Nel vastissimo mondo dei personaggi dei fumetti capita alle volte che alcuni personaggi facciano il “salto della barricata”, ovvero che dal ruolo predefinito di villain a poco a poco si ravvedano, arrivando a unirsi alle cosiddette forze del bene, passando così dall’essere l’avversario dell’eroe a diventarne suo alleato. È una pratica assai diffusa nei manga giapponesi, in cui quello che spesso e volentieri esordisce come rivale del protagonista poi ne diventa alleato se non addirittura amico. Abbiamo analizzato i più noti in questo articolo. Nei comics americani invece la cosa è un po’ meno diffusa. Solitamente un villain rimante tale, in quanto una galleria di nemici ben caratterizzati sono spesso la fortuna di una serie, si pensi alla popolarità di molti nemici di Batman e dell’Uomo Ragno, o al carisma di alcuni supercriminali come il Dottor Destino e Thanos: nonostante siano apertamente dalla parte sbagliata, spesso hanno dei tratti nobili o mostrano una parvenza di sentimenti che li rendono carismatici. Ma talvolta assistiamo a un cambiamento morale; in mano ad autori capaci alcuni personaggi hanno mostrato un lato “grigio” che poco a poco li ha spinti ad abbracciare un modo di vivere più altruista. Abbiamo selezionato quelli che riteniamo i più rilevanti casi dell’universo Marvel e da quello DC. (Abbiamo volutamente lasciato fuori dall’elenco personaggi come Namor, Occhio di Falco, Vedova Nera, Quicksilver, Scarlet e il Punitore perché, sebbene abbiano esordito come avversari di eroi consolidati come FQ, Iron Man, X-Men e l’Uomo Ragno, non hanno mai mostrato reali caratteristiche da malvagio e hanno assunto il ruolo di avversario solo per pochi numeri, consolidandosi nell’immaginario collettivo come eroi da numerosi decenni). CATWOMAN Creata da Bill Finger e Bob Kane su Batman n. 1 del 1940, la sensuale Catwoman, al secolo Selina Kyle, è probabilmente la più nota tra i personaggi che hanno avuto una variazione nella propria bussola morale. Famigerata ladra di gioielli, Catwoman ha instaurato un bizzarro rapporto di amore e odio con Batman, in quanto è sì un’avida criminale che infrange la legge, dunque il nostro eroe ha il dovere di fermarla, ma è allo stesso tempo affascinante, tanto che tra i due l’attrazione è palpabile. Questa strana coppia per anni ha portato avanti un’ambigua relazione, tra l’essere dalla parte opposta della barricata e al contempo desiderarsi reciprocamente. Batman ha più volte sperato che la donna si ravvedesse ma per quanto Selina abbia spesso titubato, ha sempre finito con l’assecondare la propria natura di ladra, continuando la carriera di criminale. L’ambiguo rapporto tra il Cavaliere Oscuro e la gatta ladra è stato riportato anche sul grande e piccolo schermo; è infatti iconica la rappresentazione del personaggio fatta da Julie Newman nel telefllm di Batman del 1966 con Adam West come protagonista. Ancor più famosa è la prima Catwoman portata al cinema, interpretata da Michelle Pfeiffer nel film Batman – il Ritorno di Tim Burton nel 1992. E’ da qui in avanti che la figura di Catwoman inizia a cambiare perché, sebbene mai realmente crudele, in precedenza non c’erano dubbi sul fatto che Selina Kyle appartenesse alla schiera dei “cattivi”, ma dopo il grande successo avuto dal film con la Pfeiffer, anche nei fumetti Catwoman ha iniziato a mostrare un lato più altruista, tanto che a partire dal 1993 le sono state dedicate diverse serie e miniserie come protagonista, e in cui la nostra mostrava di non essere poi così cattiva (particolarmente degna di nota quella che porta la firma della coppia Jeph Loeb e Tim