Renato Bianconi è un milanese doc, che entra giovanissimo nel mondo del fumetto lavorando come letterista per le edizioni Alpe. Scala varie posizioni all’interno dell’azienda fino a che nel 1952, in coincidenza con il boom del fumetto del primo dopoguerra decide di mettersi in proprio dando vita alle Edizioni Bianconi. Sarà l’inizio di un avventura leggendaria che è rimasta nel cuore di generazioni di lettori che compravano i fumetti in edicola, con la paghetta settimanale, negli anni del boom.

Erano tascabili economici, senza tante pretese, stampati su carta povera con periodicità serrate per stare al passo con il nuovo consumo di massa. Si caratterizzavano per un umorismo surreale e un linguaggio semplice che accomunarono decine di personaggi ricorrenti e riconoscibilissimi.

Accanto a character originali tanto azzeccati da poter tranquillamente competere con le icone disneyane, Bianconi pubblicava personaggi su licenza che adattava al gusto italiano realizzando tantissime storie inedite prodotte localmente.
Ricordiamo i più noti.

 

Trottolino (1952)

Trottolino è uno scoiattolo antropomorfo pasticcione, che dà il nome alla prima rivista dell’editore Bianconi pubblicata il 31 dicembre 1952 sotta la sigla ”Il Ponte”. Trottolino è creato dal talentuoso Giorgio Rebuffi, che realizza l’intero primo numero praticamente da solo. L’albo nasce antologico e solo successivamente diventerà monotematico in formato tascabile.

L’ascendenza del protagonista da Paperino si percepisce anche dai comprimari che lo accompagnano, lo zio miliardario Trottolone (Paperone) e i banditi Sberla e Jack Bull (i Bassotti).
Nei primi anni compaiono sull’albo anche le avventure di altri personaggi come Tom Porcello e il Fantasma Aiace. Su questa testata debutta anche Geppo, il diavolo buono, personaggio che ottenne un successo tale che l’editore decise di creare una seconda testata a lui dedicata.

 

Volpetto (1955)

Dopo Trottolino (1952), primo successo con la sigla Il Ponte, Volpetto consolidò l’identità della casa editrice Bianconi. Da questo albo–contenitore nasceranno alcuni dei personaggi più importanti dell’azienda.
Si trattava di una a
ntologica tascabile pubblicata tra il 1955 e il 1962, per 80 numeri che ospitavano l’omonimo personaggio di Volpetto, creato da Giovan Battista Carpi, accanto ad altre serie comiche della casa come Salvatore e Chitarrone, Okey Papero e Mao Duebaffi.

Qui vedremo due personaggi che diventeranno altrettanti pilastri dell’editore, Geppo (nel 1955) e Nonna Abelarda (che debutta sempre nel 1955), prima di conquistare testate autonome che inaugureranno lunghissime stagioni editoriali.
Volpetto codifica la formula che farà la fortuna  dell’editore negli anni del boom: libretti economici da edicola, storie brevi autoconclusive, cast ricorrenti e una “bottega” di autori che garantisce continuità e ritmo. Il “modello Volpetto”creò un terreno fertile per la crescita esponenziale della casa editrice.

 

Soldino (1957)

il piccolo re Soldino IV del regno di Bancarotta scappa dai suoi doveri allora il ministro Scartoffia arruola Nonna Abelarda come tutrice/bodyguard per riportarlo sulla retta via (e tenerlo al sicuro dal duca Frittella).
Soldino è farina del sacco di
Giovan Battista Carpi, il quale lo crea conferendogli un tono fiabesco-parodistico che ne decreta il successo immediato. Per i crescenti impegni disneyani di Carpi, la serie passa stabilmente nelle mani di Nicola Del Principe, Alberico Motta e Tiberio Colantuoni.

Lo stile carpiano resta la base, ma Del Principe lo “americanizza” accogliendo influssi di Harvey Eisenberg e Warren Kremer. Soldino ebbe una serialità lunga (1957-1992) e generò vari spin-off (come Supersoldino).
Il successo di Soldino è dovuto principalmente alla accoppiata con l’iper-energetica Nonna Abelarda,
che “educa” e protegge il re-bambino.

 

Geppo (1961)

Geppo è un diavolo gentile e impacciato, che nell’Inferno ostacola i piani di Satana e agisce a favore dei dannati. L’idea è grandiosa. Giulio Chierchini disegna Geppo, il diavolo buono nel 1954 in una storia dal titolo: “Geppo il buon diavolo”, pubblicata all’interno della strenna natalizia “Trottolino e la enne dimensione”. Giovan Battista Carpi prende in mano il personaggio a partire da “Vita nuova… all’inferno!”, che appare su Volpetto n. 2.

Carpi migliora le fattezze del personaggio, lo rende più aggraziato e meno legnoso, realizzando una quindicina di storie.
Nel 1958 Carpi lascia il personaggio nelle mani di
Pierluigi Sangalli, che inizia a realizzare storie caratterizzate da una linea molto pulita, pubblicate prima su Soldino e poi su una testata dedicata a partire dal 1961. Sangalli viene sostituito nel 1968 da Sandro Dossi, che realizzerà la versione definitiva di Geppo con un tratto più elastico e caricaturale.

 

Felix (1962)

Il Felix italiano, che esordisce in edicola nel 1962 e ci rimane fino al 1994, ha ben poco a che fare con il personaggio creato nel 1917 dall’animatore australiano Pat Sullivan a parte il fatto che come questi è anch’esso un gatto. È un Felix “contemporaneo” studiato appositamente per i bambini dell’Italia del boom, che si muove in storie brevi, domestiche e slapstick, scritte con linguaggio semplice e diretto.

