La Spagna dopo la guerra civile del 1936-39 è un paese povero, devastato e soggiogato dal regime fascista-clericale del “Caudillo” Francisco Franco. In una situazione simile sembrerebbe impossibile l’esistenza di un’espressione umana come il fumetto, che per sua natura deve spaziare nella libertà e nella fantasia. Invece dopo pochi anni qualcosa risorge, precisamente nella città di Valencia sul mar Mediterraneo, conosciuta sopratttutto per la specialità del risotto con pesce, detto la “paella” e per una famosa canzone. Manuel Gago Garcia nasce nel 1925 a Valladolid nella Spagna occidentale. Il padre di Manuel è un ufficiale dell’esercito repubblicano che si oppone ai nazionalisti, perciò la sua famiglia si trasferisce ad Albacete nella Spagna orientale. Gago è un appassionato lettore dei fumetti americani, li ricopia e cerca di farsi la mano come disegnatore, ma nel marzo 1939 i repubblicani sono sconfitti, il padre viene arrestato, così Manuel deve campare con i suoi mezzi e lavora presso un meccanico. La sfortuna lo perseguita, si ammala di tubercolosi e resta a casa, ma ora ha il tempo di disegnare. Finalmente nel 1943 un editore di Valencia pubblica i suoi primi fumetti: Il Sacro Giuramento e Viriatus, antico eroe portoghese, che come il re gallico Vercingetorige si oppose alla conquista romana. L’anno seguente Gago inizia a creare una vicenda ambientata nei regni iberici alla fine del medioevo, il successo di questa serie lo induce a trasferirsi a Valencia nel 1946. Nel passato, a Valencia avvenne un episodio della “reconquista” dei cristiani sui musulmani, l’assalto condotto da El Cid Campeador, che dopo un assedio si impadronì della città nel 1094 e ne restò signore fino alla sua morte nel 1099, l’anno della conquista crociata di Gerusalemme. Il nuovo eroe della carta stampata vive appunto durante la “reconquista” delle regioni spagnole meridionali da parte dei regni cristiani come la Castiglia, il Leon, L’Aragona. La Spagna non si unificherà che nel 1492 sotto i re cattolici Ferdinando e Isabella, che in quello stesso anno mandano le caravelle di Colombo in America. L’ultimo regno musulmano conquistato è quello di Granada nel sud dell’Andalusia. Qui si svolge la vicenda a fumetti di Adolfo de Moncada, figlio della contessa di Roca, che fu rapita incinta dall’emiro arabo Alì Khan, il figlio perciò nasce alla corte del musulmano e cresce islamico. Alla fine la contessa rivela ad Adolfo la sua vera origine, Alì uccide la donna, il figlio fugge e diventa guerriero cristiano giurando vendetta. Per non essere riconosciuto come ex musulmano, Adolfo agisce sempre con un cappuccio a maschera sul viso, simile a quello di The Phantom, l’Ombra che cammina, conosciuto in Italia come l’Uomo mascherato. In effetti il suo nome diventerà El Guerrero del Antifaz, il guerriero con la maschera, ed è un supereroe con apparenza fisica americana, ma formato medievale. Il giornaletto di Antifaz nell’epoca franchista Parecchie avventure sono reinterpretate dal romanzo di Rafael Perez y Perez “I cento cavalieri di Isabella la cattolica”. Gago privilegia le scene di azione e combattimento, poco o nulla quelle sentimentali o umoristiche, eppure la comparsa settimanale del giornaletto di 12-16 pagine in bianco e nero, formato due strisce con il guerriero mascherato arriva a vendite con cinque zeri, fino alle 800mila copie. Il suo costo è una peseta (poco più di 10 lire italiane, una pubblicazione simile in Italia era venduta a 20 lire). Come paragone italiano si potrebbe prendere l’opera dei tre torinesi Sinchetto, Guzzon, Sartoris con i loro personaggi Capitan Miki e Blek macigno. Manuel Gago è molto abile nelle scene di combattimento La differenza è che l’editore italiano Casarotti, a capo della Dardo, sfruttava il successo di questi fumetti senza dare un adeguato corrispettivo agli autori. Gago invece prende l’iniziativa, lascia l’editorial Valenciana e fonda l’editorial Maga, che è un acronimo del suo nome, e lo gestisce in cooperativa con altri disegnatori e sceneggiatori. Dal 1951 Maga è il sinonimo della scuola valenciana di