Sale: Vacanze Romane). Complice anche i vari film in cui è comparsa, sia quelli dedicati all’uomo pipistrello, in cui è stata interpretata da Anne Hattaway (2012) e Zoe Kravitz (2022), che in quello da solista a lei dedicato nel 2004, in cui le presta il volto Halle Berry, Catwoman è passata dall’essere un’avversaria a una figura più “grigia”, a volte è contro Batman e altre volte sua alleata, se non addirittura una vera e propria amante. Nonostante i vari reboot che l’universo DC ha subito nel corso degli anni, la figura di Catwoman ha mantenuto questo ruolo di antieroina dalla moralità elastica, sempre in bilico tra il bene e il male. HARLEY QUINN Altri personaggio femminile di grande successo in casa DC, Harley Quinn ha visto incrementarsi la sua fama presso i fan di anno in anno. Nata nel 1992 su Batman: the Animated Series a opera di Paul Dini e Bruce Timm, inizialmente doveva essere la spalla di Joker, una sorta di sua versione femminile, ma a poco a poco ha saputo conquistarsi il cuore dei fan, prendendo sempre più distanze dal clown del crimine e affermandosi come personaggio indipendente (ne abbiamo parlato qui). Sia nei cartoon, come nei fumetti e nei videogiochi, Harley Quinn ha mostrato assoluta fedeltà al Joker, nonostante questi paia non provare nulla per lei, dando vita ad una relazione tossica che ha sempre visto la ragazza cercare di eliminare l’Uomo Pipistrello pur di guadagnarsi l’amore del clown del crimine, ma visto i consensi sempre maggiori che Harley ha ottenuto dal pubblico, gli autori hanno fatto sì che a poco a poco la ragazza abbandonasse la cattiva strada per ravvedersi, diventando un’antieroina, membro della Suicide Squad (da cui hanno tratto ben due film di successo, in cui la nostra è interpretata da Margot Robbie). Fino a quando gli autori Jimmy Palmiotti e Amanda Conner non le hanno dedicato una serie personale, in cui la bella Harley cerca di riscattarsi, lasciando Gotham City e diventando un’eroina per le strade di New York. Harley ha avuto addirittura una serie animata tutta sua e un film live action a lei dedicato, sempre con protagonista Margot Robbie (Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn). BLACK ADAM Non vi sono dubbi sul fatto che Black Adam, creato nel 1945 su The Marvel Family # 1 da Otto Binder e C.C. Beck, sia stato concepito come nemesi dell’originale Capitan Marvel della Fawcett Comics. Laddove il costume dell’alter ego di Billy Batson è rosso squillante, quello di Adam è nero, proprio come dice il suo nome, a rappresentare il suo essere l’esatto opposto dell’eroe. Teth Adam, questo il suo nome originale, era un giovane egiziano scelto dal mago Shazam come suo campione, ma il ragazzo si fece corrompere dal potere ottenuto per spodestare il faraone e diventare un tiranno. Il mago riuscì a bandirlo lontano dalla Terra per millenni, fino a quando questi non fece ritorno per battersi con la famiglia Marvel. Anche quando la DC acquisii i diritti sui personaggi, includendoli nel proprio universo narrativo, Black Adam mantenne questo ruolo, benché le sue origini fossero state parzialmente modificate. Ora Teth Adam era il figlio di un sovrano e traeva i suoi poteri dalle divinità egizie, e non greco-romane come Capitan Marvel, sebbene queste formassero comunque la parola SHAZAM: Shu, Horus, Amon, Zehuti, Atron, Mehen. Influenzato dal demone Blaze, presto diventa malvagio e impazzisce compiendo una strage a corte, prima di venire fermato dal mago Shazam. I suoi poteri vengono poi rinchiusi dentro un amuleto a forma di scarabeo, che verrà ritrovato ai giorni nostri da un archeologo di nome