Rispetto alla controparte americana ha subito un restyling narrativo e grafico, non si tratta di semplici ristampe Usa, ma di una linea italiana creata per durare che verrà ristampata in diverse collane e diffusa anche all’estero.
Viene realizzato dai soliti noti della scuderia Bianconi:
Alberico Motta per i testi e Tiberio Colantuoni per i disegni.

 

Braccio di Ferro (1963)

La serie regolare di Braccio di Ferro parte tra dicembre 1963 e gennaio 1964. Oltre alle ristampe americane, Bianconi commissiona storie inedite italiane pensate per lettori molto giovani, con tono più domestico.
I personaggi vengono
rinominati o ripensati: Bruto diventa Timoteo; la Sea Hag diventa strega Bacheca e il padre di Popeye (Poopdeck Pappy) diventa Trinchetto. In parallelo alla serie mensile nascono i “contenitori” di ristampe e supplementi, a partire da Super Braccio di Ferro (luglio 1964).

Il “motore” dei testi è Alberico Motta, sceneggiatore principale di gran parte della produzione italiana, specialista in gag rapide, lessico semplice e situazioni circolari. Ai disegni troviamo Sandro Dossi, Tiberio Colantuoni e Pierluigi Sangalli, che definiscono il look “Bianconi” fatto di linee chiare, storytelling ritmato e forte leggibilità. Altri autori furono Maurizio Amendola, Sauro Pennacchioli e Roberto Viesi.

 

Provolino (1970)

Provolino nasce in RAI nel 1968 come pupazzo spalla del comico Raffaele Pisu nei varietà Vengo anch’io, Che domenica amici, Senza rete e La domenica è un’altra cosa. La voce è di Oreste Lionello, e i battibecchi con Pisu finiscono quasi sempre con il ritornello: «Boccaccia mia, statti zitta!».
Le
Edizioni Bianconi acquistano i diritti e lanciano il mensile Provolino nel 1970, affidando la serie alla coppia “di casa”: Alberico Motta (soggetti e sceneggiature) e Pier Luigi Sangalli ai disegni.

Il mensile durerà fino al 1974. Le prime annate sono caratterizzate da una vena satirica e d’attualità (potremmo parlare quasi di “impegno civile”), poi il tono virerà su avventura e fantastico.
Viene spesso ricordato come uno dei casi più riusciti di trasposizione di un  idolo televisivo in eroe da tascabile, che riesce a parlare sia ai bambini sia alle famiglie che l’avevano amato in tv.

 

Bongo (1970)

Bongo è un gorilla domestico, in gilet e cappellino, che non parla ma comunica mostrando cartelli che gli compaiono in mano all’istante (come didascalie viventi). La gag “mut(issima)” gli dà un tempo comico unico anche per i tascabili Bianconi. Vive nel giardino di una vecchietta (sul modello dell’ecosistema di Nonna Abelarda), afflitto da una vera e propria ossessione per le banane, che diventa motore di diverse storie.

Bongo nasce come comprimario nelle serie umoristiche dell’editore (intorno al mondo di Abelarda) e conquista presto episodi tutti suoi fino ad ottenere una testata dedicata nel 1970. L’ invenzione dei cartelli è considerata oggi una trovata modernissima e il segno di Tiberio Colantuoni, “allievo” di Jacovitti, chiaro e leggibilissimo.
Pur nato accanto a Abelarda, Soldino e Geppo, non ebbe le stesse tirature; ma nelle retrospettive recenti è riconosciuto come una delle idee più originali della casa editrice.

 

Nonna Abelarda (1971)

Si racconta che Nonna Abelarda sarebbe stata abbozzata già nel 1953 da Giovan Battista Carpi in una storia di Volpetto. L’esordio ufficiale avviene nel 1955 sulle pagine di Volpetto, dove agisce come comprimaria in brevi storie comico–domestiche. Qui prende forma il suo tratto energico e “invincibile” che diventerà la firma del personaggio.
Il passaggio decisivo per il successo avviene sulle pagine di Soldino, dove Abelarda diventa tutrice/bodyguard del giovanissimo re del regno di Bancarotta e, di fatto, cuore comico della testata.


Carpi imposta il personaggio e il suo mondo, nelle annate successive, su testate varie dove lavorano disegnatori come Nicola Del Principe e Pierluigi Sangalli, i quali mantengono Abelarda al centro del dispositivo comico.

Tra 1971 e 1974 esce una serie eponima (Nonna Abelarda), dove la nonna regge da sola il palcoscenico in storie brevi di taglio quotidiano. È la definitiva consacrazione.

 

4 pensiero su “I PERSONAGGI COMICI DELLE EDIZIONI BIANCONI”
    1. E’ uscito anche un volume dedicato al Pinocchio bianconiano, tempo fa, se non ricordo male….ma in effetti hai ragione, i Bianconi non sono tra i fumetti più rivisitati.
      A me piacerebbe rileggere qualcosa di Provolino e Felix.

  1. Ho recuperato una ventina di albi su Ebay: tra i personaggi elencati, l’unico che non conosco è Volpetto.

    Tutti molto divertenti: se devo sceglierne uno, forse è Geppo ad avere quel qualcosa in più.

    Poi c’erano situazioni irreali: ricordo una storia in cui Trottolino incontra un tizio che se ne va per il west a recuperare vacche scappate dagli allevamenti, ma non le restituisce ai proprietari, va a venderle al macello (dove vengono freddate a colpi di pistola) e poi col ricavato va a ubriacarsi al saloon. E non è un cattivo da non imitare: è il co-protagonista della storia, alleato di Provolino!

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