Non è casuale che spesso in una serie – televisiva, di fumetti o videogames – un personaggio secondario riceva tanti consensi da parte del pubblico oltre le aspettative dell’autore, arrivando in certi casi a superare in popolarità il protagonista della serie.

Negli Stati Uniti questo fenomeno è definito “sindrome di Fonzie”, dal nome dal personaggio di Happy Days inizialmente concepito come amico del protagonista (Ricky Cunningham) che diviene a poco a poco sempre più popolare, tanto da arrivare al centro della narrazione.

Questo fenomeno è frequente nei manga giapponesi, dove molto spesso i co-protagonisti arrivano a superare in popolarità il protagonista della serie. Abbiamo visto 5 esempi di questo tipo nell’articolo Gli antieroi dei manga sono buoni, in cui mostriamo come spesso i personaggi dal carattere più introverso e aggressivo spesso diventano i beniamini dei lettori.

Ma spesso non sono soltanto gli antieroi tenebrosi, belli e dannati a riscuotere successo tra i fan…

 

LAMÙ

Il caso più eclatante di “sindrome di Fonzie” dei fumetti giapponesi è senz’altro Lamù, la sexy aliena creata da Rumiko Takahashi, tanto che in Italia sia l’anime che il manga sono noti con il suo nome, mentre in Giappone la serie originale, uscita nel 1987, si intitola “Urusei yatsura” (letteralmente “i tizi della stella Uru”).

Lamù era stata concepita per un ruolo marginale solo per il primo episodio; il protagonista della serie infatti sarebbe dovute essere Ataru Moroboshi e tutte le disavventure dovute al suo caratteraccio, alla sua eccessiva libido e alla sua sfortuna. La bella aliena, infatti, non appariva nel secondo numero del manga originale.

Ma il pubblico chiese il ritorno di questa sexy ed esuberante ragazza, e dal terzo numero Lamù divenne di fatto la co-protagonista.

Lamù è un’aliena dall’aspetto umanoide che indossa un bikini tigrato, dai capelli verde acqua, in grado di volare e di emettere scariche elettriche quando si arrabbia o è gelosa, cosa che “frigge” immancabilmente il povero Ataru in tutti gli episodi (il suo aspetto tigrato e il poter emettere scariche sono state ispirati dalla divinità mitologica giapponese Raijin, dio del tuono e dei fulmini).

Tra i due c’è quella tensione sentimentale tipica dei manga della Takahashi (che rivedremo anche in Ranma ½ e in Maison Ikkoku) in quanto Ataru è un inaffidabile donnaiolo, pronto a provarci con qualsiasi ragazza attraente, mentre Lamù è devota al suo promesso sposo (promessa di matrimonio a cui Ataru non avrebbe dato il consenso ma imposta dagli alieni della stella Uru) tanto da respingere i numerosi corteggiatori che nel corso della serie le si fanno avanti.

Ingenua e innocente, ma al contempo sexy e intelligente, Lamù ha un lato focoso e irascibile, pronto ad esplodere quando qualcuno la fa arrabbiare o minaccia i suoi cari. Tutto questo ha reso Lamù un personaggio popolarissimo in tutto il mondo.

 

JIGEN DAISUKE

Tiratore scelto con l’immancabile sigaretta tra le labbra, Jigen è il braccio destro di Lupin III, l’inarrestabile ladro gentiluomo creato da Monkey Punch nel 1967, ispirato dall’omonimo personaggio nato dalla penna di Maurice Leblanc.

Non puoi nominare Lupin senza pensare anche a Jigen. La sua abilità da cecchino e le sue pose da duro solitario ne hanno fatto uno dei beniamini del grande pubblico.

Jigen è letteralmente infallibile con la pistola, solitamente una Smith & Wesson che tiene all’interno della sua giacca. È probabilmente il pistolero più abile e veloce dell’animazione giapponese, eguagliato in tale senso solo da Ryo Saeba di City Hunter.