Theo Adam, che diventa il nuovo Black Adam, anche qui divenendo la nemesi di Capitan Marvel. Possiamo chiaramente vedere Adam schierato dalla parte dei malvagi anche in Crisi sulle Terre Infinite # 9, in cui è in compagnia dei più celebri villain DC come Luthor, Joker o Sinestro. Ma quando a sceneggiare la serie dedicata alla Justice Society nel 1999 arrivano Goeff Johns e David S. Goyer, il personaggio viene riscritto e reso diverso rispetto alla versione precedente, diventando più ambiguo e moralmente meno definito. Viene spiegato che Black Adam e Theo Adam sono due personalità distinte, con il secondo che influenza negativamente il primo, fino a quando non se ne libererà diventando un alleato della JSA. Johns e Goyer ne fanno una versione molto simile al Namor della Marvel, un nobile ma severo monarca che protegge lo stato mediorientale del Kahndaq (stato fittizio dell’universo DC che prende il posto dell’antico Egitto nelle nuove origini del personaggio). Tutte le decisioni che Adam prende sono con l’intento di proteggere il suo paese, cosa che lo rende una figura quasi neutrale a volte nemico degli eroi ma che altrettanto spesso lo vede combattere gli stessi supercriminali. Il nuovo Black Adam dunque non è più la versione malvagia di Capitan Marvel ma è più un antieroe che un vero e proprio villain, alleato riluttante della JSA, spesso descritto come solitario, incompreso e malinconico, cosa che lo ha reso tanto popolare da vedergli dedicato un film da solista in cui è interpretato da Dwayne “the Rock” Johnson. ROGUE Quella degli X-Men è probabilmente la serie Marvel più ricca di personaggi che hanno “cambiato casacca” con il tempo. Rogue è senza dubbio uno dei più emblematici. Fu concepito da Chris Claremont come criminale al servizio di Mystica mentre stava scrivendo Miss Marvel nel 1979, ma la chiusura della serie lo obbligò a traslocare parecchie delle sue idee su Uncanny X-Men. La prima apparizione di Rogue dunque fu Avengers Annual n. 10, in cui attacca la base dei Vendicatori insieme alla Confraternita dei mutanti malvagi. E’ qui che Rogue assorbe i poteri – e parte della personalità di Carol Danvers, l’ex Vendicatore noto come Miss Marvel. Rogue appare poi su X-Men e in altri titoli Marvel come Rom e Dazzler sempre nel ruolo dell’antagonista. A dimostrazione che non si trattasse di un personaggio positivo, i primi disegnatori che l’hanno ritratta, Micheal Golden e Dave Cockrum, l’avevano caratterizzata con un volto ferino e poco attraente, con i lineamenti che venivano deformati dall’animosità e dalla crudeltà. Le cose cambiarono con Uncanny X-Men n. 171 del 1983, quando Rogue bussò alla porta dell’istituto Xavier in cerca di aiuto per controllare i suoi poteri. Xavier la accolse nella squadra, anche al costo di inimicarsi il resto dei suoi studenti, ritenendo che necessitasse di aiuto. Rogue fu accolta con molta freddezza nel team, in particolare da Wolverine, dato che questi era molto amico di Carol Danvers, ma con il passare del tempo Rogue mostrò tutto il suo valore e la sua buona fede, aiutando i compagni quando erano in difficoltà, guadagnandosi così la loro fiducia e il loro rispetto. Pare che Claremont, molto geloso dei suoi personaggi, non gradisse che Rogue venisse usata fuori dal suo controllo, e la fece unire alla squadra per avere l’esclusiva sul suo utilizzo: questa intuizione si rivelerà un grande successo per il proseguo della serie. Rogue, con il suo potere di assorbimento incontrollato, doveva vivere costantemente senza alcun contatto umano, cosa che la rese in breve tempo protagonista di alcuni dei momenti più struggenti della serie, in cui la ragazza, in una serie che ha come tema l’emarginazione e il sentirsi diversi, divenne ben presto una delle x-girl più amate dal pubblico. La sua tormentata love story con Gambit, in cui i due non potevano manifestare la propria passione e la reciproca attrazione dato che la ragazza non può toccare qualcuno senza assorbirne poteri e ricordi, è divenuta una delle sottotrame più commoventi, ripresa anche nella trilogia dei film, in cui la nostra è interpretata da Anna Paquin e in cui Gambit è stato sostituito da Bobby Drake-Uomo Ghiaccio. Ancora oggi Rogue è una delle mutanti più popolari e amate, diventando una delle protagoniste più interessanti. EMMA FROST Bella, sensuale, ricca e altezzosa, Emma Frost fino dal suo esordio come Regina Bianca del Club Infernale era una nemica giurata degli X-Men, con una particolare rivalità per Tempesta e la giovane Kitty Pride. Chris Claremont e John Byrne fanno esordire Emma Frost nel 1980 su Uncanny X-Men n. 129, nel pieno della famosa Saga di Fenice Nera, una delle run più fortunate della serie mutante. Telepate crudele e cinica, cattura e tortura gli X-Men prima di venire sconfitta da Jean Grey. Spesso e volentieri le sue apparizioni nelle pagine degli Uomini X la mostravano nel tentativo di reclutare giovani mutanti per il Club Infernale o cercare di distruggere gli X-Men, come quando si scambiò il corpo con Tempesta per agire come “cavallo di troia” all’interno del team (Uncanny X-Men n. 151/152). Con il suo look da dominatrice, provocante e succinto, il suo atteggiamento elitario e la personalità arrogante, nulla nei primi anni faceva intendere quello che sarebbe accaduto decenni dopo. Emma Frost iniziò a ravvedersi a metà del decennio successivo, nel 1994, quando Scott Lodbell e Chris Bachalo la scelsero, insieme all’X-Man Banshee, come insegnante per il gruppo Generation X, ennesimo team mutante di adolescenti che aveva la propria sede nello stato del Massachusset, ma è nel nuovo millennio che Emma Frost cambia pelle, passando dall’essere una degli arcinemici degli X-Men a membro di spicco della squadra. Con la chiusura della serie Generation X, Emma entrò a far parte del cast di New X-Men, serie scritta da Grant Morrison. Qui la bionda altezzosa ex Regina Bianca, sopravvissuta al bombardamento di Genosha provocato da Cassandra Nova grazie alla sua mutazione secondaria che rende la sua pelle dura come il diamante, diventa uno dei personaggi di punta della serie. Perduto Colosso (ucciso nella gestione precedente), Morrison si era visto costretto a cambiare i propri piani, introducendo un nuovo personaggio nel cast. La scelta cadde proprio su Emma Frost (si dice su suggerimento di un fan) e l’idea si rivelerà vincente. La rivalità con Jean Grey divenne uno dei leitmotiv della serie, con la bionda che diventa l’amante di Ciclope e, alla morte della bella rossa, la sostituisce come sua compagna. L’ingresso di Emma nelle file degli X-Men fu accolto molto positivamente dai fan. Emma diventa il cuore della serie anche nella gestione successiva, Astonishing X-Men, scritta da Joss Whedon e illustrata da John Cassady, in cui la nostra parebbe tradire gli X-Men per il Club Infernale… quando invece si rivela fedele alla causa, diventando addirittura la direttrice dell’istituto Xavier nonostante i suoi trascorsi da avversaria. Emma ha anche delle figlie genetiche, le Naiadi di Stepford, tre gemelle telepati create dai suoi ovuli. Ancora oggi Emma Frost è una delle X-girl più rilevanti dell’intero mondo mutante e non, superando ogni previsione. Le sue origini sono state ampliamente