Nel 1970 il disegnatore filippino Tony DeZuniga era appena diventato un collaboratore della DC Comics quando si accorse che gli albi della casa editrice erano zeppi di ristampe. Ne parlò con l’editor Joe Orlando, il quale gli disse che limiti di budget rendevano troppo onerosa la produzione di storie nuove. DeZuniga propose allora: “compriamo nuove tavole dalle Filippine, costano meno e sono ottime”.

Orlando e l’editore Carmine Infantino organizzarono nel 1971 un viaggio a Manila, la capitale delle Filippine, per visionare talenti, Tony DeZuniga li accompagnò con il ruolo di “ambasciatore”. A Manila incontrarono vari disegnatori e impostarono un canale stabile, per un periodo Tony (con la moglie) coordinò i flussi delle tavole e i pagamenti dei disegnatori locali, molti dei quali finirono per trasferirsi negli Stati Uniti. Questa massiccia immissione di nuovi talenti nel fumetto mainstream Usa finì per per caratterizzare un periodo importante del fumetto americano.

 

Tony DeZuniga

Nato nel 1932 a Manila, Tony DeZuniga entra nel mondo del fumetto a soli 16 anni, ma non è ancora in grado di disegnare professionalmente e deve accontentarsi di fare il letterista. Nel 1962 vola a New York per studiare disegno e torna nelle Filippine dove finalmente inizia a lavorare come fumettista free lance ispirandosi al lavoro di Alex Raymond. È di nuovo a New York a fine anni ’60, dove bussa alla porta dell’editor Joe Orlando che lo assume alla DC.

Il suo primo lavoro Usa è da inchiostratore sul sentimentale Girl’s Love Stories n. 153 (agosto 1970). Come matitista esordisce subito dopo sull’antologico orrifico House of Mystery n. 188 (settembre-ottobre 1970). Con lo sceneggiatore John Albano co-crea Jonah Hex, che debutta su All-Star Western n. 10 ( marzo 1972) e con Sheldon Mayer co-crea Black Orchid, che appare su Adventure Comics n. 428 (luglio-agosto 1973).
Nel 1974
arriva in Marvel dove raggiungerà il suo apice inchiostrando John Buscema su Tarzan, con un pennello ricco ma controllato che mantiene leggibilissime le anatomie.

 

Alfredo Alcala

Nasce nel 1925 nella città di Talisay e inizia la sua carriera nel fumetto nel 1948, ispirato dal lavoro dell’americano Lou Fine. Inizia a lavorare per la DC nel 1972 e presto esplode sulle varie antologie horror che spopolano in quel periodo (tra le altre House of Secrets e House of Mystery), dove il suo segno a pennello si fa notare subito. Nel 1974 approda alla Marvel dove lavora come autore completo su riviste horror in bianco e nero come Vampire Tales, Tales of the Zombie e Dracula Lives.

Contemporaneamente inizia a inchiostrare John Buscema su The Savage Sword of Conan. John Buscema forniva matite e sfondi molto sintetici e Alcala interveniva aggiungendo un fitto lavorìo di pennello e tratteggio con texture e dettagli “scultorei”.
Il risultato fu un Conan sontuoso che gran parte del pubblico adorò.
Buscema, però, preferiva inchiostrarsi da solo e disse più volte che, essendo Alcala “un bravo artista”, a volte distruggeva il mio disegno. Tornerà alla DC negli anni ‘80 prima inchiostrando il Batman di Don Newton e poi prestando le sue chine allo Swamp Thing di Rick Veitch.

 

Ernie Chan

Ernie Chan nasce nelle Filippine nel 1940 con il nome di Ernesto Chua. Dopo avere lavorato nella vivace editoria a fumetti filippina, sbarca negli Usa nel 1970. Inizia a collaborare per la DC comics nel 1972, e siccome alla Dc pensavano che i filippini fossero particolarmente adatti per i fumetti horror con il loro stile calligrafico, viene posizionato su albi come Ghosts e House of Mystery, dove realizza sia le matite che le chine. Nel contempo collabora anche con la Marvel, dove invece viene utilizzato soprattutto come inchiostratore.

Nel 1973 esordisce su Conan n. 26 inchiostrando le matite di John Buscema. È uno degli inchiostratori di Buscema meno citati, pur avendo realizzato le chine di 91 numeri di Conan e di 84 numeri di The Savage Sword of Conan.
Il suo tratto classico, allo stesso tempo rude e pulito, si adattava a quello di John Buscema integrandolo e rendendolo più pesante e atmosferico. Aggiungendo masse nere, tratteggi robusti e texture “granulose” accentuava la fisicità e il lato selvaggio del barbaro.

 

Rudy Nebres

Nasce nelle Filippine nel 1937 e comincia a lavorare per la DC comics nel 1972. Come tutti i disegnatori filippini viene impiegato dalla DC sugli albi horror (House of Secrets, House of Mystery, Witching Hour e Unexpected) come matitista e inchiostratore.
Anche la Marvel lo utilizza sotto questa duplice veste sulla rivista in bianco e nero di Shang-Chi, Deadly Hands of Kung-Fu. Troverà la sua consacrazione però come inchiostratore di John Buscema su un’altra rivista in bianco e nero, The Savage Sword of Conan.

Su queste pagine diventerà celebre per le finiture ricchissime a pennello e il tratteggio “vellutato”. Rudy Nebres tendeva a nobilitare le forme di Buscema con una tessitura setosa e modulata tipica delle riviste in bianco e nero della Marvel, dove il chiaroscuro poteva spingersi molto oltre rispetto agli albi a colori.
Nebres è spesso ricordato come uno dei partner più efficaci sulle matite di John Buscema. Buscema stesso lo stimava moltissimo e lo definì
uno dei più grandi inker che si possano desiderare. Non a caso vinse un Inkpot Award (nel 2012) e un Inkwell Award (nel 2017).

 

Alex Nino

Nato a Tarlac nel 1940 e cresciuto lavorando per i komiks filippini, Alex Niño pubblica centinaia di pagine prima di guardare al mercato Usa. Arriva alla DC nel 1972 e secondo una trafila ormai collaudata comincia a pubblicare racconti di cui realizza sia le matite che le chine su riviste horror come House of Secrets, House of Mystery, Witching Hour e Unexpected. Tra le serie non horror che realizza in questi anni spicca Korak the Son of Tarzan, dove ha l’occasione per mettere in mostra la sua conoscenza dell’anatomia.

Alla Marvel approda nel 1975, dove viene utilizzato soprattutto come inchiostratore. Lavora anche per le riviste della Warren, soprattutto su Creepy, 1984 e Vampirella, con uno stile visionario fatto di anatomie metamorfiche, biomorfismi e architetture impossibili, sfornando autentici capolavori.
L’uso alternato di pennello e pennino gli permette uno stile molto vario fatto di
macchie, velature, dry-brush, filigrane, nervature e ricami.

 

Nestor Redondo

Nato nel 1928 a Candon, Nestor Redondo diventa una superstar del fumetto filippino per aver disegnato l’avvenente Darna, l’equivalente di Wonder Woman per il lontano oriente, un personaggio di estremo successo nel suo paese.
Inizia a collaborare con la DC nel 1971 sulle solite House of Secrets e House of Mystery. Nel 1974 si conferma grande conoscitore della anatomia femminile disegnando la splendida Rima The Jungle Girl. È un’eroina
elegante di origine letteraria, misteriosa e fuori dagli schemi.

Sempre in quell’anno succede a Bernie Wrightson sulle pagine di Swamp thing. Redondo intelligentemente evita il confronto diretto e si affida alle sue linee fluide, al chiaroscuro vellutato e un certo gusto rococò nelle pennellate: la palude diventa lussureggiante, quasi “romantica”, con figure eleganti e sfondi ricchissimi.
Il tono generale è meno gotico, ma rimane visivamente sontuoso. Anche alla Marvel Redondo avrà modo di mettere in mostra la sua dimestichezza con le belle donne inchiostrando da par suo la Red Sonja di Mary Wilshire. Ma nel complesso gli americani non sfruttano appieno le sue potenzialità.