Jigen accompagna Lupin in tutte le sue avventure in giro per il mondo, e tra i due c’è una vera amicizia di tipo paritario: si rispettano e si ammirano nonostante siano opposti in molti aspetti. Mentre Lupin è allegro, pieno di vita e desidera ogni ragazza, Jigen è taciturno, cinico e diffidente verso il gentil sesso, pur non essendo indifferente al suo fascino – il che fa intendere che in passato è stato sentimentalmente ferito dalle donne.

Nonostante il carattere burbero da duro silenzioso, Jigen è sempre stato leale a Lupin, pronto a sostenerlo in qualunque circostanza. Il suo cappello a tesa larga, perennemente calato sugli occhi (tanto da renderli invisibili) e l’immancabile sigaretta (tanto che si dice “sigaretta alla Jigen” quando se ne estrae dal pacchetto una spiegazzata) ne hanno fatto un personaggio amatissimo dal pubblico, tanto da apparire anche nel prequel Lupin Zero (in cui lui e Lupin sono dei liceali negli anni 60).

A Jigen è stato dedicato un film live action nel 2014, dove il nostro è stato interpretato da Tetsuji Tamayama.


REI AYANAMI

Il protagonista di Neon Genesis Evangelion (1995) è senz’altro Shinji Ikari, ma non c’è persona che non colleghi la serie di Hideaki Anno all’immagine di Rei Ayamani, la pilota dell’Eva 00.

Con i suoi capelli azzurri e la tuta bianca, Rei è il personaggio senza dubbio più iconico, non soltanto della serie ma più in generale uno dei personaggi più popolari e influenti dell’intrattenimento giapponese.

Rei appare fin dal primissimo episodio della serie, affiancata a Shinji, verso cui il ragazzo prova un mix di attrazione e di gelosia, in quanto la ragazza sembra ricevere dal padre Gendo Ikari quelle attenzioni che il ragazzo che non ha mai ricevuto.

Rei nella prima parte della serie viene messa un po’ in ombra dalla terza pilota degli Eva, la rossa Asuka Soryu Langley, altro personaggio popolare spesso in contrapposizione con Rei, sia a livello cromatico che di personalità, tanto che nei primi episodi la narrazione viene incentrata più tra le dinamiche tra lei e Shinji trascurando Rei.

Ma con il proseguo della narrazione la presenza e soprattutto la crescita di Rei diventa la parte più coinvolgente della storia, soprattutto quando la parte psicologica prende il sopravvento.

Taciturna, solitaria, chiusa in sè stessa, Rei è in realtà un clone, creato da Gendo Ikari, mescolando il Dna di sua moglie – e madre di Shinji – con quello dell’angelo Lilith. Per questo sa di essere rimpiazzabile e tende vivere in questo stato di autoemarginazione, fino a quando Shinji con il suo affetto non la “sblocca”.

Rei Ayanami è il personaggio che più cresce e si evolve nella serie, fino ad arrivare a ribellarsi al padre-padrone Gendo e avviare il proprio piano del miglioramento dell’uomo, in cui diventa un angelo primordiale (la famosa Rei gigante) e lasciar scegliere il destino dell’umanità a Shinji.

Il suo essere misteriosa, taciturna, mite e a tratti apatica l’hanno fatta diventare come detto un’icona nel mondo del fumetto e dell’animazione giapponese, tanto che dopo di lei sono apparsi numerosi personaggi femminili che ne riprendono sia le caratteristiche estetiche (i capelli azzurri) che quelle caratteriali.

 

L (DEATH NOTE)

“Ogni protagonista che si rispetti necessita di un grande antagonista”, su questa tesi si sono costruiti i più grandi villain della storia dell’intrattenimento, ma anche uno dei migliori eroi dei manga. L (Elle) è infatti l’antagonista Light Yagami, protagonista di Death Note (2006), ma essendo questi un serial killer (Kira in giapponese), L è di fatto il buono della serie.

È stato creato dagli autori Tsugumi Oba e Takeshi Obata come il controaltare di Light: egli è infatti un ragazzo di bell’aspetto, popolare, un prodigio dall’intelletto superiore e ritenuto uno studente modello. Al contrario L è poco attraente, trascurato, è apatico e soffre di una forma di autismo.

