Inizialmente, i diritti cinematografici di Dune furono acquisiti da Apjac International (la società del produttore Arthur P. Jacobs) nei primi anni Settanta. Arthur P. Jacobs però morì nel 1973, lasciando il progetto in sospeso.

Nel dicembre 1974 un consorzio francese guidato da Jean‑Paul Gibon acquistò i diritti cinematografici per realizzare un film diretto da Alejandro Jodorowsky. Il consorzio aveva individuato nel visionario regista cileno l’unica persona in grado di trasporre in immagini il “messianico” romanzo di Frank Herbert.

L’unico problema era che Jodorowsky non voleva fare “solo” un film, aveva in mente ben di più. Per me Dune avrebbe dovuto rappresentare la discesa in terra di un dio. Volevo realizzare qualcosa di sacro, libero, guidato da una prospettiva del tutto nuova. Aprire la mente delle persone! Se avessi dovuto tagliarmi le braccia per poter portare a termine quel progetto, lo avrei fatto”. Con questi presupposti il fallimento era dietro l’angolo.

 

Il budget

Il budget totale stimato del progetto era inizialmente di 9.5 milioni di dollari, ma lievitò fino a raggiungere i 15 milioni di dollari a causa del regista. Due milioni di dollari furono spesi in fase di pre-produzione prima ancora che il progetto prendesse forma. Questi soldi furono utilizzati per assumere artisti geniali come Jean “Moebius” Giraud, H.R. Giger, Chris Foss e Dan O’Bannon per creare storyboard, concept art e dare una identità visiva al film.

Alejandro Jodorowsky

 

Jodorowsky mise a libro paga un’impressionante squadra di talenti, che lui definiva i suoi “guerrieri spirituali”. Questi professionisti furono pagati durante due anni, periodo durante il quale furono sviluppati sceneggiature, migliaia di storyboard e creazioni visive che, sebbene il film non sia mai stato realizzato, hanno avuto un’enorme influenza sulla fantascienza cinematografica successiva, in particolare su film come Star Wars, Alien e Blade Runner

 

La pre-produzione

Le uniche concessioni al budget che Alejandro Jodorowsky fece fu relativamente alla location che limitatamente alle scene in esterno venne individuata nella economica Algeria. In particolare, il regista aveva intenzione di utilizzare il vasto paesaggio desertico del Sahara per rappresentare il pianeta Arrakis, l’unica fonte della preziosa “spezia” che sta al centro del romanzo.
Oltre a ciò, Jodorowsky ebbe l’idea audace di utilizzare i soldati dell’
esercito algerino come comparse per le vaste scene di massa previste nel suo script monumentale. Il resto della produzione sarebbe stato girato in studio, probabilmente a Parigi.

Jodorowsky non si pose nessun limite di budget per tutto il resto, arrivando a promettere al famoso pittore surrealista Salvador Dali, che fu scritturato per il ruolo dell’Imperatore Padishah Shaddam IV, l’astronomico compenso di 100mila dollari al minuto. Scritturò anche il mitico Orson Welles, tentò di coinvolgere Mick Jagger e si affidò ai Pink Floyd per la colonna sonora.

 

Jean Giraud

Jean Giraud (Moebius) e Alejandro Jodorowsky passarono circa due anni intensi a lavorare fianco a fianco sul progetto Dune, principalmente a Parigi, in un appartamento che divenne il loro studio creativo. La loro collaborazione fu fondamentale e diede vita a una delle pre-produzioni più leggendarie della storia del cinema.
L’impresa più significativa fu la creazione di uno
storyboard completo per l’intero film. Insieme, Jodorowsky e Moebius disegnarono oltre 3.000 tavole, che coprivano meticolosamente ogni singola inquadratura e sequenza del film, dall’inizio alla fine.

Tutto il materiale prodotto fu rilegato in un unico, enorme volume, spesso chiamato la “Bibbia di Dune” o il “Libro Sacro”, che divenne lo strumento di presentazione del progetto ai produttori di Hollywood. Gran parte dell’immaginario e delle idee non utilizzate per Dune confluirono nella creazione della serie a fumetti L’Incal.

 

H.R. Giger

H.R. Giger lavorò al progetto Dune di Jodorowsky dal 1975 al 1977, concentrandosi sulla creazione del design del pianeta d’origine della Casa Harkonnen, Giedi Prime.
Jodorowsky, rimasto affascinato dall'”arte malata” di Giger dopo che Salvador Dalí gli aveva mostrato un catalogo delle sue opere, gli diede carta bianca per creare l’architettura e l’atmosfera del pianeta dei “cattivi”. Giger fu incaricato di essere l'”architetto del male” per il film.

L’artista svizzero infuse il suo iconico stile biomeccanico nel design dell’intero ambiente Harkonnen, che Jodorowsky voleva fosse un luogo oscuro, dedito alla magia nera, all’aggressione e alla perversione.
Il progetto più noto fu un’enorme struttura a forma di teschio. La collaborazione con Jodorowsky e il team di
Dune fu fondamentale per la carriera successiva di Giger, poiché molte delle sue idee e il suo stile unico vennero riutilizzati per il film Alien (1979), che gli valse un Premio Oscar. 

 

Chris Foss

Chris Foss lavorò al progetto Dune di Jodorowsky per circa quattro mesi nel 1975, operando principalmente a Parigi. Il suo ruolo fu cruciale per la definizione dell’estetica visiva delle macchine e dei veicoli spaziali del film.
Jodorowsky, desideroso di evitare le astronavi convenzionali e fredde, cercava qualcosa di più magico e vibrante. Foss fu l’artista principale responsabile della progettazione dei veicoli spaziali per le diverse fazioni dell’universo di
Dune, inclusi quelli della Gilda spaziale e dei contrabbandieri.