fumetto, che sfornerà molte pubblicazioni, di avventura e umoristiche. Qualche titolo: Apache, Pequeno Pantera Negra, Bengala, Pacho dinamita, Tony y Anita. Intanto Manuel ha trovato come aiutante suo fratello Pablo, e come sceneggiatore Pedro Quesada Cerdan. Sposerà nel 1948 Teresa, la sorella di quest’ultimo e gli nasceranno cinque figli. Il guerriero mascherato, accompagnato dall’inseparabile giovane scudiero Fernando, lotta preferibilmente contro il patrigno Alì e i suoi arabi, ma ci sono anche musulmani suoi alleati come i fratelli Kir. In effetti anche il Cid, il più grande condottiero cristiano, aveva ai suoi ordini milizie arabe. Al contrario qualche cristiano gli è nemico, come il capitano Rodolfo. Il Guerriero Adolfo non è misogino, la sua avvenenza attira due belle musulmane: La donzella Aixa e Zoraida, amante quest’ultima di Alì Kan ma donna indipendente, che lascia l’emiro perché invaghita di Adolfo. Tuttavia quest’ultimo è fedele ad Ana Maria de Torres, nera di capelli e con lunghi boccoli sulle spalle, che alla fine sposerà, avendo da lei un figlio. Le donne di Antifaz Quale era l’opinione del regime franchista sui fumetti ? Se non accennavano ad argomenti politici o sociali o non infrangevano la morale cattolica venivano tollerati, e la “reconquista” era una gloria nazionale, come anticipazione della conquista dei nazionalisti contro i repubblicani durante la guerra civile. Per questo, con il declinare del franchismo il guerriero mascherato venne accusato di propaganda al regime. Gago però non aveva dimenticato le peripezie di suo padre, il dittatore muore nel novembre del 1975 e il suo regime si scioglie ben presto. Nei primi anni ’60 la casa editrice di Gago era stata tormentata dalle censure di Maria Consuelo Reyna, commissaria per la stampa per l’infanzia e la gioventù, tanto che dal 1966 l’editorial Maga aveva abbandonato i fumetti e si era trasformato in stampatore di figurine e degli album per raccoglierle. La Spagna infine ha voltato pagina, e dal 1978 nella nuova epoca Manuel riprende in mano il suo eroe mascherato senza più obbligazioni o remore. La pubblicazione a fumetti diventa di tre strisce a colori. Vi appaiono donne sexy con lunghe gambe scoperte, o anche nude sotto un lenzuolo, ma in queste nuove avventure la moglie di Adolfo lo tradisce seppur involontariamente, abortisce il figlio “bastardo” e viene abbandonata dal marito. Il guerriero Moncada ripudia i re cattolici e la loro inquisizione politico-pretesca, che lo privano del castello e delle terre, emigra lontano e trova come nuovi compagni i guerrieri orientali, i samurai giapponesi. Inoltre una principessa cinese, Li Chin, diventa la sua nuova donna. Quando Antifaz rimane battuto e ferito, lei lo cura, si innamora, chiude le tende per avere intimità. Nella seguente vignetta, la ragazza si sveste per andare a letto con lui, che però neanche nudo e infermo può togliere la maschera-cappuccio. La domestica Moka intende il desiderio della sua padrona, stupita dice: “ma signora…”, sapendo che andrà fino in fondo alla iniziativa erotica con l’eroe di Spagna. In una successiva scena Li Chin è nuda sotto le coperte in presenza del mascherato. Nell’ultima vignetta Li Chin si spoglia e dice: “Io vado a riposare con il guerriero” Forse Gago aveva l’intenzione di disegnare nuove avventure di Antifaz, uomo finalmente libero in giro per il mondo, magari sulle navi di Colombo o Magellano, ma muore prematuramente a 55 anni il 29 dicembre 1980 per complicazioni al fegato, lasciandoci come eredità ben 27mila tavole disegnate. Negli ultimi decenni la Spagna ci ha dato fior di disegnatori dell’arte fumettistica, come Segrelles, Siò, Font, De la Fuente, Gimenez, Bernet, Maroto, Ortiz, Segura e altri, ma se non c’era il vecchio Gago nei tempi duri della dittatura, difficilmente gli autori seguenti avrebbero potuto emergere. (L’intelligenza artificiale NON è stata utilizzata come supporto creativo e redazionale per questo articolo. Tutto viene dall’intelligenza naturale, quella del sottoscritto). 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