Nell’anime Light è spesso associato al rosso, il colore del sangue e della passione, mentre L al blu, alla calma e alla razionalità. Laddovè Light è megalomane ed egocentrico, L è umile e depresso, se Light è sempre elegante, L veste in modo semplice. Ma L risulta altrettanto geniale, se non addirittura più brillante di Light.

L è infatti il più grande detective del mondo, ingaggiato dall’Interpol per catturare Kira, il killer che sta compiendo una serie di omicidi tra i criminali. Con un paio di acute intuizioni, L stringe il cerchio alla zona del Kanto a Tokyo.

L’ha immediatamente sospettato Yagami, ma non ha modo di dimostrare la sua colpevolezza, in quanto Light possiede un potere sovrannaturale, il Death Note, che L non comprende appieno. Tra i due inizia una sorta di guerra psicologica, con Light che cerca di volta in volta di depistare le indagini, mentre L non riesce mai a convincersi dell’innocenza di Light.

Tra i due c’è una sorta di rivalità ma anche di rispetto, cosa che rende il loro rapporto intrigante.

L è senz’altro il personaggio di Death Note più amato dai lettori (e dagli stessi autori), protagonista di diversi spin-off e prequel

 

RYO ASUKA

Ryo Asuka è la prova di quello che molti autori dicono dei propri personaggi, ovvero che sfuggono dalle intenzioni originali dell’autore andando per la loro strada. Go Nagai, autore di Devilman (1972) ha più volte rivelato di come aveva originariamente pensato Ryo Asuka come semplice narratore, una sorta di Virgilio che doveva accompagnare il protagonista Akira Fudo nel suo viaggio all’inferno, destinato poi a morire quando questi si sarebbe fuso con il demone Amon diventando Devilman.

Tuttavia, con il proseguo della storia si rese conto che una figura che fornisse spiegazioni al protagonista (e al lettore) sulla natura dei demoni serviva ancora, per cui decise di rivelare come Ryo fosse sopravvissuto alla mattanza del primo capitolo.

Ryo quindi accompagna Akira per tutta la storia, risultando fondamentale per la narrazione, andando oltre le aspettative dello stesso Nagai. Ryo si rivela un personaggio molto più profondo e interessante man mano che la narrazione prosegue, fino alla rivelazione finale, quel clamoroso colpo di scena che fa rivedere tutta la storia di Devilman sotto una prospettiva completamente differente (SPOILER): Ryo Asuka è in realtà Satana in persona, l’angelo caduto, nonché re dei demoni e il vero villain della serie, colui che ha portato l’umanità all’estinzione attraverso un piano diabolico ben orchestrato, manipolando fin dall’inizio Akira, al solo scopo di evitarne la morte nell’imminente apocalisse.

Quel fascino androgino, l’abilità di manipolare gli altri, l’essere freddo e calcolatore ma non privo di sentimenti ha influenzato parecchi personaggi di Anime e videogame, tra cui Grifis (Berserk), Makima (Chainsaw Man), Kaoru Nagisa (Neon Genesis Evangelion) e Levi Ackermann (Attack of Titan) fra i più noti.

Nell’Anime Devilman Crybaby Ryo Asuka risulta ancora più approfondito, trovando il consenso popolare in una nuova generazione di pubblico.

 

 

 

Un pensiero su “5 CO-PROTAGONISTI DI MANGA MOLTO POPOLARI”
  1. Premesso che, per correttezza, non mi esprimo sui personaggi 3., 4 e 5., mai avendone viste le serie, ma sei sicuro su Jigen? Perché a me pare che sia sempre stato così individuato, e non che non sia diventato tale strada facendo (ripeto: parlando da mero fruitore degli anime).

    P.s.: e io che pensavo che gli spin off con più successo rispetto alla serie originale fossero prerogativa dei prodotti “americano-europei”, vedi Braccio di Ferro, Valentina e specialmente i Puffi, tralasciando la particolarità del Jolly, oggi Joker.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *