Oggi non è insolito trovare donne impegnate nell’arte del fumetto. Una cinquantina di anni fa non era così, la presenza femminile nel mondo dei fumetti era un’eccezione. Se vogliamo cercare la più rappresentativa negli anni Settanta troviamo la francese Claire Bretecher (si pronuncia brøtescé), nata a Nantes in Bretagna nel 1940.

 

Autocaricatura (in realtà era una bella donna)

 

Figlia primogenita in una famiglia numerosa e patriarcale, all’età di 19 anni la ragazza si libera fuggendo a Parigi per campare da bohemienne squattrinata. Con i suoi disegni tenta una prima volta nel 1963 di entrare nel settimanale Pilote, dove sta avendo grande successo il personaggio di Asterix, ma la sua grafica non è ancora matura: il direttore René Goscinny la prenderà in questa rivista cinque anni dopo.
Nel frattempo Claire lavora per un altro famoso settimanale franco-belga a fumetti; Spirou dove vengono pubblicati i suoi les Gnangnan e les Naufragés. Poi, su Pilote, la serie della principessa Cellulite la rende finalmente nota.

In un’intervista del 1973 al critico Numa Sadoul, Claire spiega che il fatto di essere donna non la aiutava né la impediva.

Nella redazione di Pilote la Bretecher conosce Nikita Mandryka (1940-2021), “fumettaro” umoristico surrealista, un Massimo Mattioli francese, se ne innamora e diventerà la sua compagna. Sarà per questo motivo che quando l’estroso disegnatore decide di distaccarsi dalla direzione di Goscinny per fondare un nuovo giornale mensile, lei lo segue. Si tratta di L’Echo des Savanes, di genere fortemente satirico e di avanguardia. Ma già prima nei suoi fumetti si vedevano dei nudi e si leggevano delle “parolacce”. Lei è la prima a disegnare un triangolo femminile pubico, dei seni e delle natiche.

Tutto sommato lavorare per Pilote la annoiava e affermava enigmaticamente: “Ho notato che tutti gli ebrei celti sono razzisti o xenofobi”, (allusione a Goscinny e Asterix), “soprattutto se hanno il colorito opaco. Di conseguenza, non potrei lavorare per un giornale di tendenza ebrea, celtica e opaca”.

L’Echo des Savanes, dove lavora anche il grande disegnatore Gotlib non soddisferà Claire per molto.  Rompe sentimentalmente da Mandryka e sposa nel 1983 Guy Carcassonne (1951-2013), insegnante e specialista di diritto costituzionale. Insieme avranno un figlio, Martin. Eppure nella sua vita la Bretecher riceve poca soddisfazione e gioia, ciò si rispecchia nei suoi fumetti, dove l’ironia è sempre amara. Non si conosce una sua fotografia con un sorriso.

Nel 1973 inizia la collaborazione con il settimanale di attualità Le Nouvel Observateur (l’equivalente dell’italiano L’Espresso), dove appaiono storie di una pagina intitolata Les Frustrés: i Frustrati, le cui vicende derivano da conversazioni reali. Claire ascoltava, osservava un po’ e prendeva nota. In questo modo descriveva il suo ambiente un po’ radical chic, simile a quello dei lettori di Linus, la rivista che pubblicava i Frustati in Italia.
L’ultimo suo personaggio, non meno significativo, è Agrippine, adolescente piena di problemi nel mondo di oggi.

Attraverso i suoi personaggi, Claire Bretecher ha illustrato la condizione femminile senza sventolare bandiere femministe, dato che non le piacevano le militanti. Nelle sue storie le donne non sono trattate meglio degli uomini, la stupidità è ben suddivisa tra i sessi. Le donne non sono superiori agli uomini, sono differenti ecco tutto. Gli uomini non devono sentirsi diminuiti per il fatto che le donne sono più resistenti, più dinamiche e più divertenti.

Claire Bretecher muore il 10 febbraio 2020 all’età di 79 anni.

Nel salone del fumetto di Angouleme, nel 1975, aveva ottenuto il premio per il miglior autore di sceneggiature. Nel 1983 viene premiata con il Grand Prix de la ville d’Angouleme.

Nel 1976 il critico strutturalista Roland Barthes (1915-1980) la definisce “il migliore sociologo dell’anno”, riferendosi ai Frustrati.

 

LE SERIE

Les Gnangnan sono ragazzini delle scuole elementari, svegli e critici verso gli adulti, dei quali scoprono i difetti e le idiozie. Furono pubblicati su Spirou dal 1967 al 1970.

Cellulite è una principessa del medioevo, vive in un castello ma essendo brutta nessun principe azzurro chiederebbe mai la sua mano. Così si attiva lei stessa nella ricerca dell’uomo della sua vita, ma essendo assai maldestra fallisce sempre con sua grande frustrazione. Pubblicata su Pilote dal 1969 al 1977.

I Frustrati sono adulti affetti da complessi e nevrosi tipiche della vita moderna, ma quasi mai sanno reagire al loro stato, rasssegnandosi a una vita, appunto, da frustrati. Pubblicati tra il 1973 e il 1981 sul Nouvel Observateur.

Teresa di Avila la famosa santa mistica spagnola viene rivista con dissacrazione e ironia, tanto da creare imbarazzo e protesta fra il clero e i fedeli cattolici. Claire Bretecher conosceva bene le monache essendo stata educata da giovane alla scuola delle orsoline, e poteva permettersi di prendere in burla le sue vecchie maestre. Pubblicata in volume nel 1980.

Agrippine è una ragazza di 16 anni, piuttosto viziata e cinica, perennemente insoddisfatta, La sua famiglia, le sue amiche i suoi compagni e tutto il suo ambiente appartengono alla borghesia radical chic di Parigi. L’unica persona saggia e avveduta è la vetusta bisnonna Zonzon, che appartiene a un altro mondo e un’altra epoca, e sa dare le giuste risposte a Agrippine, ma la ragazza non sempre le dà ascolto.
Agrippine esce in album in edizione autoprodotta dalla stessa Bretecher dal 1988. Nel 2001 diventa una serie televisiva in cartone animato: 25 episodi di 26 minuti ciascuno.

 

La nipote di Claire, Clemence Bretecher, nata nel 1984, è un’affermata attrice, interprete di film e sceneggiati tv francesi.

 

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