narrate in una miniserie del 2003 ad opera di Karl Bollers, in cui esploriamo i suoi primi anni di vita e cosa l’abbia resa la donna cinica e fredda che conosciamo oggi. I “PENTITI” Ci sono stati nel corso degli anni stati due celebri villain che avevano attraversato la linea tra il male e il bene, facendo una virata a 180 gradi e diventando due eroici protagonisti, pentiti dalle loro azioni passati e in costante ricerca di riscatto, ma in seguito sono tornati sui loro passi, per volontà degli editor o perché era in uscita un film che ritraeva il personaggio malvagio come in origine. MAGNETO Sicuramente il più clamoroso voltafaccia compiuto da un villain è quello compiuto da Magneto, l’arcinemico degli X-Men. Creato da Lee & Kirby nel 1963 per essere per gli X-Men quello che il Dottor Destino è per i Fantastici Quattro, nessuno al mondo può mettere in dubbio che il signore del magnetismo fosse uno dei più famigerati villain di casa Marvel. Ambizioso, megalomane, leader della confraternita dei mutanti autodefinitosi “malvagi”, Magneto era l’ennesimo supercriminale con manie di grandezza, che nel corso degli anni aveva affrontato anche eroi del valore di Thor (Journey Into Mistery n. 109, 1964) e Capitan America (Captain America Annual n. 4, 1977). Le cose cambiano con l’arrivo di Chris Claremont al timone della serie sugli X-Men. L’autore inglese caratterizza Magneto come uno zingaro sopravvissuto all’olocausto, amico di gioventù di Charles Xavier che, vedendo come l’odio razziale non sia mai venuto meno negli uomini, per timore di rivedere quanto avvenuto nei campi di sterminio applicato sui mutanti, riteneva che una guerra tra homo sapiens e homo superior (i mutanti appunto) fosse inevitabile. Al contrario di Charles Xavier, Magneto ritiene impossibile una convivenza tra le due specie, e sebbene tra i due ci sia una grande stima reciproca, le due opinioni risultano inconciliabili, mettendo i due ex amici contro. Magneto dunque viene riscritto non più come un villain egocentrico ma come un uomo che ha abbracciato una causa nobile, sebbene i metodi siano violenti e pertanto condannabili. Nei primi anni ’80 poi avviene l’incredibile; in Uncanny X-Men n. 200 del 1985 un redento Magneto (che già da diverso tempo mostrava segni di rettitudine e saltuarie alleanze con gli X-Men) si lascia catturare per venire sottoposto a un processo internazionale a Parigi, dopo il quale il professor Xavier, per curare i suoi gravi problemi di salute, lascia a Terra insieme agli Shi’Ar, non prima di aver ceduto il ruolo di il responsabile della sua scuola proprio al suo vecchio amico-nemico. Da lì in avanti Magneto diventa una figura più grigia, un eroe penitente che guida i Nuovi Mutanti ed è alleato sul campo degli X- Men, nonostante la sfiducia che il mondo intero ha nei suoi confronti. Dal 1985 al 1991 Magneto è passato nelle fila degli X-Men cercando di fare del suo meglio per portare avanti la causa di Charles Xavier. I risultati della sua gestione furono piuttosto disastrosi, nonostante la sua buona volontà, e ben presto la sua natura bellicosa riprese il sopravvento, rinunciando al suo ruolo. Pare che dietro questo cambio di direzione ci fosse l’editor Bob Harras, che spingeva affinchè fosse ripristinato lo status quo originale, con Xavier nel ruolo di mentore e Magnus in quello di cattivo. Magneto tornò a essere cattivo dunque, colpendo in modo duro i suoi ex alleati, per esempio privando Wolverine dell’adamantio, minacciando le Nazioni Unite di invertire i poli magnetici della Terra se non gli avessero ceduto lo stato di Genosha o quando, usando l’alias