 

Gerry Talaoc

Nasce nel 1939 nelle Filippine e arriva alla DC Comics nel 1972, esordendo con la storia “Phony Face!” pubblicata su House of Mystery n. 205 (agosto 1972). Lavora sulle solite House of Secrets, House of Mystery, Ghosts e Unexpected fino a che nella seconda metà del 1974 diventa uno dei pilastri del fumetto bellico Unknown Soldier, scritto da David Michelinie e pubblicato su Star-Spangled War Stories, dove gli vengono accreditati “pencils & inks”.

Porta alla serie chiarezza narrativa e atmosfera, i suoi layout sono molto leggibili, la recitazione è espressiva e i suoi neri aggiungono peso emotivo senza limitare l’azione.  In seguito, quando nel 1977 la testata cambia nome in Unknown Soldier Talaoc diventa rifinitore oltre che inchiostratore delle matite di Dick Ayers. Le rifiniture di Talaoc sono robuste ma eleganti: portano umidità e fumo nei fondali (rovine, bunker, città sotto assedio), accentuando il “gusto da reportage” delle missioni del Soldato Fantasma.

 

Rico Rival

Nato nel 1939, Eico Rival si fa le ossa disegnando sui komiks locali (tra i primi lavori popolari: Maruja, a metà anni ’60) per poi trasferirsi negli Stati Uniti a inizio anni ’70, dove comincia a lavorare per gli editori americani. Come tanti suoi colleghi inizia a pubblicare sulle antologie horror/mystery della DC, dove diventa presto una presenza costante come autore completo (matite più chine).

Approda alla Marvel nel 1974 occupandosi, per rimanere in tema, del personaggio horror Man-Thing. Il lavoro più interessante per la Casa delle idee è però l’adattamento del film Escape from the Planet of the Apes, serializzato sui numeri  n. 12–16 di Planet of the Apes, dove Rival mette in mostra un realismo pulito fatto di volti chiari e posture naturali. Le figure sono leggermente allungate e dinamiche (mani, profili), ma senza barocchismi alla Alcala/Niño. Oltre al pennello, usa regolarmente il lavis, una tecnica che consiste nel diluire l’inchiostro di china con acqua per sfumature simili a quelle dell’acquerello.

 

Steve Gan

Nato Santos “Steve” Gan nel 1945, di origine cinese-filippina, compie studi di architettura al Mapúa Institute of Technology, poi entra nel mondo dei komiks. È co-creatore (con Carlo J. Caparas) del fenomeno pop Ang Panday (che esordisce su Pilipino Komiks nel 1979).
Grazie ai contatti di
Tony DeZuniga invia tavole a New York e dal 1974 lavora stabilmente per la Marvel, soprattutto sulle riviste in bianco e nero (Savage Tales, Dracula Lives, Savage Sword of Conan), oltre che su Conan the Barbarian.

È co-creatore dello sfortunato Skull the Slayer e di Star-Lord. Skull the Slayer creato su testi Marv Wolfman è apparso per la prima volta nel 1975, presenta pose eroiche, neri distribuiti in blocchi funzionali, tratteggio sobrio e splash page. Star-Lord, creato nel 1976 su testi di Steve Englehart per la rivista Marvel Preview n. 4, ha un improbabile costume anni trenta, ma sarà destinato a essere ricordato grazie al Mcu.

 

Eufronio Reyes “E.R.” Cruz

Nato nel 1934 e crsciuto nello studio di Tony DeZuniga dal 1963 al 1971, debutta negli Usa su The Unexpected nel 1972. Da lì diventa uno dei nomi più presenti sulle antologie horror della DC. La versatilità del suo stile gli permette di accedere anche ad alcune serie belliche, come Our army at War, Weird War Tales e Our Fighting forces. A quei tempi il genere superereroistico non era l’unico praticato dagli editori ameriani.

Il suo meglio lo dà quando nel 1975 viene chiamato a chiudere la serie The Shadow dopo Kaluta e Robbins. Cruz firma gli ultimi tre numeri (10–12), mentre le copertine restano di Kaluta. Sul piano grafico, porta una linea sinuosa e cupa del pennello fatta di macchie di nero profonde, silhouette affilate, pieghe del trench rese da pennellate elastiche e tratteggi fitti che suggeriscono fumo, pioggia e nebbia. È meno déco e ornamentale di Kaluta e meno caricaturale di Robbins. Alcuni critici hanno notato nel suo segno un’influenza “orientale” e una derivazione dalla calligrafia cinese.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *