome di “Jim Lee italiano”. Nel 1998 realizza le sue opere forse più sentite, le due miniserie di tre numeri ciascuna: Conan: Lord of the Spiders e Conan: Scarlet Sword. Conan era il personaggio preferito da Raffaele quando era piccolo e si sente, qui l’artista milanese lavora con emozione su sceneggiature di Roy Thomas dando vita a un barbaro massiccio ma non “ipertrofico”, classico e moderno insieme. Giuseppe Camuncoli Il reggiano Giuseppe Camuncoli, allievo del nostro Onofrio Catacchio, esordisce nel mondo del fumetto con Bonerest, pubblicato dalla Magic Press. Con quel volume si reca per tre anni di fila al Comic-Con di San Diego, dove nel 2000 viene notato da quelli della DC Comics, che lo fanno esordire nel fumetto americano nel 2001 su Swamp Thing. Nel 2002 inizia a collaborare anche con la Marvel lavorando su personaggi di punta come, Ms.Marvel (2006), Iron Fist (2008), Wolverine (2009) e Spider-man (2011). Il suo apice lo raggiunge disegnando i 25 numeri di Star Wars: Darth Vader (2017–2018) su testi di Charles Soule, dove ci regala un Vader “cinematografico” che incute timore e si atteggia in pose ieratiche da “villain” aristocratico. Andrea Di Vito Andrea Di Vito esordisce nel mondo del fumetto pubblicando su l’Intrepido post-Sauro Pennacchioli. Anche lui bazzica per anni dalle parti del San Diego Comic.Con fino a quando riesce ad entrare nel fumetto americano. Alla Marvel esordisce nel 2004 sulle pagine di The Mighty Thor, disegnando il mitico arco narrativo di Ragnarok, che rimane uno dei suoi picchi indiscussi. Apparso su Thor n. 80-85, presenta un disegno epico e pieno di pathos che ci immerge in un atmosfera fantasy degna del Signore degli anelli. Nel 2005 realizza la miniserie in 6 numeri Stormbreaker, che ha come protagonista Beta Ray Billy. Nel 2006 si occupa della miniserie in 6 numeri Annihilation, dove Drax il distruttore, Nova e Silver Surfer interagiscono in una saga dal sapore cosmico. Gabriele Dell’Otto Conseguito il diploma di maturità artistica, per circa tre anni Dell’Otto lavora su prodotti di case editrici italiane, poi nel 1998, in occasione di una comic convention romana, sottopone il proprio portfolio all’attenzione di Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale della Marvel Italia, che lo introduce nella divisione europea della Marvel. Nel 2002 alla fiera di Angoulême in Francia incontra David Mack, che mostra il suo lavoro a Joe Quesada e gli fa ottenere il suo primo incarico in Marvel Usa: Secret Wars. Il risultato è da stropicciarsi gli occhi, la miniserie scritta da Brian Michael Bendis attribuisce a Dell’Otto il ruolo di “painter” ed è proprio così, una serie di tavole cinematografiche dipinte con colori cupi tra i quali predomina il nero. Un biglietto da visita che lo consacra. Simone Bianchi Il lucchese Simone Bianchi, da sempre affascinato dai supereroi conosce nel 1994 Claudio Castellini e diviene suo allievo. Nel 2004 al Festival internazionale del fumetto ad Angoulême (in Francia), incontra Sal Abbinanti, l’agente di Alex Ross e diventa suo cliente. Dopo aver cominciato a lavorare per la DC Comics nel 2005, nel 2007 esordisce alla Marvel disegnando 6 albi di Wolverine (n. 50-55). Si tratta di un esordio vincente in cui Bianchi, autore oltre che delle matite anche dell’inchiostratura e dei mezzi toni, riesce a rendere epiche le figure di Wolverine e di Sabretooth grazie a volumi scultorei ottenuti con ombre cupe e misteriose, valorizzandole in splash page dal forte impatto visivo. Ed è solo l’inizio. Stefano Caselli Cresciuto alla Scuola romana del fumetto inizia a lavorare per la Marvel nel 2002 su Thunderbolts n. 70, illustrando una storia scritta da Fabian Niceza. Nel 2007 realizza 12 numeri della serie Avengers: The Initiative, mettendo in mostra uno stile pulito dalla linea molto controllata fatto di segni nitidi anche se di spessori variati e di neri “dosati”. Il suo punto di forza è la chiarezza narrativa esemplare, dove si capisce sempre “chi fa cosa e dove”. Tra il 2011 e il 2012 disegna 13 numeri di Amazing Spider-Man scritti da Dan Slott, dove il suo stile si evolve accumulando più dettagli pur mantenendo una leggibilità rara. Nel 2016 firma 8 numeri degli All-New Inhumans, dove il suo stile evolve ulteriormente trovando un efficace equilibrio con la colorazione di Andres Mossa. Sara Pichelli La marchigiana Sara Pichelli non nasce come appassionata di fumetto americano, viene dalla animazione, passa da Idw e viene intercettata dalla Marvel nel 2008 grazie al talent internazionale Chester Quest e da lì comincia la corsa. Dapprima viene testata su serie “giovani” e miniserie: NYX: No Way Home, Runaways, la mini X-Men: Pixie Strikes Back (disegni e chine), quindi l’one-shot Namora (2010). In questo modo affina recitazione, posture e ritmo della pagina. Poi l’esplosione. Nell’ottobre del 2011 Sara disegna Ultimate Fall-Out, la prima apparizione di Miles Morales nei panni dell’Uomo-Ragno all’interno di un universo Ultimate devastato dalla perdita di Peter Parker. Il successo del personaggio è tale da dedicargli una intera