Creò una serie di navi imponenti e colorate, caratterizzate da dettagli intricati e uno stile che si discostava nettamente dalle rappresentazioni fantascientifiche dell’epoca. Il lavoro di Foss era quasi l’opposto di quello di artisti come Ralph McQuarrie (Star Wars), che disegnava navi prendendo spunto da aerei esistenti. I vascelli di Foss erano creati per volare nello spazio, senza ali o dispositivi aerodinamici superflui.

 

Dan O’Bannon

Dan O’Bannon si unì al progetto Dune di Jodorowsky dal 1975 al 1977, inizialmente con il ruolo di supervisore degli effetti speciali. O’Bannon, che aveva lavorato in modo pionieristico agli effetti speciali di Dark Star di John Carpenter con un budget ridotto, fu scelto da Jodorowsky per la sua ingegnosità. Nel suo periodo a Parigi, O’Bannon strinse una sincera amicizia con Giraud che li portò a realizzare un fumetto mitico “The Long Tomorrow”. 

La sua collaborazione con Jodorowsky fu intensa e, a tratti, problematica, culminando in un esaurimento nervoso dovuto all’enorme pressione. L’esperienza di O’Bannon a Parigi fu però fondamentale per la sua carriera successiva. Dopo il fallimento di Dune, tornò a Los Angeles senza soldi e senza lavoro, ma poi trovò il modo di trasportare l’esperienza di Dune sul set di Alien, dove portò con sé anche H.R. Giger e Chris Foss coinvolgendoli in un successo che cambiò per sempre il genere fantascientifico.


Salvador Dalí

Jodorowsky e Salvador Dalí ebbero una collaborazione eccentrica e ricca di aneddoti, tipica delle personalità esuberanti di entrambi. Jodorowsky, determinato a creare un cast di “guerrieri spirituali” e leggende viventi, si recò a casa di Dalí a Port Lligat, in Spagna, per convincerlo a partecipare al film.

L’incontro fu un evento teatrale. Dalí, con il suo ego smisurato, pose condizioni stravaganti. Inizialmente pretese di essere l’attore più pagato della storia.

Jodorowsky accettò, sapendo che avrebbe limitato il suo tempo sullo schermo a pochi minuti (3-5 in totale), usando poi un manichino robotico per il resto del film. La collaborazione fu effimera.
Dalí era un personaggio difficile con cui lavorare e si dimostrò interessato più al clamore pubblicitario e al compenso che al progetto in sé. Man mano che il progetto andava avanti, le richieste di Dalí si fecero insostenibili e la collaborazione si interruppe.

 

Orson Welles

Jodorowsky ingaggiò Orson Welles per interpretare il ruolo del Barone Vladimir Harkonnen, il mostruoso e corrotto antagonista del film. Welles, all’epoca, era un uomo corpulento e notoriamente goloso, con la reputazione di essere difficile e inaffidabile per i produttori. Invece di provare a convincerlo con la sceneggiatura o con argomentazioni artistiche, Jodorowsky usò il cibo come esca. Mandò una segretaria a informarsi in tutti i ristoranti gastronomici di Parigi dove Welles andasse a mangiare.

Lo trovarono in un ristorante, seduto a tavola con diverse bottiglie di vino e un pasto abbondante. Jodorowsky, dopo aver fatto portare a Welles una bottiglia del suo vino preferito, si avvicinò con grande rispetto.
Quando Welles si mostrò scettico riguardo al progetto, Jodorowsky si offrì di assumere il suo chef preferito e di farlo cucinare per lui per tutta la durata delle riprese. Welles, innamorato dell’idea di avere un cuoco personale, accettò l’ingaggio. 

 

 

Pink Floyd

Jodorowsky riuscì a coinvolgere i Pink Floyd nella pre-produzione del suo Dune, sebbene la collaborazione si limitò ad accordi verbali senza che la band producesse musica specifica prima che il progetto fallisse.
L’idea di Jodorowsky era rivoluzionaria per l’epoca: voleva che la colonna sonora non fosse affidata a un singolo compositore, ma che ogni pianeta del film avesse una propria identità sonora, curata da un artista musicale diverso.

I Pink Floyd avrebbero dovuto comporre la musica per il pianeta Caladan, da cui proveniva la nobile Casa degli Atreides, mentre l’aggressivo gruppo prog-rock dei Magma avrebbe composto per il pianeta Giedi Prime, la dimora dei cattivi Harkonnen.
Nonostante non sia stata prodotta alcuna traccia per il film, la storia della collaborazione mancata è diventata leggendaria. Il tributo più evidente a questa idea si trova nel
Dune (2021) di Denis Villeneuve, dove è stato utilizzato il brano “Eclipse” dei Pink Floyd, un chiaro omaggio al progetto originale di Jodorowsky. 

 

Conclusione

Il progetto Dune di Alejandro Jodorowsky, nonostante l’incredibile squadra di talenti coinvolta, fallì principalmente a causa del budget che lievitò fino a raggiungere i 15 milioni di dollari (una cifra enorme per la metà degli anni Settanta). Gli studi di Hollywood considerarono questo budget troppo alto. La sceneggiatura prevedeva un film della durata di circa… 14 ore.

Nessuno studio era disposto a finanziare una pellicola di tale lunghezza, considerandola commercialmente improponibile per la distribuzione nelle sale cinematografiche. Il progetto Dune avrebbe potuto avere successo se Jodorowsky avesse accettato di ridurre la durata del film a un formato più standard (2-3 ore) e se avesse tagliato il budget a una cifra più accettabile per l’epoca (5-10 milioni).
Resta il fatto che nessun film non realizzato ha mai avuto lo stesso impatto indelebile di Dune sulla storia della fantascienza, del cinema e del fumetto.

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