di Xorn, si finse un amico degli X-Men per colpirli dall’interno, rendendo nuovamente paraplegico Xavier e uccidendo Jean Grey. Complice anche l’arrivo al cinema dei film sugli X-Men, in cui Magneto era il principale nemico, dunque il signore del magnetismo è tornato prepotentemente a essere un villain, anche se in tempi più recenti certi diktat editoriali sono caduti e lo abbiamo visto tornare nuovamente sui suoi passi e unirsi agli X-Men sotto la guida di Ciclope. (Per saperne di più, leggi l’articolo a lui dedicato qui) UOMO SABBIA Flint Marko è stato uno dei primissimi avversari dell’Uomo Ragno, apparso nel numero 4 di Amazing Spider-Man del 1963, creato da Stan Lee e Steve Ditko. Anche prima di ottenere i suoi poteri, Marko era un già un criminale. Era in fuga dalla polizia quando si nascose in un’area scelta per gli esperimenti nucleari. Ha combattuto a più riprese l’Uomo Ragno da solo o in compagnia dei Sinistri Sei, il primo sindacato di criminali della Marvel. In più ha fatto parte di un altro di team criminale, i Terribili Quattro, la versione malvagia del celebre quartetto formato da Reed, Sue, Ben e Johnny, e in diverse occasioni si è anche battuto con Hulk. Ma un po’ a sorpresa, dopo essersi fuso con il criminale Hydro-Man e diventando un orribile mostro di fango, l’Uomo Sabbia scelse di ravvedersi, Quell’orribile esperienza fu abbastanza da farlo tornare sui suoi passi, prima abbandonando il crimine e successivamente assumendo il ruolo di eroe. Un cambiamento che inizia nel 1981 – in una storia della Cosa pubblicata su Marvel Two-in-One n. 86. Dopo un lungo percorso criminale, durato quasi vent’anni, l’Uomo Sabbia passa dal lato della legge, dando prova del suo valore in diverse occasioni, per esempio difendendo il suo ex nemico storico Uomo Ragno e Silver Sable dal Sinistro Sindacato (Amazing Spider-Man n. 280, 1986) o aiutando Occhio di Falco a fermare il Teschio Rosso (Solo Avengers n. 6 1988). Flint Marko dà prova della sua buona fede nel celebre Ritorno dei Sinistri Sei, in cui il suo ex socio Dottor Octopus lo costringe con il ricatto (minaccia di uccidere la famiglia che lo ospita) a unirsi di nuovo al team. L’Uomo Sabbia si mostra riluttante per tutto il racconto, finendo con il venire trasformato in una statua di vetro da Octopus quando si ribellerà per difendere proprio l’Uomo Ragno. Ormai alleato fidato di Spidey, dopo diciott’anni di carriera criminale, iniziata nel 1963 e finita nel 1981, l’Uomo Sabbia negli anni ’80 e ’90 è ormai considerato redento, unendosi prima al Branco Selvaggio, mercenari al soldo della bella Silver Sable, e in seguito arrivando addirittura ad unirsi ai Vendicatori come membro di riserva. Per questo motivo in molti rimasero sorpresi quando nel 1999 l’Uomo Sabbia tornò a unirsi ai Terribili Quattro su Amazing Spider-Man (vol. 2) n. 4, attaccando i suoi amici Spidey e Ben Grimm. Verrà rivelato retroattivamente che Marko fu avvicinato da Wizard, il suo ex socio nei Terribili Quattro, che fece riemergere il suo lato criminale con un lavaggio del cervello. I lettori si lamentarono di questo cambiamento che andava a vanificare un arco di redenzione lungo e ben ponderato, durato esattamente 18 anni, tanto quanto il tempo trascorso da criminale ma, complice anche l’arrivo al cinema del film Spider-Man 3, in cui l’Uomo Sabbia è, insieme a Venom, il villain della pellicola, ormai Flint Marko è tornato stabilmente nelle fila dei nemici classici del Ragno. (Per saperne di più, leggi l’articolo a lui dedicato qui). Navigazione articoli I SOGNI DI GUIDO CREPAX IN UNA TAVOLA DI VALENTINA MATITE BLU 477