serie: Ultimate Comics Spider-Man. Andrea Sorrentino Andrea Sorrentino, classe 1982, vanta numerose collaborazioni con le principali case editrici del mercato statunitense. Il suo esordio risale al 2010, con la miniserie God of War (DC Comics), poi esplode coi New 52 su I, Vampire di Fialkov: neri profondi, layout inventivi, atmosfera gotica perfetta. Successivamente inizia la collaborazione con Jeff Lemire sulla run del personaggio di Green Arrow: noir urbano, gabbie scomposte e uso “narrativo” del colore: è la consacrazione. Nel 2015 arriva alla Marvel e collabora con Brian Michael Bendis su alcuni albi degli X-Men e sulla miniserie Old Man Logan, con la quale, attraverso i suoi chiaroscuri aggressivi, i neri che sembrano messi a caso, i contorni tremolanti, il tratto moderno e originalissimo, fa il suo ingresso trionfale in Marvel. Valerio Schiti Laureato in architettura e diplomato alla Scuola Internazionale di Comics di Roma, Valerio Schiti ha esordito nel mercato americano nel 2010 con una storia pubblicata su Angel n. 37 per la Idw. Nel 2012 ha iniziato la collaborazione con Marvel, dopo l’incontro con C.B. Cebulski, che lo ha invitato a unirsi alla casa editrice colpito dalla sua narrazione visiva. Da allora ha firmato un contratto di esclusiva e ha lavorato su numerose serie importanti. Raggiunge il suo apice nel 2015 disegnando 18 episodi di Guardian of the Galaxy, dove mette in mostra uno stile di una chiarezza assoluta: griglie pulite, anatomie dinamiche, camera “mobile” ma sempre leggibile. Il suo background in architettura gli permette inoltre di eccellere nella rappresentazione di astronavi e città ipertecnologiche. Marco Checchetto Il disegnatore padovano Marco Checchetto fa il suo esordio nel mondo dei fumetti realizzando racconti delle Teenage Mutant Ninja Turtles e di Spider-Man sulle pagine del Giornalino. È grazie a questi lavori che viene notato dalla Marvel, che inizia ad affidargli i primi incarichi, portandolo velocemente a diventare il disegnatore di Amazing Spider-Man. Raggiunge il suo apice nel 2019 disegnando 21 episodi della run di Daredevil scritta da Chip Zdarsky, dove si impone per la sua estetica dinamica, cinematografica e molto curata nei dettagli, perfettamente adatta al tono noir e drammatico del personaggio. Il suo uso della luce e dell’ombra deriva dai classici noir degli anni ‘40, ma Checchetto va oltre sfruttando i contrasti di bianco e nero per aumentare la drammaticità. Elena Casagrande Si è formata presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma e successivamente come assistente di David Messina. Ha pubblicato con varie case editrici, debuttando nel 2006 con Idw Publishing, per la quale ha lavorato su varie serie. Arriva alla Marvel nel 2009, dove per qualche anno realizza solo pochi albi fino all’esplosione nel 2020, quando con con Kelly Thompson lancia una Vedova Nera modernissima in una serie di 12 numeri che la porterà a vincere l’Eisner Award 2021 – Best New Series. La Casagrande si impone per i personaggi che sembrano respirare e per posture, sguardi, abiti e gestualità che raccontano il carattere (è stata questa la chiave nel definire la “nuova” Natasha e il suo cast). L’associazione a una linea pulita e a un ritmo moderno l’ha resa grande. Navigazione articoli LA STORIA DI UN KAMIKAZE A FUMETTI MATITE BLU 450
Un interessante articolo, mancano numerose menzioni Una importante tra queste è quella di Carmine di Giandomenico, quest’anno nomitato anche cavaliere d’italia, inoltre tra i suoi vari lavori ricordiamo anche quello su Spider-Man Noir e Magneto. David Messina che ha lavorato sulle vecchie testate ultimate, attualmente lavora su Werewolf By Night e Ultimate Spider-Man (su quest’ultimo alternandosi con Marco Checcetto) Due disegnanotori di testate su Spider-Man, Federico Vicentini disegnatore principale della testata miles morales spiderman e Emilio Laiso disegnatore ufficiale della testate dedicata ai 2 Spider-Man, entrambi sono stati scelti per lavorare ad alcune testate dedicate all’evento Imperial di prossima uscita anche in Italia. Due nuove leve italiane che stanno avendo grande successo come Simone Di Meo (Attualmente a lavoro sulla serie X- Men Age of Apocalisse insieme a Joeph Loeb ) e) Alessandro Cappuccio ( che è stato fin’ora disegnatore ufficiale e principale per il rilancio di moon Knight con lo scrittore El Ewing e ora lavora su Ultimate Wolverine del nuovo universo Ultimate). Il giovanissimo Davide Paratore che uno dei Comic Book Artist più apprezzato e amato. Rispondi
Grazie per la menzione. C’è da correggere che Christopher Priest era lo sceneggiatore di Black Panther, NON il suo editor. Ci sarebbe anche da aggiungere che per il mercato statunitense , oltre alla Marvel e la DC ho lavorato per Valiant, Acclaim, Image e diversi indipendenti (Continuity, Now, Penny-Farthing Press , Hermes Press, ecc.) Oltre a fumetti ho lavorato per i cartoni animati (Spider-Man and His Amazing Friends, The Incredible Hulk, Transformers, ecc) Videogiochi per Sony Playstation (Jet Moto 1 & 1, Twisted Metal, ecc.) Rispondi